PGT

BICICLETTATA per salvare il parco di Via Gorizia – 26 Novembre 2017


Salva il parco di Via Gorizia/Via Dalla Chiesa!
Sistema la bici e vieni domenica 26 novembre alla biciclettata!

Partenza ore 9:30 da Piazza della Resistenza (Municipio)
e arrivo al parco di Via Gorizia!

Ti aspettiamo!

 

C’era una volta una città

Articolo a cura del Gruppo Consiliare PD
apparso su “La Calderina”
– Notiziario comunale di Paderno Dugnano –
n° 4, ottobre 2017, p. 14

 

28 ottobre 2017: FIRMA DAY per salvare il parco di Via Gorizia

Firma la petizione sabato 28 ottobre 2017
presso i seguenti 10 tavoli
che saranno allestiti
in tutta Paderno Dugnano:

  • Piazza MATTEOTTI

  • Via ROMA vicino Via Camposanto

  • Via CESARE BATTISTI vicino Unes

  • Via REALI zona ciclopedonale

  • Via TRIPOLI vicino Via Cuba

  • Via COTI ZELATI vicino Piazza Addolorata

  • Via MONTE SABOTINO vicino Via Bolivia

  • Via ITALIA vicino Via Cappellini

  • Via CARDINAL RIBOLDI vicino Viale Toscanini

  • Via GRAMSCI vicino Piazza Falcone e Borsellino.

Salva anche tu il parco di via Gorizia!

FIRMA DAY: Salviamo il parco di via Gorizia!

Sabato 28 ottobre 2017 saranno allestiti 10 tavoli
in alcune strade e piazze di Paderno Dugnano
per raccogliere firme contro la variante RE3
che il Sindaco vuole far approvare a breve in Consiglio Comunale.

No alla costruzione di 3 palazzine (cioè 60 appartamenti)
nel parco di via Gorizia!

FIRMA ANCHE TU!

Firma anche tu! Salviamo il Parco di via Gorizia/via Dalla Chiesa!

SCARICA LA PETIZIONE!
Firma e fai firmare per salvare il Parco
di via Gorizia/via Dalla Chiesa!

SCARICA LA PETIZIONE!
Firma e fai firmare per salvare il Parco
di via Gorizia/via Dalla Chiesa!

Salviamo il Parco di via Gorizia/via Dalla Chiesa – Firma la petizione!

Dopo l’assemblea di giovedì 21 settembre presso l’ex cinema Splendor, cresce la mobilitazione contro la Variante RE3.

SCARICA LA PETIZIONE!
Firma e fai firmare per salvare il Parco
di via Gorizia/via Dalla Chiesa!

Le firme saranno anche portate, come primo atto, giovedì 28 settembre alle ore 19,30 in Consiglio Comunale.

Di seguito il testo della petizione.

Petizione pubblica

“Salviamo il Parco di Via Gorizia – via Dalla Chiesa”

I parchi e il verde pubblico sono beni comuni del nostro territorio che non si possono sacrificare per interessi privati.

I cittadini firmatari CHIEDONO

all’amministrazione comunale di non approvare la variante Re3, che prevede la costruzione di 60 appartamenti nel parco di via Gorizia.

Costruire in un parco crea un pericoloso precedente per tutte le aree verdi della nostra città.

Perché non si recuperano le aree dismesse invece che costruire nel parco?

Abbiamo bisogno di una città con più verde e meno cemento.

 

 

Di seguito le slides sulla Variante RE3 presentate durante l’assemblea pubblica del 21 settembre dal dott. Walter Tiano.

La Lega dice il falso, con le mie giunte abbiamo ridotto i volumi del Pgt

COMUNICATO STAMPA dell’on. Ezio Casati

In merito alle recenti esternazioni della Lega Nord sull’attuale ipotesi di una variante urbanistica, tengo a precisare e a smentire quanto dai lumbard locali asserito.

Negli anni in cui Paderno Dugnano è stata guidata da amministrazioni di centrosinistra, ed io ero sindaco, abbiamo solo ridotto i volumi del Pgt, è quindi falso e strumentale dire, oggi, che abbiamo cementificato.

La Lega ha la memoria corta e soprattutto vuole coprire le sue scelte attuali, che vanno verso il consumo di suolo e verso il disboscamento urbano. Quando non si hanno motivazioni per difendere le proprie scelte si guarda indietro e si raccontano menzogne.

Ritengo invece utile che la cittadinanza, sia informata e resa partecipe di due varianti dai contorni estremamente confusi, se non dannosi per il futuro di Paderno Dugnano. L’ampliamento del Carrefour, a nessun vantaggio del centro cittadino e del commercio locale (già pesantemente in crisi) e il piano Re-3 che annulla il giardino pubblico di via Gorizia per edificare nuovi appartamenti. In questo esprimo sintonia verso il PD locale e appoggio gli interrogativi posti in Consiglio comunale, e nelle sedi opportune, dal gruppo e dalla segreteria del Partito Democratico.

Riqualificazione via S. Ambrogio e gestione del territorio padernese

cattin_paolaIl Partito Democratico di Paderno Dugnano si è fatto promotore dall’inizio dell’anno di un gruppo di lavoro permanente per analizzare e confrontarsi sulla gestione dell’ambiente e del territorio comunale.

A questo gruppo partecipano, oltre al segretario cittadino del PD Paola Cattin, anche diversi cittadini di Paderno Dugnano che possono vantare una consolidata competenza ed esperienza nel settore sia per motivi professionali sia per aver ricoperto, nelle precedenti amministrazioni, ruoli di responsabilità inerenti a questo tema.

Al primo incontro del 19 gennaio ’16 si sono subito evidenziate le criticità delle recenti scelte dell’attuale giunta comunale che, nonostante dichiari con forza di avere a cuore la tutela del territorio per la difesa degli spazi comuni e del verde, agisce in modo diametralmente opposto. Sono ad aggi all’esame di questo gruppo, le proposte di variazioni del Piano di Governo del Territorio che, ad un primo e veloce esame, potrebbero compromettere anche progetti di conservazione e ampliamento di aree verdi e parchi ormai consolidate negli anni come, per esempio, il progetto del Parco del Seveso.

Altra questione esaminata, già nel primo incontro, è la proposta di riqualificazione della via S. Ambrogio nel quartiere di Palazzolo. A tutti è nota l’attuale situazione di impraticabilità dei marciapiedi a causa delle radici dei tigli che escono dal manto stradale e rendono difficoltoso e pericoloso il passaggio pedonale ed impossibile il transito con passeggini e carrozzine, tanto che ormai molti preferiscono usare l’area stradale mettendo a rischio la propria incolumità. Le nostre riflessioni e la nostra proposta, completamente in antitesi a quella della giunta comunale che vorrebbe un taglio netto delle piante e una completa cementificazione della via, prevedono una soluzione che permetta sia ai cittadini di fruire dei marciapiedi, della strada e sia ai tigli di sopravvivere.

Per questo gruppo l’ipotesi è di realizzare in via S. Ambrogio il naturale proseguimento di via Italia del quartiere di Incirano, ovvero di ridurre ad una corsia la careggiata, proseguire la pista ciclabile che collegherebbe il centro storico di Palazzolo con il centro storico di Dugnano e mettere in sicurezza i marciapiedi allargandoli e bonificando l’apparato radicale dei tigli.

Ribadiamo che è un’ipotesi che si può realizzare solo con il coinvolgimento diretto dei cittadini del quartiere. La modalità operativa di questa giunta che riduce progressivamente la partecipazione delle persone, riducendo spazi e modi (che fine hanno fatto i consigli di quartiere?), non può essere la nostra scelta di progettazione e di sviluppo. Non ci può essere democrazia e libertà senza partecipazione, senza coinvolgimento di chi ogni giorni vive via S. Ambrogio o la pratica per i più svariati motivi.

Per questo l’impegno del Partito Democratico è quello di coinvolgere tutti dai singoli cittadini, alle altre forze politiche e/o di rappresentanza per riflettere insieme, confrontarsi, costruire. Certo che questo è possibile solo con la volontà reciproca di sedersi insieme intorno al tavolo, il rammarico è che talvolta alle parole di apertura e disponibilità seguano fatti di individualismo e chiusura. Ma noi che abbiamo la parola democrazia nel nostro nome continuiamo imperterriti nel traccia della nostra storia di condivisione, confronto e tutela del bene comune.

Paola Cattin
Segretario cittadino Partito Democratico

Un’idea di città – Una risposta a Giovanni Giuranna

Gianfranco MassettiLa velocità dei cambiamenti economici e politici ci fanno spesso reagire in termini episodici trascurando “l’idea di insieme” dei fenomeni e la loro connessione e/o implicazione per la Città. Se non riflettiamo invece a partire da una idea, da un progetto: a cosa serve la Politica? Un progetto di città che dobbiamo-possiamo prima immaginare, poi progettare ed infine, con le risorse disponibili, realizzare.

L’attualità amministrativa, con l’approvazione in Consiglio comunale della Variante Orombelli (voto favorevole del M5S) e la bocciatura dell’ordine del giorno (presentato da Insieme per Cambiare) sulla conferenza per il clima della Cop21, stimolano delle domande che Giovanni Giuranna ha ripetutamente rilanciato sul suo Blog. Prima con “Sineddoche padernese” poi con “zero impegni per il clima” e infine con “Paderno verde”.

Provo anch’io a farmi delle domande.

Se alle scelte urbanistiche sbagliate aggiungiamo l’avvento della Città metropolitana e i rischi che il nostro territorio comunale ha corso (Rho-Monza) e può ancora correre (vasche di laminazione, ampliamento della Mi-Meda, inceneritore) diventa importante chiedersi che tipo di città immaginiamo per il futuro di Paderno Dugnano. Diversamente l’attenzione cade su mille piccoli attività (e la nostra città da questo punto di vista è ricchissima) ma si rischia di smarrirne il senso e la direzione. Riflettere sul senso e la direzione dei cambiamenti è compito della politica. Quella lungimirante. Non sembra che il centro destra e il sindaco Alparone si pongano e si preoccupino di questa domanda semplice. Anzi sul tema del territorio, che è poi decisivo per il futuro dell’ambiente cittadino e metropolitano, sembra che abbiano imboccato la strada opposta. Accontentare tutte le richieste dei privati (è più comodo e conveniente!) piuttosto che affermare un’idea di città. Già il PGT della Destra va in quella direzione ed infatti tutti i vuoti e i margini verdi dei parchi stanno scomparendo: l’approvazione dell’AT6, l’ampliamento della clinica veterinaria, l’intervento in via S. Ambrogio, la Variante Orombelli. Va bene densificare se l’obiettivo è mantenere e creare spazi verdi importanti per noi, per i nostri figli, per l’intera area metropolitana e per il destino del clima ma se questa densificazione urbana è solo la conseguenza delle richieste del privato proprietario qual’ è il disegno pubblico di città? L’effetto sarà solo un aumento del consumo di suolo nella direzione della città dormitorio.

Se invece si lavorasse sull’idea di ampliare e migliorare i parchi urbani (sono almeno 7: uno per quartiere); si collegassero tra loro e al Parco del Seveso e al Parco del Grugnotorto con corridoi ecologici, piste ciclabili e si lavorasse ad una loro estensione attraverso le aree libere od agricole esistenti?

Se si lavorasse sulla qualità ed identità ecologica di ogni singolo parco; se ne individuasse una caratteristica specifica, una funzione anche tematica, una qualità per alcuni servizi minimi per la loro fruizione, un miglioramento arboreo e di quantità verdi (piantumazioni)? Se si lavorasse sui margini stradali, sulle aree di risulta, libere ed agricole con l’idea di una “ricucitura” del territorio forse si potrebbe contribuire a creare un “sistema verde” forse unico nel panorama milanese e dell’area metropolitana? Un sistema da collegare alla dorsale verde del nord Milano e ai parchi Nord e Groane attraverso il Parco Grugnotorto e il Canale Villoresi. Se a questo sistema urbano pubblico collegassimo anche il sistema dei parchi storici privati ci sarebbe un ulteriore elemento di valorizzazione. Così forse avremmo una identità ambientale forte e la qualità del vivere, dell’abitare e del divertirsi, migliorerebbe. Aumenterebbe anche l’attrattività della nostra città e il valore immobiliare delle nostre abitazioni e dei nostri insediamenti. Daremmo una mano anche al miglioramento del clima. Potremmo impegnarci davvero per la qualità delle acque e per la sistemazione delle rive con la promozione del “Parco intercomunale del Seveso”. Tutte queste azioni non farebbero di Paderno Dugnano una “città giardino” e nemmeno una “città foresta” ma forse una “città dei parchi”. Questa si sarebbe una possibilità che abbiamo e sulla quale varrebbe la pena investire continuamente risorse pubbliche e collaborazioni private.

Per questo è urgente riportare al centro dell’attenzione il consumo di suolo nella nostra città, la revisione del PGT, lo sviluppo urbanistico e la prospettiva di paese che vogliamo diventare. Per questo le ultime scelte amministrative sono state sbagliate e da correggere. Perché impediscono il futuro di un’idea di città verde chiudendo gli spazi, tagliando le connessioni, impedendo gli ampliamenti di un sistema che ha bisogno di crescere e non di frammentarsi in mille piccoli episodi nei quali si perderà l’idea generale di città pubblica.

Gianfranco Massetti

La vicenda del Parco Orombelli

Marco ColorettiLa vicenda del Parco di Incirano (sia l’attuale parco aperto ai cittadini, sia le aree verdi dietro destinate a parco del Seveso) hanno come protagonisti un’unica proprietà decisa a difendere i propri interessi (di cui nessuno discute la legittimità) e un’amministrazione pubblica chiamata a difendere gli interessi generali della comunità.

Il punto entra in ben due deliberazioni di Consiglio: nella variazione finanziaria (perché si inserisce l’acquisizione dell’area parco aperta ai cittadini per un importo pari a 480mila euro) e nella variante al PGT (perché si amplia l’uso di proprietà dell’area adiacente all’abitazione privata sottraendola al parco).

Il motivo che spinge l’amministrazione a compiere questi due atti è legato ad un contenzioso aperto dalla proprietà e che potrebbe chiudersi in breve a loro favore. L’argomento vincente sarebbe la reiterazione dell’area a standard relativa ai terreni del parco del Seveso, non avendo proceduto da parte dell’amministrazione al compimento di tale parco; in più, essendo scaduta la convenzione per il parco di Incirano (dal 2013), minacciano di chiudere il parco stesso ai cittadini.

Quindi, da qui la decisione di inserire a bilancio una cifra utile a comprare il parco e una variante ad hoc per “soddisfare” la proprietà sul versante parco del Seveso, così da provare a far decadere i termini del contenzioso, “salvaguardando” il parco. Ho usato il virgolettato perché a me queste motivazioni non convincono. Credo che si sia imbastita nel modo peggiore da parte dell’amministrazione la partita per garantire l’interesse pubblico a cui è legata l’intera vicenda.

Intanto, perché si sarebbe dovuto depotenziare il ricorso sull’area parco del Seveso non cedendo alla richiesta della proprietà (che è ambigua, soprattutto per il futuro, in quanto il “giardino davanti a casa” di cui si è parlato ha più le dimensioni del campo da calcio che del giardinetto) ma semmai prevedendo – qui si – l’acquisizione delle aree, mettendo sul bilancio triennale le risorse occorrenti.

Villa_perabò_dozio_beretta_decapitani_Orombelli

Sul versante parco di Incirano la minaccia di chiusura è tutta relativa: la convenzione, pur scaduta da ben 2 anni (e domandiamoci anche cosa è stato fatto prima e dopo la scadenza da parte di questa giunta almeno per garantirne la continuità che data dal 1973) non ha ancora comportato nulla. In più, su questo versante, l’amministrazione può vantare un’azione nel tempo di cura e sistemazione dell’area che può pesare anche nella determinazione del prezzo di acquisto (l’obiezione rispetto a eventuale mancato rispetto di alcuni obblighi previsti negli anni mi pare un po’ capziosa da parte della proprietà: o esiste un fascicolo di puntuali contestazioni di inadempimento, o non si capisce oggi dopo più di 40 anni cosa si viene a lamentare).

Sul fatto che il ricorso in atto “sicuramente lo perdiamo” rimane tutto da vedere: intanto perché già anni fa la proprietà ne perse uno, poi perché con il nuovo PGT (votato dalla stessa amministrazione con motivazioni che allora erano inossidabili, ora invece sono fragili…) l’area, pur essendo riproposta come parco del Seveso, prevedeva anche la possibilità di sviluppo come area a servizi (da cui il famoso indice 0,35 a cui i proprietari rinunciano – sottolineo che quello a cui si rinuncia è un beneficio “virtuale” mentre quello che si chiede con l’acquisizione dell’area parco di Incirano è moneta).

Due affari in uno: legittimo da parte della proprietà, peccato però che l’”equilibrio tra gli interessi della proprietà e l’interesse pubblico”, la conclamata “compenetrazione” di cui si è parlato io proprio non ce la vedo.

Come non vedo, con le soluzioni proposte, la fine della vertenza sull’area del parco del Seveso, che anche soddisfacendo in parte la richiesta del “giardino di casa” (anche se poi potrebbe venirci a giocare il Milan) non risolverebbe in senso favorevole il destino delle aree del parco del Seveso, per il quale si dovrebbe dare inizio ad una “terza partita”, con premesse del tutto sfavorevoli per un parco (pubblico) del Seveso.

Marco Coloretti
Consigliere PD
Comune Paderno Dugnano

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