Partito Democratico Paderno Dugnano

Lettera aperta agli iscritti PD

Gianfranco Massetti In queste giornate di fine luglio è difficile avere le idee chiare. Urgono temi giganteschi come la Rho-Monza, le vasche di laminazione del Seveso, le nomine in Consiglio e i piani di lottizzazione in arrivo. Problemi e soluzioni sui quali il PD e il Centrosinistra dovranno impegnarsi.

Per quanto mi riguarda credo però che non si possa sfuggire ad una riflessione che in settembre si potrà fare con più freddezza. Provo ad avanzare qualche spunto, innanzitutto per il PD.

 
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Il PD e il Centrosinistra, dopo la sconfitta elettorale del ‘8 giugno, hanno davanti 5 anni di opposizione al governo locale di Centrodestra. La domanda è semplice: cosa fare?

La risposta non mi sembra altrettanto semplice. Rinviare i problemi non è mai una soluzione. Dobbiamo ammetterlo: il PD e il Centrosinistra di problemi ne hanno, diversamente avrebbero vinto.

Partire lancia in resta, senza una riflessione, non mi pare una buona partenza.
Vediamo con ordine, e senza fretta, cosa si può fare.

Secondo me tre cose:

  1. Capire cosa è successo: perché abbiamo perso?
  2. Rimotivare il Centrosinistra e la coalizione.
  3. Fare alcune scelte.

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Punto 1. Capire cosa è successo

Dove abbiamo perso? Perché? In quali settori sociali della società padernese (i giovani ?, i commercianti ?, i nuovi poveri?.. ). Chi sono gli astenuti? Chi c’è in quel 25 % che non ha votato per nulla. E poi, il voto ha avuto un andamento uniforme in tutti i quartieri della città? Non è semplice rispondere ad alcune di queste domande ma credo che si debba approfondire un po’ l’analisi. Bisogna sforzarsi di capire cosa è successo, questa volta. E’ la seconda volta che il CS perde, prima nel 2009 e ora nel 2014.

Proviamo ad avanzare qualche ipotesi:

A. I partiti sono tutti uguali.
E’ un ‘affermazione qualunquista ma anche condivisa da molte persone che qualunquiste non sono. Il successo delle liste civiche, molto diverse tra di loro, è stata anche una risposta all’insofferenza verso i partiti?
Se sommiamo i voti di delle liste non di partito (Paderno cresce, Lista Di Maio, Sinistra per Paderno, Insieme per cambiare e anche Insieme per Caniato) sfioriamo oltre il 30% dei voti espressi. Voti che non sono andati ai Partiti. Se a questa percentuale aggiungiamo per un attimo anche il 25 % dei non votanti ci rendiamo conto della dimensione impressionante di ciò che i Partiti non riescono più a rappresentare. E’ così? E’ tutto scontato? Si può fare qualcosa?

B. Il PD ha perso perché non è stato sufficientemente “Renziano”.
Bisognava evidenziare il suo profilo di partito moderato. Il PD doveva badare a se stesso e non perdere tempo con la coalizione di centrosinistra. Così si sarebbero intercettati i voti della cosiddetta area di centro o comunque del voto delle liste civiche e degli astenuti. Queste non erano forse le maggiori chances del candidato “cattolico” a fronte di un candidato “di sinistra”.

C. La sconfitta della coalizione di Centrosinistra (non del solo candidato sindaco) mette o no in discussione il modo di essere e di lavorare di tutti? E’ apparsa credibile un’alleanza costruita negli ultimi mesi di campagna elettorale? Tutti ci credevamo davvero? Non basterà guardarsi l’ombelico. “Io nel mio piccolo ce l’ho fatta.. hanno sbagliato gli altri”: il PD, il candidato sindaco, la SxPD, la campagna elettorale.. No. Tutti sono messi in discussione. Non è semplice ammetterlo,” non per menare il can per l’aia” ma per capire la profondità dei cambiamenti necessari. Queste mi sembrano le premesse. Se per qualcuno questo è perdere tempo allora non c’è speranza. Quale direzione assumere? Quale opposizione fare? Perché quella che è stata fatta, diciamolo così, negli anni 2009-2014, da partiti e movimenti, non è bastata. Non ha prodotto i risultati sperati.

Punto 2. Rimotivare il Centrosinistra

Bisogna ri-motivare il CS. La sconfitta non è salubre e su questa bisogna lavorare per ritrovare nuove ragioni per stare insieme all’opposizione. Ri-motivare il CS per fargli affrontare un periodo di 5 anni non è impresa da sottovalutare. Non basta guardare indietro (abbiamo un programma, abbiamo già la coalizione..). Oggi serve un nuovo fatto politico. Io lo dico così, altri saranno più efficaci. Bisogna ri-sottoscrivere un impegno – di fronte alla città – che abbia un diverso orizzonte da quello che avevamo previsto. Questo può essere utile a tutti. Ri-sottoscrivere un accordo tra le forze politiche del CS che rinsaldi le volontà unitarie e dica al paese che si riparte insieme e non ognuno per la sua strada. Questo vuol dire anche prendersi un impegno. Non credo sia veramente scontato per tutti.

Punto 3. Alcune proposte

Avanzo alcune proposte la cui fattibilità è tutta da verificare:

1. Un Patto di consultazione/azione da ri-sottoscrivere dai segretari e dai capigruppo di PD, SC, SxPD e IpC per farne uno strumento di iniziativa politica;

2. Uno strumento di comunicazione “unitario”, snello e non costoso, dove raccontare le iniziative dell’opposizione consiliare e cittadina di partiti e movimenti;

3. Una modalità di lavoro comune strutturata con:
– la creazione di gruppi di lavoro unitari sulla matrice delle commissioni consiliari (bilancio, servizi, territorio) a supporto e a rinforzo anche delle attività consiliari e attente quindi anche all’agenda politica;
-alcune iniziative comuni da programmare nei Quartieri (rho-monza, partecipazione, vasche ..)
-una Festa cittadina della coalizione una volta all’anno.

Insomma la sensazione è che non c’è da riprendere un cammino interrotto, dalla sconfitta elettorale. C’è da cambiare strada. Come? Tutti siamo chiamati ad uno sforzo maggiore di quello di difendere le proprie certezze ed il proprio orticello.

A maggior ragione gli iscritti e il mondo attorno al Partito Democratico.

Gianfranco Massetti

Un pensiero su “Lettera aperta agli iscritti PD

  • 6 Agosto 2014 in 20:52
    Permalink

    Segnalo che Sinistra Per Paderno Dugnano non esiste più se non come resto di una lista civica abbandonata dal maggior componente (SEL) e forse non solo da quello.
    E che Insieme per cambiare ha al suo interno i Verdi (quindi un partito) e alle liste non di partito si potrebbe invece aggiungere i 5 stelle.

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