Partito Democratico Paderno Dugnano

Comunicati stampa

LARES

Non può che prenderci un grave sconforto leggendo della fine indagine su una parte dei fatti che riguardano la Lares e che traccerebbero, secondo l’ipotesi investigativa della Procura, una serie di tangenti che vedono coinvolto il commissario straordinario nominato dal governo.

Sconforto perché, se fossero confermate le accuse, proprio chi avrebbe dovuto difendere l’azienda ed i lavoratori ha invece fattivamente contribuito ad affossarla mettendo, letteralmente, sulla strada oltre un centinaio di famiglie mentre altrettante, magari non per questa inchiesta ma certo per la stessa storia, hanno gli stessi problemi in Metalli Preziosi.

Sconforto perché in questi mesi in molti hanno portato solidarietà a questi lavoratori, si sono fatti incontri, presidi, concerti ma nella realtà i risultati ottenuti sono stati davvero pochi, la maggior parte dei quali non grazie all’impegno delle istituzioni.

In un consiglio comunale aperto, ormai un anno fa, si è discusso di lavoro e di crisi economica ma, a parte poche piccole cose, dove sono finite le proposte fatte, dov’è il tavolo sul lavoro, dov’è l’osservatorio.

Si sente continuamente dire che non c’è una soluzione, che non ci sono soldi e che la crisi ha colpito duramente molte realtà produttive della nostra zona come fosse una fatalità, ma per i lavoratori della Lares e della Metalli Preziosi non si può parlare di crisi economica, le aziende avevano ordinativi e avevano un mercato, in questo caso si deve avere il coraggio di parlare di frode.

Una frode che, se confermata, ha arricchito poche persone mandando sul lastrico molte famiglie, controllori infedeli e falsi imprenditori che non hanno perseguito il giusto guadagno di un faticoso lavoro istituzionale e di un rischio imprenditoriale bensì la facile rendita data da comportamenti illeciti.

I lavoratori della Lares e della Metalli preziosi sono le vittime troppo spesso dimenticate  di questi comportamenti, ad oggi oltre 150 famiglie ancora non hanno la tranquillità economica e non hanno la dignità di un lavoro.

Per la stessa logica, guadagno senza sufficiente rispetto per le regole, tre lavoratori Eureco sono morti, altri sono feriti, le loro famiglie sono disperate e l’azienda è stata chiusa.

Dov’è l’amministrazione ad ogni livello, dov’è, tranne rari e nobili casi, la società civile, e dove siamo noi cittadini di Paderno Dugnano, tra chi non è direttamente coinvolto chi si è interessato a quei presidi che da quasi  800 giorni aspettano giustizia, perfino belli perché insieme alla disperazione per il lavoro e all’assenza di prospettive per il domani, in questi anni, tra questi lavoratori, c’è ancora tanta solidarietà e tanta voglia di lottare. 

Altri cittadini della nostra città aspettano, da mesi, il pagamento degli stipendi dovuti, lavorano in condizioni disagiate, sono in cassa integrazione o sono disoccupati, alcuni sono impegnati a lottare per i loro diritti altri hanno perso le speranze. Molti di loro sono giovani.

Nel nostro povero Paese in cui non ci si interessa di niente ma si argomenta continuamente di gossip, di processi, di potenti e le cose che non funzionano abbondano, quello che è successo è profondamente ingiusto e non può non indignare.

Abbiamo bisogno di una strategia economica a livello nazionale e di proposte serie per il lavoro a Paderno Dugnano e in tutto il Nord Milano, perché in quei luoghi, dove i lavoratori continuano a ritrovarsi al freddo, senza tutele, né occupazione, né reddito, stiamo assistendo alla vera notte della politica italiana.

Oscar Figus
Coordinatore cittadino
Partito Democratico
Paderno Dugnano

COMUNICATO STAMPA – 1 feb 2011 — Lares