Partito Democratico Paderno Dugnano

LA SCOMMESSA: Oscar Figus (PD): Che cosa vuol dire cambiare ?

Caro Giovanni

Ho letto con grande attenzione il tuo ultimo post “UNIRSI VA BENE, MA L’OBIETTIVO E’ CAMBIARE”.

Ferme restando le legittime posizioni di chiunque vorrei precisare alcune cose e chiarirmi qualche perplessità.

Non c’è (ancora) nessuna unione, tutti noi abbiamo aderito ad un principio, nessuno ha mai pensato ad una grande ammucchiata, anzi, questo deve essere un percorso serio di cui l’adesione all’appello è il punto iniziale, non la fine.

Men che meno il Partito Democratico che non ha chiesto o sta chiedendo adesioni e supporto per se stesso ad alcuno.

Quello che chiediamo è invece un confronto alla pari a quelle forze e a quei contributi più vicini alla nostra sensibilità da cui – legittimamente – poi ognuno prenderà liberamente le proprie decisioni. Perché unirsi funziona solo se ci si trova in accordo non solo adesso ma anche sul poi.

Alcune delle forze in campo stanno facendo da tempo il proprio percorso interno, alcune di queste forze si sono dette disponibili a dare un contributo al percorso comune.

Lo abbiamo fatto noi presentando un documento aperto, lo stesso hanno fatto o faranno Ecocivici, Sinistra per Paderno e, penso, tutte le altre forze vicine all’area di centro-sinistra.

Se ci saranno proposte cosiddette della “società civile” (termine cha a me non piace ma serve a capirsi) saranno non solo legittime ma assolutamente benvenute all’interno di un progetto comune.

Noi, come ho detto, siamo disponibili a parlare con tutti quelli che sono disponibili a parlare con noi.

A tutti diciamo che abbiamo delle proposte e dei potenziali candidati e che siamo disposti a confrontarci  su tutto a partire da contributi concreti.
Se verranno fatti altri nomi o altre proposte li valuteremo insieme a tutti. La partita non è chiusa, neppure al’interno dello stesso Partito Democratico.

Tutto alla luce del sole.

Ho sempre qualche perplessità, invece, sulle generiche argomentazioni di cambiamento.

Se ci sono proposte alternative su come procedere – così come per il resto – siamo disponibili a confrontarci, però vanno approfondite.

Io credo che il cambiamento non possa essere un valore a prescindere dai contenuti e che quindi lo si debba misurare su tutto: nome del candidato sindaco (che dovrà essere il più adatto a giudizio comune non solo per vincere ma anche per governare), proposta politica che viene fatta, programma e priorità di governo e squadra che si intende mettere in campo.

Ad oggi non ho letto nessun commento sulla nostra  proposta (che è comunque ben diversa ad esempio da quella che ha governato negli ultimi anni e che fu presentata come “di cambiamento”) né sulle proposte degli altri aderenti all’appello.

Proposte che sono invece – a mio avviso – il tema più importante, perché delineano che progetto vogliamo per la nostra città da qui agli anni a venire.

Quindi chiedo a tutti, e non per polemica, cosa si intenda per cambiamento, se si vuole un percorso o delle scelte diverse. Ma con chiarezza.

Come ho detto siamo disponibili al confronto, però tutti si devono assumere le proprie responsabilità, anche quella di dialogare con gli altri, dire quali sono gli obiettivi e come si intende perseguirli.

A queste condizioni le porte sono sempre aperte.

Oscar

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Caro Oscar,

grazie del messaggio che aiuta ad approfondire e chiarire le posizioni. Mi chiedo se posso pubblicarlo perché mi pare importante. Fammi sapere.

In questo momento non riesco a rispondere adeguatamente a ciò che scrivi, ma sono perfettamente consapevole che il post abbia sollevato domande e perplessità all’interno del partito. L’ho scritto perché l’appello si prestava a un’interpretazione non corretta. Il testo era volutamente generico per avviare una discussione con la consapevolezza che altri elementi sarebbero emersi strada facendo.

Il tema del cambiamento/rinnovamento mi sta molto a cuore e non è la prima volta che lo propongo. Certo la cosa – detta così – è molto vaga e richiede una messa a fuoco che verrà attraverso l’ascolto reciproco.

Colgo però in tante persone il desiderio di una politica che non sia  di apparato, ma che sappia portare aria nuova. A queste persone (che non sono poche) il centro sinistra deve una risposta credibile.

Come ho scritto, ritengo che le prossime elezioni siano un’opportunità straordinaria in questo senso. Non penso che la cosa riguardi solo la composizione delle liste. Sarebbe stato utile che questo percorso si avviasse diversi mesi fa, invece ora il tempo stringe e la macchina elettorale procede con le sue esigenze.

Prossimamente anche sul blog approfondirò ciò che intendo con rinnovamento.

Un caro saluto, con stima e amicizia

Giovanni

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 Ciao Giovanni

Puoi pubblicarlo se ritieni, e permettimi di approfondire il mio pensiero.

Non sarei tranquillo nel farmi operare da un medico appena laureato, perché dovrei farmi amministrare da una persona senza esperienza?

Secondo me Il cambiamento/rinnovamento è auspicabile se sostanziale cioè non di facciata o mediatico, non basta cambiare dei nomi o mettere gente sconosciuta quindi – per definizione – nuova. Ci vuole competenza e ci vuole impegno.

Oggi l’idea che passa è che chiunque possa fare il sindaco, l’assessore (o anche il ministro o il premier), perché tanto hai preso i voti, hai i tecnici per lavorano per te, hai la maggioranza in consiglio che ti vota.

In realtà questi ruoli – a mio avviso – richiedono il perseguire un progetto di Città (o di Paese) condiviso con la tua squadra nel rispetto di tutti che – una volta eletto – rappresenti. Questa è la politica.

Lo devi fare amministrando le (in città poche) risorse a tua disposizione, scegliendo tu le priorità e non facendole scegliere ai tuoi tecnici, garantendo anche le minoranze, anche chi non ti ha votato ma scegliendo e – oggi più di ieri – coinvolgendo tutte le forze sane della società.

Non è un compito facile, ci vogliono persone con esperienza politica e/o amministrativa. E ci vuole un progetto.

Il Partito Democratico in base a questo ragionamento, ha chiesto la disponibilità a due persone (le uniche, tra l’altro, che al momento mi sono state suggerite anche da persone esterne al PD) che a nostro avviso hanno – pur con storie, posizionamento e percorsi diversi –  l’esperienza necessaria e le ha messe a disposizione di un percorso comune.

Poi, nella nostra squadra, costruiremo quello che riterremo il giusto mix di persone nuove e di persone con esperienza (che possano insegnare), di esponenti di partito e della società civile (se vorranno) perché siamo un partito aperto (checché se ne dica).

Purché tutti abbiano voglia di impegnarsi e condividano il progetto comune.

Ma l’impegno ritengo debba valere per tutti, firmare l’appello – come ho detto – è solo il primo passo, il più semplice, adesso io chiedo a tutti i firmatari di essere consequenziali e dare la propria disponibilità. Nel modo che credono meglio ma insieme a tutti gli altri e dicendo cosa vogliono fare e come intendono impegnarsi.

Noi la nostra disponibilità l’abbiamo data, abbiamo proposto dei temi, ci confrontiamo con gli altri. Seriamente.

Ci aspettiamo che tutti, non solo le forze politiche che hanno aderito e con cui dialoghiamo, ma anche i cittadini, la società civile, le associazioni portatrici di istanze “verticali”  che vogliono il cambiamento, si impegnino e si misurino con le nostre proposte attraverso loro proposte.

Questo è il mio pensiero e anche questo, se vuoi, puoi renderlo pubblico, non ho segreti per nessuno e – permettimi – credo di avere le idee abbastanza chiare sui motivi e gli scopi del mio agire politico.

Con altrettanta stima e amicizia

Oscar

LA SCOMMESSA: OSCAR FIGUS (PD): CHE COSA VUOL DIRE CAMBIARE?

Un pensiero su “LA SCOMMESSA: Oscar Figus (PD): Che cosa vuol dire cambiare ?

  • 10 Febbraio 2014 in 09:10
    Permalink

    Spero tantissimo che Pd e Ecocivici trovino un accordo. Alla serata del 6 febbraio io c’ero e ho sentito una proposta seria e nuova…..ragionateci insieme….la sinistra è stata troppo divisa (e abbiamo visto i risultati).

    Buon lavoro.

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