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Fine vita, consenso informato e DAT – Dichiarazione Anticipata di Trattamento – Intervento dell’on. Ezio Casati alla Camera dei Deputati

Fine vita…il mio intervento di oggi in Aula…su consenso informato e Dat.

Pubblicato da Ezio Casati su Lunedì 13 marzo 2017

Intervento alla Camera dei Deputati – 13 marzo 2017

PRESIDENTE. È iscritto a parlare l’onorevole Casati. Ne ha facoltà.

EZIO PRIMO CASATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questi anni i progressi medico-scientifici ed una diversa sensibilità dell’opinione pubblica sul delicato tema del fine vita hanno impegnato e responsabilizzato il Parlamento italiano ad un serio dibattito. Siamo oggi giunti, dopo un lungo lavoro in Commissione, ad una proposta sul consenso informato e sulle disposizioni anticipate di trattamento. Si tratta di un lavoro approfondito, serio, una proposta che la Camera si trova oggi a dibattere che pone in essere strumenti equilibrati e non ideologici in grado di tutelare la volontà e soprattutto la dignità delle persone malate in situazioni drammatiche, dolorose, sulle quali la prospettiva di vita sembra non dare speranze. Il testo, che parte con gli obiettivi della legge di ribadire ciò che recitano gli articoli 2, 3, 13 e 32 della nostra Costituzione e gli articoli 1, 2 e 3 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, parla sia del diritto alla vita sia della responsabilità diretta dei soggetti, quindi un insieme di norme che già nel dettato costituzionale trovano una linea. Il testo è equilibrato, leggero, che parla di consenso informato non come un atto burocratico volto soltanto a riempire un modulo, ma che parla della dichiarazione anticipata di trattamento come di una volontà, che può essere leggera, quando è espressa molto tempo prima del momento in cui chi la esprime si trova nella malattia più profonda, e che invece è data magari in maniera più dettagliata, accompagnati dal medico, nel momento più vicino alla fine. Però sono due atti che portano con sé la consapevolezza di non essere lasciati soli, ma di camminare lungo un percorso della vita che prevede anche l’arrivo alla morte in maniera informata. Io non sono catalogato né tra chi sostiene di essere l’esercito della vita né tra chi sostiene di essere l’esercito della morte: penso di tutelare quella cultura che porta con sé la pienezza della vita, come una persona che ha la consapevolezza che bisogna concepire la vita come un bene ineludibile e non come un bene finto.

Troppe volte, negli anni, dal dramma di Eluana Englaro fino al più recente caso del dj Fabo, gli italiani hanno rimproverato alla politica e alle istituzioni di essere in ritardo, di non essere all’altezza, di non essere in grado di esprimere una normativa in grado di tutelare le volontà ultime della persona nei terribili momenti nei quali il dolore e le terapie non offrono alcuna possibilità di ripresa. Si tratta, a mio avviso, di sgomberare il campo da diversi equivoci: la normativa sul consenso informato e sulle DAT non presuppone alcun riferimento agli esiti di eutanasia. Questo è il primo elemento da valutare. Non stiamo legiferando sull’eutanasia o sul suicidio assistito, non credo che lo Stato potrà mai arrogarsi il diritto di decidere sulla morte di un suo cittadino, nemmeno in casi estremi, nemmeno con il consenso dello stesso cittadino.

Non esiste, dal punto di vista storico e giuridico, nel contesto dello Stato moderno di diritto, la capacità dello Stato di decidere o di delegare ad altri la morte anticipata delle persone. Lo Stato moderno, democratico, liberale e sociale impone, invece, la tutela costituzionale della vita e della dignità dei suoi cittadini. Ogni uomo viene difeso costituzionalmente nel suo diritto ad esistere, vivere in salute e contribuire al benessere collettivo.

Permettetemi di riprendere alcune riflessioni del cardinal Martini, che rilasciò nel 2007 a Il Sole 24 Ore. Alla vigilia dei suoi ottant’anni, il cardinal Martini riflette sulla vita e la malattia e chiarisce che l’eutanasia non va confusa con il rifiuto all’accanimento terapeutico: c’è l’esigenza di elaborare norme che consentano di respingere le cure per stabilire se un intervento medico sia appropriato; non ci sono regole generali e non può essere trascurata la volontà del malato e della malattia.

La crescente capacità terapeutica della medicina consente di protrarre la vita pure in condizioni un tempo impensabili. Senz’altro il progresso medico è assai positivo, ma nello stesso tempo le nuove tecnologie, che permettono interventi sempre più efficaci sul corpo umano, richiedono un supplemento di saggezza per non prolungare i trattamenti, quando ormai non giovino più alla persona.

È di grandissima importanza, in questo contesto, distinguere tra eutanasia e astensione dall’accanimento terapeutico, due termini spesso confusi. Il primo si riferisce a un gesto che intende abbreviare la vita causando positivamente la morte; il secondo consiste nella rinuncia all’utilizzo di procedure mediche sproporzionate e senza ragionevole speranza di esito positivo. Evitando l’accanimento terapeutico non si vuole procurare la morte, si accetta di non poterla impedire, assumendo così i limiti propri della condizione umana mortale.

Occorre un attento discernimento che consideri le condizioni concrete, le circostanze e le intenzioni dei soggetti coinvolti. In particolare, non può essere trascurata la volontà del malato, in quanto a lui compete, anche dal punto di vista giuridico, salvo eccezioni ben definite, di valutare se le cure che gli vengono proposte in tali casi di eccezionale gravità siano effettivamente proporzionate.

Del resto, questo non deve equivalere a lasciare il malato in condizioni di isolamento nella sua valutazione e nella sua decisione, secondo una concezione del principio di autonomia che tende erroneamente a considerarla come assoluta. Anzi, è responsabilità di tutti accompagnare chi soffre, soprattutto quando il momento della morte si avvicina: la sedazione del dolore, le cure infermieristiche. Proprio in questa linea si muove la medicina palliativa, che riveste quindi una grande importanza.

Dal punto di vista giuridico rimane aperta l’esigenza di elaborare una normativa che, da una parte, consenta di riconoscere la possibilità del rifiuto informato delle cure, in quanto ritenute sproporzionate dal paziente, dall’altra, protegga il medico da eventuali accuse, come quello di essere condiscendente, quindi ci sia un aiuto al suicidio, senza che questo implichi in alcun modo la legalizzazione dell’eutanasia.

La realtà è molto più complessa di come la descriviamo. Ogni situazione, ogni persona malata, ogni fine vita sono diversi e complessi. Una cosa è certa: ogni persona ha dentro un’irriducibile forza vitale che lo spinge ad andare avanti a sperare, a tentare con ogni sforzo di aggrapparsi alla vita.

Anche nei drammatici casi ai quali abbiamo assistito recentemente c’era un doloroso grido alla vita e alla dignità della persona, un irriducibile e doloroso richiamo alla tutela della persona umana. È sbagliato, è fuorviante, a mio modesto parere, pensare che in questa materia esistano

solo due alternative opposte, antitetiche: soffrire senza speranza o, all’opposto, chiedere di morire. Chiedere la morte per le troppe incurabili sofferenze è sempre doloroso e non credo possa iscriversi nella tradizione della libertà personale. Chiedere di alleviare le sofferenze, di ridurre il dolore, chiedere di evitare cure inutili e non risolutive è invece doveroso come non comprendere l’accanimento terapeutico.

Vorrei chiudere il mio intervento richiamandomi ad un documento elaborato recentemente dalle commissioni etico-teologiche della Chiesa cattolica lo scorso febbraio. Nella sezione del morire viene considerato l’atteggiamento davanti al malato nella fase terminale della malattia luogo di verifica della professionalità e della responsabilità etica degli operatori sanitari. In questo ambito un aspetto molto attuale e considerato dalla Carta, oggetto di questi giorni di molte discussioni nel Parlamento italiano, è il riferimento all’espressione di anticipo da parte del paziente alle sue volontà circa i trattamenti ai quali desidererebbe o non desidererebbe essere sottoposto nel caso in cui, nel decorso della sua malattia, a causa dei traumi improvvisi, non fosse più in grado di esprimere il proprio consenso. La Carta afferma che non è comunque un mero esecutore…

PRESIDENTE. Concluda.

EZIO PRIMO CASATI. Tema ugualmente rilevante è quello della nutrizione e dell’idratazione anche artificialmente somministrata.

PRESIDENTE. Grazie.

EZIO PRIMO CASATI. Concludo proprio in dieci secondi. Considerate che le cure sono dovute al morente quando non risultino troppo gravose o di alcun beneficio. Ci si aspetta quindi che siamo chiamati ad un compito impegnativo…

PRESIDENTE. Deve concludere.

EZIO PRIMO CASATI. …ma sono convinto che sapremo assolverlo con la giusta saggezza

Il Partito Democratico propone la riduzione dell’IRPEF Comunale

L’Ordine del Giorno del Consiglio Comunale di mercoledì 14 Dicembre 2016, prevedeva l’approvazione del Bilancio di previsione per il triennio 2017-2019 e l’esame degli emendamenti al Bilancio stesso.
Il Partito Democratico, tramite il suo Consigliere Comunale Marco Coloretti, ex Assessore al Bilancio della precedente Giunta guidata dal sindaco Gianfranco Massetti, ha presentato alcuni emendamenti al Bilancio proposto dalla Giunta Alparone.
Obiettivo degli emendamenti era di abbassare l’aliquota IRPEF Comunale dall’attuale 0.8% allo 0.7%.
Un decimo di punto percentuale l’IRPEF equivale a 683.750 euro, e tale era la riduzione proposta per alcune delle spese previste dall’attuale Giunta di Paderno Dugnano.
Gli emendamenti proposti dal PD chiedevano di ridurre spese ascrivibili a voci di gestione e di consumi interni al comune, senza toccare i servizi alla persona.

La parola chiave su cui è stato impostato il processo di revisione è stata EQUITÀ.

Il Concetto di EQUITÀ va oltre i confini della Città di Paderno: ci sono Cittadini che in questi anni hanno e stanno pagando troppo; anni in cui il prelievo fiscale si è concentrato sui redditi certi, in primo luogo sul lavoro dipendente e sulle pensioni.
Già nelle prime pagine del Documento Unico di Programmazione di Paderno Dugnano, il quadro macroeconomico nazionale indica una tendenza negativa rispetto alla propensione ai consumi. Non è difficile immaginare che molte famiglie stanno letteralmente tirando la cinghia.
Ci sembra quindi necessaria un’inversione di tendenza per favorire quello che una volta si sarebbe chiamato “ceto medio”: è necessario che, anche a partire dalle scelte del nostro Comune, si possa invertire la rotta, andando a contenere il prelievo di risorse a chi oggi, proprio nella difficoltà della congiuntura economica, rappresenta la rete di sostegno del sistema sociale.
Sostenere lavoratori dipendenti e pensionati è importante anche in ragione di una preoccupante riduzione dei servizi garantiti e ad un loro progressivo maggiore costo. Si pensi ad esempio ai costi relativi alla cura e alla salute delle persone.

Ma la proposta di RIDUZIONE dell’IRPEF non è stata accolta dalla maggioranza e Giunta Alparone.

Senza ricorrere ad una facile demagogia, si può affermare che la proposta era meno “impraticabile” di quanto dichiarato in Consiglio comunale.
Di 59 voci toccate da tagli, tutte relative a spese che non riguardavano i servizi alla persona, molte hanno ricevuto il parere contrario con la motivazione, davvero opinabile, “non si ritiene prudente ridurre lo stanziamento”. Con tali voci si erano raggiunti 314.750 euro, pari al 46,50% della proposta.
Si era poi proposto un abbondante 25% di tagli relativi a costi associabili a consumi di acqua, elettricità e metano che, a nostro avviso, si potevano ottimizzare almeno nelle previsioni. Opinabile, si dirà, ma non impossibile.

Anche questi emendamenti non sono stati accettati dalla maggioranza.

Ciò che ci preme sottolineare è che la proposta del Partito Democratico non è uno spot, ma un serio e diverso approccio alla questione finanziaria.

È un punto di partenza di un ragionamento che porteremo avanti nel prossimo futuro e che punterà a modificare le aliquote. Aliquote magari calcolate sulle fasce di reddito invece che definite da una imposta unica. Criterio sempre rifiutato negli anni passati.
Per cambiare approccio le risorse ci sono, altri comuni già le adottano, a cominciare da Milano. Non farlo ci sembra davvero un cattivo servizio offerto ai nostri cittadini.

L’aspetto positivo legato a questa proposta di TAGLIO dell’IRPEF Comunale è che ha avuto il sostegno di tutta l’opposizione. Bene! Significa che le proposte del Partito Democratico non sono rivolte solo al proprio ombelico ma sanno parlare anche ad altre realtà e gruppi politici e ci auguriamo incontrino anche la condivisione di molti Cittadini che possano così guardare al PD come ad una seria alternativa di governo a Paderno Dugnano.
La mancata approvazione della riduzione dell’IRPEF non è l’unico motivo alla base del giudizio negativo su questo bilancio, che in realtà si dimostra in perfetta linea con le scelte dell’Amministrazione di centrodestra che governa Paderno da anni. La perfezione tecnica e l’equilibrio finanziario, non sono sufficienti per dire “si è fatto un buon lavoro e si è raggiunto l’obiettivo”.

Come PD riteniamo che la solidità finanziaria sia un buon punto di partenza, infatti Paderno ha una lunga storia di oculatezza finanziaria, i cui meriti partono da lontano.

Ma oggi, la sfida è osare, non conservare!

La sfida è provare a invertire le tendenze, a immaginare una città in trasformazione, evitando che sia le esigenze dell’espansione commerciale e abitativa a dettare il cambiamento.
Il Partito Democratico punta ad una città che possa muoversi intorno ad idee di innovazione ambientale e tecnologica, culturale e di riqualificazione degli spazi urbani, verso una propensione ad maggiore consumo per tutti, ma di migliore qualità e sostenibilità.
Con l’attuale Amministrazione appare evidente un ritardo di programmazione, frutto di un’idea conservatrice della politica locale, volta al mantenimento dello status quo e spesso incline a subire le iniziative di chi è portatore di interessi forti. Così Paderno si stravolge, non si trasforma.

È sulla base di queste considerazioni che il PD ha inserito insieme alla proposta di riduzione dell’IRPEF anche altri emendamenti, minori nelle cifre ma non nella sostanza, volti a spostare l’attenzione proprio alla qualità della Città. Tutti emendamenti respinti dalla Giunta Alparone.
Oggi non abbiamo raccolto il risultato sperato, ma la partita continua e il gruppo del PD è in campo.
Se vogliamo rilanciare le potenzialità della nostra città, abbiamo bisogno di cittadini che vogliono scommettere sul futuro di Paderno Dugnano e sul futuro della politica, agendo da protagonisti, affinché si ritorni davvero a pensare alla cosa pubblica come ad un bene comune.

Restiamo convinti che saper governare il territorio e formare a livello locale una classe politica adeguata sia la via maestra per una ri-generazione del Paese Italia e per dare una risposta adeguata ai bisogni dei cittadini. Sempre dalla parte di chi ha meno opportunità e diritti, per garantire a tutti più equità sociale e maggiore libertà.

articolo a cura di
Patrizia Cibin
componente Coordinamento Circolo PD di Paderno Dugnano

Festa de l’Unità 2016 Paderno Dugnano – i biglietti vincenti

Ecco i biglietti vincenti  della sottoscrizione a premi della Festa de l’Unità 2016 di Paderno Dugnano:

 

1°.  936  Buono spesa da € 500,00 *

2°. 545 – Buono spesa da € 300,00 *

3°. 4034 – Buono spesa da € 200,00 *

4°. 2655 – Buono spesa da € 150,00 *

* (buoni spesa utilizzabili presso supermercato U2 di via Sempione, 1 – Paderno Dugnano)

 

5°.  2983 – Travel Card di Starsirius (agenzia viaggi – via G. Rotondi, 10 – Paderno Dugnano)

 

Gli altri biglietti vincenti (premi offerti da La Boutique del Regalo Due di Limbiate):

 

6°.  1233

7°.  956

8°.  947

9°.  2051

10°. 382

11°. 1061

12°. 14

13°. 1235

14°. 3388

15°. 1068

 

I premi dovranno essere ritirati entro il 9 dicembre 2016.
Per info, scrivere mail a pd.padernodugnano@gmail.com

 

COMUNICATO STAMPA – No ad ogni forma di razzismo e fascismo

Sabato scorso via Rotondi è stata palcoscenico di un gruppo di circa 30 giovani che in formazione squadrista inneggiando al duce e alle idee del fascismo, brandendo tra le mani un fascio di tubi, salutando con braccio teso e alto ha sfilato dall’altezza di piazza della Resistenza fino alla stazione.

È facile, ma anche superficiale, commentare l’episodio come una ragazzata, come un comportamento aggressivo e strafottente di giovani annoiati o in cerca di emozioni forti. L’episodio è da denunciare, da stigmatizzare, da portare all’opinione pubblica perché la violenza di quel periodo storico, le voci di quei cori, l’arroganza di quegli sguardi non può essere solo un fatto storico, legato alla memoria dei nostri nonni e dei nostri genitori. Quell’odio, quell’arroganza sono ancora qui.

Il Partito Democratico richiama tutti, gli altri partiti politici, movimenti, liste civiche, nonché istituzioni civili e religiose a riflettere sull’episodio di sabato, a denunciarlo pubblicamente e invita ciascuno, ogni cittadino, a ripensare e rivedere le modalità e i toni delle comunicazioni, del vivere insieme.

Non può la diversa posizione su questioni, fatti, eventi sempre e comunque sfociare in espressioni aggressive e violente anche solo verbali.

Violenza genera violenza (Martin Luther King) e l’episodio di sabato ne è un funesto esempio.

 

Paola Cattin
Segretario cittadino                                                                                        

 

Antonella Caniato
Capogruppo PD in Consiglio Comunale

 

Paderno Dugnano, 03.10.16

Festa de l’Unità 2016 Paderno Dugnano – il programma completo

Dopo 16 lunghi anni ritorna la Festa de l’Unità a Paderno Dugnano.
Dal 7 al 9 ottobre, al centro sportivo Toti, incontri, dibattiti musica e buon cibo.

Poster Festa PD 2016

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

OK_programma 2016_finale_HR

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scarica qui il volantone della Festa in formato .pdf

Elezioni amministrative e renzismo

Dopo i risultati del primo turno alle amministrative, in attesa dei ballottaggi, ho letto molto, ho ascoltato tante persone ed ho riflettuto sul risultato elettorale e sulle prospettive future, innanzitutto del Paese e poi del mio partito, il Partito Democratico. Sono contento del risultato? No assolutamente no.

 

Non ritengo corretti però i “de profundis”, a volte cantati e a volte sperati dentro e fuori il PD, nè condivido chi dice è andata malissimo o male. Partiamo dal dato elettorale di Milano. Il PD prende in percentuale più voti delle passate amministrative, la lista Sala va bene, chi sta sotto le aspettative è invece la lista Arancione, uscita ridimensionata dalla divisione con la componente di Basilio Rizzo, il quale dopo le primarie decise di non sostenere il candidato Beppe Sala.

 

In campo avverso il candidato Parisi ottiene un buon risultato, frutto di un centrodestra unito che mette insieme tutte le forze politiche che governano la Regione Lombardia. I disastri dell’attuale Palazzo Lombardia a guida Maroni mi paiono assolutamente evidenti a tutti.

 

Ricordiamoci che a Milano, prima della positiva esperienza amministrativa di Giuliano Pisapia, si veniva da venti anni di governo leghista e di centrodestra. Quale sarebbe quindi la prospettiva di crescita e sviluppo che questo centrodestra potrebbe dare all’area Metropolitana di Milano? A mio avviso il nulla e comunque Beppe Sala sta davanti. A Bologna, invece, la competizione si gioca fra Merola sostenuto dal PD e dal centrosinistra – avanti di 17 punti – e la leghista Bergonzoni con una coalizione di centrodestra.

 

L’analisi sul risultato elettorale di Roma non può prescindere da due elementi: la disastrosa esperienza di governo dell’amministrazione di centrodestra del sindaco Alemanno e l’opportunità sprecata dal sindaco Marino, che con un’ampia maggioranza di centrosinistra ha fallito. Le sue responsabilità personali e l’inadeguatezza del ruolo sono stati evidenti. Per chi frequenta Roma quattro giorni la settimana, vi posso garantire, le carenze amministrative e nella gestione sono sotto gli occhi di tutti. Va poi aggiunta la vicenda di mafia capitale che ha travolto, con intrecci fra delinquenza, mafia e mala-politica, varie persone, associazioni ed anche esponenti dei partiti. Nel gestire una situazione complicata come quella del Sindaco Marino, difeso dal PD per lungo tempo, sono stati fatti parecchi errori ma il sindaco ce ne ha messo di suo.

 

Ora, vicini ai ballottaggi, il sistema politico nazionale sembra delinearsi, con scenari diversi da città a città, in maniera tripolare: PD, M5S e Centrodestra. Roma è l’unica città dove i Grillini sembrano prevalere, Giachetti ha comunque ottenuto un secondo posto meritevole; mentre a Torino l’ottimo sindaco Piero Fassino ha un vantaggio di 11 punti sulla sfidante grillina. Cagliari è l’esempio della serietà del PD. Quando noi sosteniamo un sindaco lo facciamo davvero e non poniamo distinguo, se non nei programmi. Questo, mi si consenta, non lo riscontro nelle parcellizzate forze della sinistra più radicale che tra l’altro non ottengono grandi risultati. Nella nostra Lombardia e in tutta Italia, infine, sono centinaia i sindaci targati PD o sostenuti da liste civiche di centrosinistra ad aver vinto subito al primo turno.

 

Che cosa bisogna fare adesso? Per chi crede nel PD e nel progetto del centrosinistra occorre mettere in campo le risorse per una campagna elettorale senza polemiche interne e con convinzione. Parlando con le persone e  cercando di spiegare loro le ragioni della nostra cultura amministrativa e delle nostre capacità di buon governo. Illustrando a tutti i progetti che proponiamo per ogni città o comune. Solo così possiamo vincere i ballottaggi.

 

Il rischio evidente, nei ballottaggi, è che per dare addosso al Governo Renzi tutti si coalizzino contro il PD. E’ possibile ma esprime, a mio avviso, un profilo basso della politica. Per dare una lezione al governo nazionale ci si coalizza contro, persino con alleanze “innaturali” dove, in funzione anti PD, si arriva a sostenere anche un proprio avversario. Mi dispiace, ma questa non è la mia logica!

 

Va tutto bene nel PD? No, occorre fare il punto politico e programmare il futuro. Per questo il segretario Matteo Renzi ha messo a disposizione il Congresso anticipato. Lo statuto del PD prevede che i ruoli di premier e segretario sono ricoperti dalla stessa persona. Ed anche ieri, quando le disastrose elezioni politiche del 2013 videro il segretario Pierluigi Bersani ottenere un incarico (poi fallito) per formare il Governo, la linea premier-segretario era la stessa. Con parecchia incoerenza, oggi, molti esponenti PD negano tutto questo. Pare che Renzi debba essere sempre sotto esame, tutte le cose che fa o propone sono da mettere sotto la lente d’ingrandimento.

 

Per concludere: il centrosinistra, senza un PD unito, non ha prospettive ed io penso che dobbiamo essere grati a Matteo Renzi per aver dato una scossa al PD e all’Italia. Valorizziamo il lavoro fatto e concentriamoci su quello da fare, con la certezza di avere competenze, progetti e idee nuove per il futuro delle città e dell’Italia intera. Mettendo sempre al centro dei progetti i cittadini, le famiglie e le imprese. 

 
On.le Ezio Casati

Seminario Partito Democratico Zona Nord-Est

Iniziativa a cura del
PD Zona Nord-Est

VENERDÌ 27 MAGGIO 2016, ore 21.00
presso Coop Agricola Cinisello
Balsamo – Via Mariani 11

SABATO 28 MAGGIO 2016, ore 9.30
presso Hotel Villa Torretta
via Milanese 3 – Sesto San Giovanni

 

Locandina Seminario di Zona - definitiva

Presentazione legge “responsabilità del personale sanitario”

Iniziativa promossa dai deputati PD del Nord-Milano
Lunedì 18 aprile 2016, ore 18:00
Villa Ghirlanda Silva – Sala Paesaggi
via Frova 10 – Cinisello Balsamo

nord MI invito personale sanitario

Presentazione legge “Dopo di Noi”

Iniziativa promossa dai deputati PD del Nord-Milano
Venerdì 8 aprile 2016, ore 20.45
Sala Consiliare del Comune
via Grandi 15 – Paderno Dugnano

 

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INTEGRAZIONE tra rabbia e solidarietà

Iniziativa a cura PD Paderno Dugnano e PSI Paderno Dugnano
Lunedì 15 febbraio 2016, ore 21.00
Auditorium Tilane
piazza Divina Commedia 1 – Paderno Dugnano

INTEGRAZIONE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qui sotto il resoconto della tavola rotonda:

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