Partito Democratico Paderno Dugnano

Dopo il Consiglio Comunale: mancanza di risposte, protervia e beghe della maggioranza

Paderno Dugnano, 18 luglio 2012
Lo scorso 12 luglio si è svolto il consiglio comunale; come temevamo, alle nostre sei, tra interrogazioni e interpellanze, le risposte arrivate sono state, nella sostanza, assenti.
E nonostante siano state le opposizioni, con grande senso di responsabilità, a garantire il numero legale dell’aula, l’impressione che si è avuta in Consiglio, dai banchi della maggioranza e dal tavolo della Giunta, è stata di grande stanchezza e confusione.
Nessuna risposta sulla situazione della palestra HiWay a Calderara, l’amministrazione si è solo premurata di fare uscire su qualche giornale, in contemporanea con il consiglio comunale e quindi con colpevole ritardo, la solidarietà ai cittadini coinvolti ma solo dopo aver ricevuto l’interrogazione del capogruppo PD Marco Coloretti, millantando incontri informativi sul problema a cui nessuno dei cittadini presenti, che hanno infatti lasciato l’aula delusi, pare abbia partecipato.
Sui chiarimenti circa l’attuale gestione del Falcone Borsellino, richiesti dalla nostra Michela Scorta (presente in aula nonostante l’avanzato stato di gravidanza), la sostanziale risposta è stata che il problema non sono gli scontrini fiscali (che è poi quello che sosteniamo noi da tempo) dando però l’impressione che la commissione speciale consiliare sia stata un inutile spreco di tempo e di denaro.
Mentre sull’altra richiesta, i lavori alla chiesetta del Pilastrello, forse i lavori partiranno, ma dopo le nostra interpellanza, quasi che siano solo le richieste dell’opposizione a svegliare temporaneamente dal torpore un’amministrazione sopita da anni e non le necessità della Città.
Infatti sulle due interpellanze del consigliere Gianfranco Massetti, lavori alle Tilane e piscina comunale, ci si è limitati a leggere la risposta scritta; quindi ancora non sappiamo perché il parcheggio non è usufruibile né perché uno dei nostri oratori deve andare in piscina in un altro comune.
Infine sulla richiesta di chiarimenti circa il forte disagio lavorativo dei dipendenti comunali del settore territorio, posta da Coloretti, il Sindaco ci ha risposto – ma dava l’impressione di parlare all’Assessore Di Maio che se ne stava, chissà perché, tra il pubblico invece che al proprio posto al tavolo della Giunta – che non ci sono problemi, senza però spiegare perché la RSU dei dipendenti comunali tale disagio lo abbia recentemente denunciato per iscritto a tutti i gruppi consiliari.
Ma il meglio di se, bisogna dirlo, l’amministrazione l’ha dato sui suoi punti all’ordine del giorno.
Sulla questione del debito fuori bilancio, la causa di un cittadino contro l’amministrazione che si è vista dare ragione ma addebitare delle spese, per cui sarà la Corte dei conti a stabilire se la responsabilità è del dirigente preposto (che sarà quindi chiamato a rispondere di suo) o dell’amministrazione stessa, abbiamo assistito ad un veemente attacco della Lega sul tema dei responsabili che devono pagare, quasi fosse all’opposizione o avesse antipatie personali da rivendicare.
E neanche comprendiamo l’ostinazione sulla gestione degli orti comunali, che sono nati come servizio sociale per tenere impegnati i pensionati ma che oggi evidenziano alcuni limiti; cioè che mentre giungono a scadenza gli affidamenti di cinque, e in alcuni casi di dieci anni, qualcuno rinuncia all’orto che gli viene assegnato nella speranza di poterlo scegliere a piacer suo.
La proposta dell’amministrazione è stata di togliere dalle liste chi rifiuta l’assegnazione, e noi siamo d’accordo, ma rinnovare di altri cinque anni gli orti a chi invece arrivava alla scadenza perché anziano, e noi siamo contrari perché un diritto non può diventare un privilegio.
La nostra proposta era invece di sperimentare cinque anni di apertura ai disoccupati e alle famiglie in difficoltà invece che ai pensionati, perché oggi le priorità sono diverse, non si tratta più di favorire l’attività fisica ma di aiutare la sopravvivenza.
Il PD ne ha quindi proposto il ritiro e il passaggio in Commissione al fine di migliorarlo, con l’obiettivo di sostenere qualche famiglia in crisi e, risultato non secondario, di mandare un messaggio preciso anche di chi pensa che i servizi pubblici siano un privilegio.
Cosa costava rinviare a settembre la decisione, l’hanno chiesto le opposizioni, l’ha chiesto anche la Lega. Ma non c’è stato verso, lo si è voluto votare così.
Peccato, perché l’orgoglio assorda chi non vuol sentire e la nostra disponibilità al confronto si è scontrata, per l’ennesima volta, con chi pensa di essere sufficiente a se stesso, che aver vinto le elezioni renda padroni della Città, non suoi servitori, e che le opposizioni siano sempre un fastidio e non un contributo per governare meglio.
Pure il Sindaco ha dato l’idea di essere solo, non tanto dal punto di vista dei numeri – che pure mancavano – ma soprattutto da quello delle volontà – che sono mancate anche di più.
Ancora una volta, paradossalmente, è grazie alle opposizioni (e al PD in particolare) che si riesce quanto meno ad affrontare qualche problema in questa Città, e lo abbiamo fatto con serietà anche in presenza di una maggioranza (?) che spesso è più occupata a dibattere delle proprie beghe che a cercare soluzioni ai problemi.
Forse persino il Sindaco se ne è accorto.
 
Oscar Figus
Coordinatore Cittadino
Partito Democratico
Paderno Dugnano