Inceneritore

Efrem Maestri – MOZIONE – Impianto termodistruzione rifiuti speciali non pericolosi e speciali non tossico nocivi di via Valassina, quartiere Incirano

 

 – Al sig. Sindaco di Paderno Dugnano,
dott. Marco Alparone;
– Al sig. Presidente Consiglio
Comune Paderno Dugnano,
rag. Umberto Torraca;
– Al sig. Assessore delegato in materia;

E, p.c. :

– Ai sigg. Capigruppo consiliari

 

MOZIONE URGENTE
ai sensi dell’art. 62 comma 3 del Regolamento Consiglio Comunale

Oggetto: Impianto termodistruzione rifiuti speciali non pericolosi e speciali non tossico nocivi di via Valassina, quartiere Incirano

Il Consiglio Comunale di Paderno Dugnano

 

PREMESSO CHE:

  • durante le sedute consiliari del 27 aprile 2015 e del 21 ottobre 2015 sono state discusse, rispettivamente:
    – Interrogazione, prot. n. 18695 del 10/04/2015, presentata dal Consigliere Efrem Maestri del gruppo Partito Democratico in merito all’impianto di termodistruzione di rifiuti speciali non pericolosi e speciali non tossico nocivi sito in via Valassina nn. 83/85/87;
    – Interrogazione, prot. n. 56147 del 23/10/2015, presentata dal Consigliere Achille Cezza per il gruppo Movimento cinque stelle, sull’“inceneritore di Incirano”, anche conosciuto come impianto di termodistruzione di rifiuti speciali;

PRESO ATTO CHE:

  • le associazioni ambientaliste Legambiente e Amici del Grugnotorto hanno sempre mosso critiche inerenti l’inceneritore in quanto “verrebbero trattate 20 tonnellate di rifiuti al giorno a scapito della salute dei cittadini e dell’ambiente, poiché i residui sarebbero diffusi sul territorio” (cfr. articoli del 9/10/2009 apparsi sui giornali “Il Notiziario” e “Settegiorni”);
  • alcuni cittadini, principalmente quelli residenti in zona via San Biagio e Cascina Sant’Angelo, vorrebbero che tale impianto fosse chiuso poiché situato vicino alle abitazioni e geograficamente situato dentro al Plis “Grugnotorto-Villoresi” (pur essendo l’impianto escluso dal perimetro del summenzionato Plis);
  • il CdQ di Palazzolo Milanese, durante la legislatura 2009-2014, ha sempre unanimemente vigilato sull’attività dell’inceneritore, esprimendo anch’egli pareri negativi sulla posizione di tale impianto e chiedendo – vedasi verbale n°40 del 21/03/2013 – di monitorare l’inquinamento chimico prodotto dal forno dotando quest’ultimo di «pannelli elettronici con display luminosi in grado di rilevare la qualità e la quantità di gas emessi nell’atmosfera»;
  • dai dati ARPA risulta che nel 2013 il 16,5% dei rifiuti ospedalieri trattati nella regione Lombardia era stato smaltito a Paderno Dugnano (4152 tonnellate annue, una media di oltre 11 tonnellate giornaliere);
  • l’Amministrazione Comunale padernese ha più volte ribadito, la propria contrarietà per un possibile rinnovo dell’AIA-IPPC (Autorizzazione Integrata Ambientale – Integrated Pollution Prevention and Control);

CONSIDERATO CHE:

  • ad oggi l’Amministrazione comunale padernese non è ancora in possesso dei dati relativi alla quantità e qualità dei gas emessi dall’impianto di termodistruzione, nonostante siano stati richiesti ad Arpa con nota del 24/03/2015 prot. 15509;
  • che in data domenica 6 marzo 2016 u.s. i residenti di via San Biagio e via Cascina Sant’Angelo hanno avvertito la stazione dei Carabinieri di Paderno Dugnano a causa della forte fuoriuscita di fumo bianco dal camino dell’impianto, il quale ha altresì arrecato forti disturbi, sia di tipo uditivo, sia della pubblica quiete;

CONSTATATO CHE

  • la tutela della salute pubblica e della sicurezza ambientale sono prioritarie per un’Amministrazione comunale;

IMPEGNA la Giunta comunale

  1. a richiedere ad Arpa, in tempi celeri, i dati relativi alla quantità e alla qualità dei gas emessi dall’impianto in oggetto e a darne ampia pubblicità sul sito istituzionale dell’Ente;
  2. ad implementare i controlli qualitativi e quantitativi sulle emissioni prodotte dall’impianto in oggetto;
  3. ad audire nella Commissione consiliare competente e/o a convocare tavoli di confronto continui e costanti con i cittadini residenti nelle vie San Biagio e Cascina Sant’Angelo, Arpa e la società gestrice dell’impianto;
  4. a chiedere alla società gestrice dell’impianto una relazione tecnica relativa alle operazioni di smaltimento del giorno 06/03/2016;
  5. a ribadire nuovamente, in tutte le sedi istituzionali, la propria contrarietà per possibili ed eventuali rinnovi dell’AIA-IPPC all’impianto in oggetto.
  6. ad inviare la presente mozione a:
    • on.le dott. Gian Luca Galletti, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare;
    • dott.ssa avv. Claudia Maria Terzi, Assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia;
    • dott.ssa Anna Scavuzzo, Consigliera delegata ad Ambiente, Agricoltura, Parchi di interesse metropolitano e Politiche giovanili, Città Metropolitana di Milano;
    • ARPA Lombardia – Dipartimento provinciale di Milano;
    • ATS Milano – Città Metropolitana

 

Paderno Dugnano, 09/03/2016

Il Consigliere
Efrem Maestri

Efrem Maestri – INTERROGAZIONE – Impianto di termodistruzione di rifiuti speciali non pericolosi e speciali non tossico nocivi sito in via Valassina nn. 83/85/87

• Al sig. Sindaco di Paderno Dugnano,
dott. Marco Alparone;

• Al sig. Presidente Consiglio Comune Paderno Dugnano,
rag. Umberto Torraca

• Al sig. Assessore delegato in materia;

E, p.c. :
• Ai sigg. Capigruppo consiliari

Oggetto: INTERROGAZIONE – Impianto di termodistruzione di rifiuti speciali non pericolosi e speciali non tossico nocivi sito in via Valassina nn. 83/85/87

Il sottoscritto consigliere comunale

PREMESSO CHE:

– l’impianto in oggetto è stato localizzato sul territorio padernese con Delibera di Giunta Regionale (d’ora in poi DGR) n° IV/36558 del 4/10/1988 avente come finalità un’attività di smaltimento mediante termodistruzione di rifiuti speciali ospedalieri di livello sovra comunale;

– dopo l’autorizzazione di cui sopra furono autorizzate in prossimità dell’impianto:
• la costruzione del motel posto sullo svincolo dell’ex SS 35 (ora SP 35) “Milano-Meda“, grazie alle leggi regionali speciali per l’industria alberghiera a servizio dei mondiali di calcio 1990;
• l’insediamento di un’azienda dedita alla progettazione e realizzazione di metanodotti, acquedotti, centrali idriche, impianti per la produzione di energia tradizionale ed alternativa, impianti antincendio e di protezione;
• l’insediamento dell’allora gestore della rete di distribuzione del gas nel comune di Paderno Dugnano;

tutto questo poiché la validità autorizzativa del forno era di cinque anni e quindi, allora, stava volgendo al termine;

– nonostante il parere contrario del nostro Comune, alla scadenza dell’autorizzazione, nel 1992 il titolare ne chiese il rinnovo, autorizzato in seguito da Regione Lombardia con DGR n. V/41789 del 29/09/1993;

– il Prg adottato nel 1990, e approvato da Regione Lombardia nel 1993, ha permesso di introdurre nelle adiacenze del forno il comparto produttivo “C”;

– nel 1997, in prossimità della scadenza dell’autorizzazione, la nuova società proprietaria dell’impianto avanzò una richiesta di volturazione e ampliamento del forno, proposta accolta l’anno dopo da Regione Lombardia con DGR VI/38863 del 9/10/1998, nonostante:
• parere negativo dell’Amministrazione comunale (d’ora in poi A.C.) padernese, espresso in sede di Conferenza Servizi del 30 settembre 1997;
• l’impegno assunto dalla stessa Regione Lombardia che, con DGR VI/13834 del 31/05/1996, approvò il Protocollo d’Intesa tra Provincia di Milano, Commissario Straordinario di Governo per l’emergenza rifiuti nella Provincia di Milano e il Comune di Paderno Dugnano per la messa a disposizione di una piattaforma polifunzionale per lo smaltimento dei rifiuti urbani, ove si prevedeva il non rilascio di ampliamenti o nuove autorizzazioni per impianti di trattamento rifiuti sul nostro territorio;

– nel dicembre 1998, a seguito di atto di fusione dell’azienda, e nell’ottobre 1999, a seguito di compravendita di ramo aziendale, sono state effettuate due volturazioni dell’autorizzazione di cui alla DGR VI/38863;

– Regione Lombardia, nonostante l’ennesimo parere contrario dell’A.C. padernese in sede di Conferenza Servizi del 3 dicembre 2001, concluse le procedure autorizzative per la realizzazione di varianti sostanziali all’impianto con DGR n° VII/7844 del 25/01/2002;

– In fase attuativa della DGR in precedenza indicata, in data 17/10/2002 si verificò lo scoppio della caldaia durante le fasi di collaudo del nuovo forno d’incenerimento; successivamente il Consiglio Comunale si espresse a maggioranza, tramite OdG presentato nella seduta consiliare dell’11/11/2002, nel revocare l’autorizzazione rilasciata da Regione Lombardia e nell’individuazione di una localizzazione più adatta per tale impianto;

– con DGR n° VII/14496 del 2003 la ditta titolare del forno, dopo le opportune riparazioni atte al ripristino delle funzionalità, ottenne il rinnovo autorizzativo con validità quinquennale;

– nel 2005 ARPA e Prov. di Milano diffidarono l’azienda titolare in seguito a sopralluoghi di verifica tecnico-amministrativi;

– l’A.C. padernese, nel dicembre 2005, predispose l’avvio di procedimento per realizzare gli adeguamenti necessari prescritti da ARPA per garantire la tutela della salute pubblica, i requisiti di sicurezza e il contenimento degli agenti inquinanti;

– Provincia di Milano, in qualità di nuovo ente competente (in base all’art. 30, comma 6, della l.r. n. 24/2006 e art. 16 l.r. n. 26/2003), sospese l’attività dell’impianto in oggetto nel gennaio 2006;

– con Decreto Dirigente di Struttura Autorizzazioni e Certificazioni, afferente alla Direzione Generale Reti e Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia, n° 11549 dell’11/10/2007, è stata nuovamente rilasciata l’AIA-Autorizzazione Integrata Ambientale alla ditta titolare del forno con scadenza quinquennale (10 ottobre 2012); l’AIA è stata in seguito volturata, in qualità di Ente competente, da Provincia di Milano nel 2009 in favore di un’altra società;

– nel febbraio 2013, una società genovese ha rilevato l’azienda proprietaria dell’impianto;

CONSIDERATO CHE:

– le associazioni ambientaliste Legambiente e Amici del Grugnotorto hanno sempre mosso critiche inerenti l’inceneritore poiché “verrebbero trattate 20 tonnellate di rifiuti al giorno a scapito della salute dei cittadini e dell’ambiente, poiché i residui sarebbero diffusi sul territorio” (cfr. articoli del 9/10/2009 apparsi sui giornali “Il Notiziario” e “Settegiorni”);

– alcuni cittadini, principalmente quelli residenti in zona via San Biagio e Cascina Sant’Angelo, vorrebbero che tale impianto fosse chiuso poiché in mezzo alle case e geograficamente situato dentro al Plis “Grugnotorto-Villoresi” (l’impianto è però escluso dal perimetro del summenzionato Plis);

– il CdQ di Palazzolo Milanese, durante la legislatura 2009-2014, ha sempre unanimemente vigilato sull’attività dell’inceneritore, esprimendo anch’egli pareri negativi sulla posizione di tale impianto e chiedendo – vedasi verbale n°40 del 21/03/2013 – di monitorare l’inquinamento chimico prodotto dal forno dotando quest’ultimo di «pannelli elettronici con display luminosi in grado di rilevare la qualità e la quantità di gas emessi nell’atmosfera»;

– l’Amministrazione Comunale ha ribadito, in occasione della seduta di CdQ Palazzolo M.se del 21 marzo 2013, la propria contrarietà per un possibile rinnovo dell’AIA-IPPC;

APPURATI:

– l’elenco (aggiornato all’agosto 2013) di impianti autorizzati con AIA-IPPC situati sul territorio della Città metropolitana di Milano in cui compare l’inceneritore in oggetto;

– l’informativa di Giunta provinciale n°81/2013, adempiente la Direttiva IED del Parlamento europeo e Consiglio Ue relativa alle emissioni industriali, ove si evince che tale Direttiva individua precise date temporali, non derogabili, entro le quali gli impianti esistenti dovranno adeguarsi ai nuovi dettami normativi tecnici (entro il 7 gennaio 2014, se già soggette a normativa IPPC; entro il 7 luglio 2015, se soggette ex-novo alla normativa IPPC);

– le segnalazioni di alcuni cittadini residenti in zona via San Biagio e Cascina Sant’Angelo, pervenutemi recentemente, inerenti rumori e fumi in orari serali e notturni provenienti dall’area dell’impianto in questione.

Tutto ciò premesso, considerato e appurato,

Interroga la Giunta e l’Assessore competente per conoscere:

  • se l’impianto di termodistruzione di rifiuti speciali non pericolosi e speciali non tossico nocivi sito in via Valassina nn. 83/85/87 è in possesso e/o ha fatto richiesta di una nuova AIA alla Città metropolitana di Milano e/o ex Provincia di Milano;
  • qualora la risposta precedente fosse affermativa, se ha mantenuto la stessa tipologia e quantità di rifiuti smaltiti;
  • se l’attività di tale forno si è adeguata ai nuovi dettami normativi tecnici della Direttiva europea IED – Industrial Emissions Directive;
  • quali sono le fonti di emissione nell’area prodotte da tale impianto, quali livelli hanno e se ARPA ha effettuato controlli ambientali/sopralluoghi;
  • se tale forno si è dotato di display luminosi in grado di rilevare la qualità e la quantità di gas emessi nell’atmosfera, come da richiesta espressa dal Consiglio di Quartiere di Palazzolo nel 2013.

Chiedo altresì che la presente interrogazione sia iscritta all’Odg del primo Consiglio Comunale utile, in attesa di sollecita risposta scritta.

Cordiali saluti.

Paderno Dugnano, 09/04/2015

Efrem MAESTRI (Partito Democratico)

 

(vai alla risposta dell’assessore Rudellin)

Oscar Figus: Qualche riflessione e sulla nostra città

Ho pubblicato questa riflessione sul mio blog.

Ultimamente ricevo numerose sollecitazioni a fare qualcosa in vista delle prossime elezioni amministrative del 2014, io però credo che la vera priorità oggi non sia fare ma – soprattutto – elaborare tanti pensieri in vista di un progetto che sia condivisibile da tanti.

La realtà è complessa, oggi molto più che solo trent’anni fa, e frazionata in tanti interessi legittimi e partigiani, ed ha bisogno di nuovi “strumenti” per essere compresa e di nuove “parole d’ordine” per essere affrontata.

Questo documento vuole offrire alcune considerazioni di carattere personale alla discussione pubblica e del mio Partito, considerazioni da intendersi come semplici spunti utili ad alimentare una discussione che è sempre presente anche se spesso in maniera non strutturata.

Argomenterò principalmente di temi locali, che è quello che mi compete da segretario cittadino del PD, quindi di Città, amministrazione, partecipazione, lavoro, ambiente, scuola, legalità e infine, di quelli che possono essere alcuni punti per una proposta comune – con chi ci sta – per Paderno Dugnano a partire dal 2014.

Tutti si sentano liberi di emendare le mie proposte, ma prima una premessa.

Compito della Politica, sia quella di lotta che quella di governo, credo debba essere di identificare i problemi comprendendo la realtà, cercare di risolvere i conflitti e definire le priorità proponendo le soluzioni migliori pur sapendo che spesso non saranno l’optimum ma solo la ricerca del miglior compromesso possibile.

Ma fare Politica è anche mettersi sempre a confronto con gli altri perché la Politica più alta è quella di chi – degli altri – si mette all’ascolto e al servizio.

E partendo dalla questione metodologica; se la ricerca di soluzioni a un problema complesso può essere (e non è detto che lo sia sempre) tentarne una semplificazione, non può mai essere banalizzarlo.

Perché oggi la peggiore demagogia la si trova nella banalizzazione delle questioni, nel “non hanno pane che mangino brioche”, ma anche nel ridurre tutto a poche questioni puntuali, magari anche meritevoli di soluzione, ma assolutamente insufficienti – da sole – a rappresentare anche solo lontanamente i problemi che dobbiamo affrontare nella realtà.

Proprio per questo non ho tanto l’ambizione di avere le risposte ma solo la speranza di porre domande ragionevoli, domande che richiedono però spesso molto più dei cinque, otto, venti punti di programma di questa o quella formazione politica.

Domande la cui risposta non può prescindere dalla conoscenza oggettiva di ciò di cui si parla, intendendo per conoscenza oggettiva la disponibilità di dati certi, che se non ci sono vanno cercati, perché altrimenti le soluzioni proposte servono solo ad alimentare un’altra demagogia: la demagogia del fare.

Da questo ragionamento ne derivano a mio avviso alcune conclusioni:

  • E’ politica qualsiasi ragionamento o azione che coinvolga anche altri
  • Non esistono scelte tecniche avulse dalla politica, se fai delle scelte, o decidi delle priorità, fai una scelta politica

Ma se è vero che tutti fanno politica quando si occupano (anche legittimamente pro domo propria) della cosa pubblica, un partito politico ha un obbligo in più: quello di candidarsi a governare.

Altrimenti è un comitato, una associazione, un qualsiasi singolo o gruppo di cittadini che porta all’attenzione delle istanze – si chiaro legittime ma di parte – ma non si assume quel ruolo diverso che deve essere al servizio anche di chi non è della tua idea.

Amministrare è infatti un’altra questione. Se vinci le elezioni hai il dovere di ascoltare tutti, anche chi non ti ha votato, perseguendo il tuo progetto ideale ma in nome del bene comune.

E amministrare non è soltanto guardare quante sono le entrate al fine di modulare le uscite (tra l’altro non lo è neppure se amministri un azienda) amministrare è fare delle scelte in nome degli obiettivi politici che ci si è dati, figli della propria spinta ideale ed eventualmente della mediazione fatta con chi ha deciso di condividere la proposta con te.

Quindi deve esistere una spinta ideale, bisogna comprendere la situazione reale, proporre, definire le priorità e perseguire degli obiettivi.

Cominciamo parlando di spinta ideale.

Io non credo le persone siano tutte uguali, anzi, io sono convinto che le persone siano tutte diverse, ma non possono che essere al centro dell’azione della Politica.

Partiamo dalle persone.

Hanno ruoli diversi, capacità diverse, possibilità diverse, intelligenze diverse, idee diverse e aspirazioni diverse. Queste diversità sono una grande ricchezza e generano necessariamente anche conflitti, ma dovendo scegliere, la strada migliore rimane quella del confronto e dell’ascolto.

Partiamo dai doveri, i doveri delle persone certo (sole o associate) ma anche i doveri delle amministrazioni pubbliche che di queste persone sono al servizio.

Credo nella necessità di pari opportunità di partenza attuabile solo applicando i principi, sanciti dalla Costituzione, quelli legati ai diritti (troppo spesso inapplicati) ma anche quello della progressività: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività” e non perché lo dice la Costituzione ma perché è un principio cardine di una società organizzata: chi ha di più è giusto che contribuisca in misura maggiore.

Credo però, oltre alla progressività, che nell’emergenza sia necessario lo sforzo comune ed il contributo di tutti e che nessuno abbia il diritto di tirarsene fuori.

A livello locale io vorrei una Città attraente ed attrattiva e trovo che Paderno Dugnano abbia tante ricchezze ma, come molti centri urbani nel nostro Paese, soffre anche di tanti problemi, economici e di lavoro, ambientali, certo, ma anche di perdita di identità e assenza di progetto.

E come qualsiasi città è composta da tanti strati, livelli, flussi che vanno considerati e, se possibile, armonizzati insieme.

La nostra è una città policentrica, dove vivono 47.805 cittadini (quasi 20.000 famiglie) con un reddito medio (nel 2010) di 14.710 € pro capite. Una città con 3597 residenti stranieri di cui oltre 2500 extracomunitari.

Cittadini che – in molti – ogni giorno escono, mentre tanti altri ne arrivano per usufruire dei servizi che la nostra città offre; sanitari, scolastici, culturali, associativi, lavorativi, commerciali o per frequentare i nostri parchi.

Servizi che sono una delle nostre ricchezze.

Paderno Dugnano non è una Città medievale circondata da mura, è una grande città moderna con una sua identità, spesso dimenticata, e dei rapporti con il mondo che ci circonda.

Ma la nostra è una Città con tanti problemi, il lavoro in primis, da realtà eminentemente industriale ha perso, come tutta la zona nord di Milano, tante realtà produttive (anche se più di quante si creda operano ancora) rendendo il problema dell’occupazione prioritario anche perché si inserisce nel momento di crisi che colpisce anche molte imprese.

E altrettanto importanti sono le questioni ambientali, quelle comuni all’area metropolitana milanese ma anche alcune specifiche con infrastrutture presenti e soprattutto future che rischiano, se attuate come proposto, di penalizzare ancor più la nostra Città.

Tutti questi temi vanno affrontati anche rinunciando ad una parte della propria sovranità comunale se possono essere affrontati meglio visti da una prospettiva più ampia, ad esempio in collaborazione con i comuni vicini, o da più vicino, con un confronto reale con i quartieri.

In attesa che venga istituita la Città Metropolitana e, anche dal punto di vista amministrativo, diventi più semplice armonizzare le politiche della Grande Milano.

Paderno Dugnano è una città solidale; con 7 quartieri, una decina di comitati civici, cinque centri di aggregazione per gli anziani, sette oratori e 169 associazioni (circa una ogni 250 abitanti con una media della zona nord di una ogni 304) è – per densità associativa – la terza città del Nord Milano.

Associazioni socio assistenziali ma anche associazioni culturali, sportive, ricreative, che sono una ricchezza perché tutte danno un grande contributo di solidarietà, sussidiarietà e partecipazione.

La politica, con tutte queste realtà, ha il dovere di confrontarsi perché danno alle amministrazioni pubbliche, soprattutto in questo momento di crisi, un aiuto insostituibile a sostenere non solo a chi è in difficoltà economica o socio-sanitaria ma anche fornendo opportunità di aggregazione essenziali per potersi definire una comunità.

Un offerta che è sicuramente buona per la fascia di età fino all’adolescenza (tra oratori e società sportive rivolte ai giovanissimi), per gli anziani (con i diversi centri di aggregazione) e per gli adulti che si riuniscono, attraverso le associazioni, in gruppi con interessi comuni.

Meno significativa invece sia per i giovani adolescenti che per coloro che si affacciano all’età adulta (3046 giovani tra i 18 e i 24 anni) che devono confrontarsi anche con le difficoltà a trovare il primo lavoro.

A tutte queste realtà noi dobbiamo la collaborazione di una amministrazione che, pur restando autorevole, sia trasparente sulle scelte e soprattutto sia partner delle iniziative che vengono proposte.

E verso tutti i cittadini abbiamo il dovere dell’ascolto, che non può che partire dai quartieri qualsiasi sia l’organizzazione amministrativa che i quartieri (con le prossime elezioni del 2014) andranno ad assumere.

Perché la nostra storia è questa, la nostra Città è fatta così e se il modo con cui organizzarne la struttura di ascolto e confronto con la cittadinanza è aperta alla discussione, ritengo che il “luogo fisico” – la sede di quartiere – non possa più essere sottoutilizzata con qualche riunione qualche sera al mese ma vada trasformata nell’”agorà” del quartiere, aperta anche di giorno a disposizione delle iniziative dei giovani ma anche di non giovani, che sono sempre di più le persone che per lavoro (o per assenza di lavoro) hanno bisogno di nuovi spazi di aggregazione.

Magari mettendo – qui si, non nelle piazze – un segnale wi.fi o magari qualche computer, creando uno spazio realmente condiviso in ogni quartiere.

Continuiamo a parlare di lavoro che manca, sappiamo tutti che l’amministrazione comunale non può creare posti di lavoro, in compenso però può fare tante scelte a favore del sostegno alle imprese ed alla nuova occupazione.

Intanto si potrebbero mappare le imprese presenti nella nostra Città e poi incontrarle, le più significative direttamente, le più piccole attraverso le associazioni di categoria, magari affrontando il discorso ad un livello sovra comunale (come proponevo sopra) cosa che già viene fatta con AFOL per ciò che riguarda l’occupazione, mentre si è un po’ persa per strada l’attività di Milano Metropoli e Bic la fucina.

Eppure bisogna sapere che solo a Paderno Dugnano – prima ancora che creare nuove imprese – ha ancora oltre 3700 realtà tra industriali, artigiane e commerciali. Di queste oltre 900 sono società di capitali, alcune leader nel proprio settore.

Quali sono i problemi per i quali l’amministrazione comunale (da sola o insieme ai comuni della zona nord) può dare una mano. Di che professionalità necessitano ? Quali altri problemi affrontano ?

Si potrebbe costruire un portale di supporto con tutte le aziende e le loro peculiarità sul sito del comune, si può addirittura pensare ad un ufficio apposito che magari, promuova il fare rete tra le imprese e organizzi corsi di formazione (esiste una ricca offerta, anche grazie alle stesse Agenzie provinciali citate prima) magari anche per aumentare la sensibilità sui temi della sicurezza sul lavoro, sulla lotta all’inquinamento, sullo smaltimento dell’amianto.

Si può elaborare un nuovo Piano del Commercio fatto insieme agli operatori ed alle associazioni che li rappresentano.

E potenziare i servizi per i giovani, formazione e ricerca e magari organizzare un career day a Paderno Dugnano, visto che le aziende ci sono.

E se parliamo di temi ambientali non possiamo nasconderci che , dopo il lavoro, i problemi più pressanti che in questi anni sta affrontando la nostra città sono tutti temi ambientali

Riqualificazione della Rho-Monza, si parla di ampliamento della Milano Meda, un nuovo inceneritore dopo quello di Incirano.

Dobbiamo pretendere che il nostro comune abbia voce in capitolo sulle scelte che vengono fatte sul nostro territorio.

D’altronde anni di amministrazione oculata in tema ambientale ci hanno permesso di essere, dopo Bollate, il comune con la minore densità abitativa (meno di 3400 abitanti per Kmq) del nord Milano nonché un interessante rapporto fra abitanti e zone non antropizzate, superiore alla media della nostra zona.

Tutto questo, lungi da giustificare arretramenti, deve portarci invece a fare uno sforzo ulteriore per contrastare i problemi migliorando la sostenibilità ambientale.

Dobbiamo riprendere a far crescere la raccolta differenziata, ferma ai valori del 2009, e il trasporto sostenibile investendo sulla metro tranvia Milano Limbiate, che la metropolitana al Villaggio Ambrosiano – pur auspicabile – ha tempi più lunghi e non rappresenta una soluzione di pari strategicità.

Cominciando un ragionamento strategico tra i comuni del nord Milano per una gestione dei trasporti pubblici est-ovest sovra comunale, identificando i punti di interesse: stazioni di interscambio, scuole – che sono il principale utilizzatore – ma anche punti nevralgici per la vita comunitaria, sedi comunali, biblioteche, ospedali, carceri (solo per fare qualche esempio) progettando un sistema che – oltre a tutto questo – non lasci non servite intere frazioni.

Solo in questo modo il trasporto pubblico diventa realmente alternativo all’uso dell’auto.

Localmente dovremmo invece fare uno sforzo per collegare i percorsi ciclo pedonali in Città (soprattutto nord-sud) nell’ottica di favorire una maggiore mobilità sostenibile anche intercomunale favorendo l’accesso al percorso est-ovest lungo il canale Villoresi.

La scuola non può che essere al centro dell’amministrazione comunale (pur nei limiti delle proprie competenze) perché serve a formare i cittadini.

I problemi sono molti e riguardano ambiti molto diversi l’uno dall’altro; edilizia scolastica, sostegno, parità di accesso, mensa, progetti comuni.

Tutti sono legati alla disponibilità di risorse (su cui poi torno) ma rappresentano anche una scelta politica.

Sulla mensa, a maggior ragione in questi tempi di crisi, bisogna aumentare le fasce di reddito non diminuirle, e sui progetti va data una maggiore attenzione ai progetti di educazione civica, ambientale e di integrazione.

Delle esperienze passate un progetto interessante, che metteva insieme civismo e partecipazione, è stato sicuramente il Consiglio Comunale dei Ragazzi che va riproposto.

Un patrimonio straordinario è poi la presenza, sul nostro territorio, dell’Istituto Gadda con il quale – pur non dipendendo dal comune – vanno continuate le collaborazioni a tutti i livelli.

Ma su un tema particolare voglio sollevare l’attenzione, periodicamente si solleva, e in modo trasversale, di wi.fi in vari luoghi delle città.

Chiariamo bene il concetto, è ben vero che il problema del digital divide è dato dall’accesso alla Rete ma per accesso si intende l’accesso sia fisico che culturale. Paderno Dugnano è assolutamente ben servita dal punto di vista dell’accesso fisico, non ha molto senso fornire accesso Wi.Fi (per altro tecnologia un po’ datata) nelle piazze o nei parchi.

Ne ha di più fornirlo nei luoghi di socializzazione, ma diventa importantissimo solo se associato alla diffusione culturale dell’uso di Internet ed alla creazione di servizi ai cittadini.

La biblioteca Tilane, da questo punto di vista, conferma il suo ruolo centrale di costruttore della cultura cittadina (oggi riconosciuto anche dall’amministrazione di centro destra inizialmente scettica) sia con l’accesso alla Rete che con corsi specifici di formazione.

Io comincerei però dalle scuole, verificando che tutte le classi abbiano accesso Internet e – insieme ai dirigenti e al corpo insegnante – che tutti abbiano non solo l’opportuna preparazione ma anche la consapevolezza dei rischi e che sappiano trasmetterla, elaborando – magari anche – un ragionamento condiviso sulla didattica legata alla Rete.

Dei quartieri ho detto, accesso a Internet purché diventino anche luoghi di aggregazione oltre che di confronto civico (oggi temo non siano né l’uno né l’altro)

Continuerei poi con la produzione di servizi, apprezzo che il sul sito del comune ci sia una sezione Open Data ma non può essere solo una raccolta di documenti in PDF, tutte le informazioni di tipo tabellare sarebbero opportune più dettagliate ed in formato almeno CSV, in modo da poter essere lette come un Foglio Elettronico e filtrate alla bisogna.

In particolare tutte le informazioni relative alla trasparenza amministrativa.

Si potrebbero inoltre pensare strumenti per segnalare i disagi all’amministrazione sia attraverso il sito che con applicazioni specifiche utilizzabili su smartphone e tablet.

Cominciando a ragionare in termini di Smart City.

Un altro problema che attanaglia la nostra città è quello legato alla legalità, i dolorosi fatti legati alla cena di ‘ndrangheta al Falcone Borsellino hanno dimostrato come anche il nord Milano sia stato “colonizzato” dalla criminalità organizzata.

Ci hanno raccontato per anni che non era così: “la mafia non esiste”. Abbiamo scoperto che non si trattava quasi mai di azioni alla “Chicago anni ‘30” ma di infiltrazioni imprenditoriali, magari non grossi appalti ma tombini o parte della spalatura neve.

Eppure ci sono, e sono dappertutto. E qualcuno lo ricorda solo quando viene utile per fare polemica politica (tra l’altro contro i soggetti sbagliati), mai – come per tutti i problemi scomodi – quando viene chiesta chiarezza nei confronti dei cittadini onesti.

Nel frattempo ci sono stati altri crimini, una bomba contro la sede dei vigili, minacce contro semplici cittadini, tante azioni di microcriminalità, furti in auto, rapine in appartamenti, senza una seria presa d’atto della Città.

E’ necessario uscire dal torpore, serve un’azione amministrativa che ripristini gli strumenti di studio, ma anche una maggiore azione di cultura della legalità, oggi legata all’azione volontaria di pochi.

Per la Paderno Dugnano del 2013 tra le proposte, non sono certo il primo, è quella di ripartire dai beni comuni: partecipazione, lavoro, ambiente e territorio, scuola, legalità, come abbiamo fatto in passato e come continuiamo a fare lavorando insieme per tante battaglie legate alla nostra città e che mettono le persone al centro.

Con l’obiettivo di rendere la nostra Città sempre più attrattiva, puntando sui nostri punti di forza, ragionando anche sui temi del decoro urbano perché una città attrattiva non può che essere una città bella.

E riducendo le barriere architettoniche, perché una città è davvero vivibile se è vivibile per i più deboli, per chi ha problemi, per chi deve convivere con l’handicap.

Ascoltando sempre i cittadini, ci vorrà di più certo, ma le scelte saranno maggiormente condivise.

Con totale trasparenza, chi non ha nulla da nascondere può tranquillamente condividere, comprese tutte le informazioni sugli atti amministrativi, sugli appalti, su ogni cosa che riguarda la Città perché solo in questo modo i Cittadini possono aiutare l’amministrazione a non compiere errori.

Servono certamente maggiori fondi ma oggi, per ottenerli, l’unica soluzione è seguire la strada della maggiore progettualità e di una maggiore assunzione di responsabilità condivisa.

Abbiamo visto che la promessa “governando comune, provincia e regione ne possiamo avere dei vantaggi” oltre che essere offensiva per chi crede nella parità dei diritti e non nei favori alle amministrazioni di uguale colore politico, non ha funzionato.

Progettualità quindi – magari anche intercomunale – per accedere ai Fondi Regionali ed Europei. Diversi progetti vengono attivati continuamente, molti su temi di carattere ambientale ma non solo.

La Comunità Europea prevede diversi strumenti per il finanziamento di progetti locali, oggi drammaticamente sottoutilizzati, come il Fondo Europeo per l’Efficienza Energetica (EEEF), sui temi dell’efficienza energetica e del trasporto pulito, ancora in tema di energia sostenibile il Programma ELENA (European Local ENergy Assistance).

Esistono inoltre bandi specifici per le Smart Cities.

E’ faticoso e difficile, richiede una revisione al lavoro dell’ente, ma sono tempi difficili ed è necessario essere progettuali e poi, magari, anche mettere a disposizione queste competenze anche della Città, delle imprese e dei cittadini.

Come sarebbe opportuno – in tema di controllo e trasparenza – costituire un gruppo preposto all’auditing delle procedure interne nell’ottica dell’ottimizzazione e della trasparenza.

 

Al Partito Democratico di Paderno Dugnano propongo non tanto l’ambizione di guidare una coalizione di partiti alle prossime elezioni quanto di mettersi a disposizione insieme a tutti coloro (Partiti, Movimenti, Comitati, Associazioni, semplici cittadini) che vogliono far rinascere la nostra Città da un programma comune, elaborando proposte ed ascoltando, portando ognuno il proprio contributo di idee e di esperienze ma tutti con uguale dignità: INTER PARES.

Chiudo chiarendo che gli spunti proposti qui non sono certo né esaustivi né solo miei, sono invece il frutto di una parte delle tante discussioni avute in questi anni con le persone che ho incontrato, del mio partito e non solo.

Idee che ho solo cercato di strutturare parzialmente in un unico documento.

Ma se davvero vogliamo mettere le persone al centro è necessario che si discuta anche di altri temi, di cui non ho parlato qui perché meno indicati all’azione amministrativa locale e più consoni alla politica nazionale, ma che è necessario affrontare.

Mi riferisco ad esempio al tema dello Ius solis, al tema del fine vita, della disabilità, della condizione carceraria, al tema degli investimenti e della produzione di armi, al tema dell’azione internazionale del nostro paese che – personalmente – vorrei tornasse a fare più cooperazione per la crescita (magari fatta meglio di certe esperienze passate) e meno “peace keeping”.

Temi sui quali auspico una discussione anche nella nostra Città, proprio perché siamo parte del mondo.

Oscar Figus
cittadino di Paderno Dugnano

Padernoforum: Massetti: “E’ ora di chiudere la parentesi”

Gianfranco MassettiMa come è possibile che un assessore comunale per anni non paghi le tasse al Comune accumulando più di 30.000 euro di debiti e al tempo stesso incassi per tre anni un’indennità (di 30.000 euro) per una funzione pubblica, oltretutto mal svolta, senza che il Sindaco se ne accorga?

Ma come è possibile che un altro assessore al Bilancio, 3 mesi fa, lasci d’improvviso la giunta Alparone , delusa dalle politiche del centrodestra nazionale e locale, senza che il Sindaco si accorga di nulla?

Ma come è possibile che il capogruppo della PDL, uno dei pochi esperti nella maggioranza di problematiche del territorio, dopo aver cercato di cambiare e migliorare il PGT in discussione, sia stato costretto ad abbandonare l’aula; non votarlo e presentare le sue Osservazioni ad un Piano da bocciare, senza che il Sindaco abbia fatto una piega?

E’ possibile perché a 4 anni dal suo insediamento il Sindaco Alparone ha al suo attivo ben pochi fatti, molte promesse e molta propaganda fatta anche di bugie (es: inceneritore e Rho-Monza).

Paderno Dugnano nel 2009 ha “voltato pagina”, ma in peggio.

Infatti:
1. Nessuna nuova opera pubblica è stata progettata e finanziata. A stento si sono terminate alcune opere del centrosinistra (asilo nido) e altre sono ancora in corso, dopo quattro anni, (nuovo Municipio e parcheggio della biblioteca).
2. I Servizi non sono stati migliorati. Anzi sono aumentate le tariffe della mensa scolastica, della ludoteca e si è venduto il Centro di Aggregazione Giovanile. Per casa e lavoro nessuna iniziativa concreta.
3. Il Piano di Governo del Territorio, adottata dalla maggioranza, permette di costruire su aree del Parco, aumenta gli abitanti, minaccia le aree industriali, non dice niente sul commercio e tace sui Servizi.
4. Le manutenzioni sono ferme e scadenti .
5. I Quartieri sono ridotti al silenzio e la Giunta sta pensando anche di sopprimerli. Per la riqualificazione della via S. Ambrogio si pensa di procedere dopo aver sentito il parere di un centinaio di persone su circa 10.000 abitanti.
6. La città è ferma, bloccata e impoverita da un’Amministrazione senza idee e senza capacità. Nessuna adesione alla Città metropolitana mentre gli altri Comuni vi stanno aderendo da mesi.

E’ ora di chiudere questa parentesi e avviare una nuova Primavera.
Gianfranco Massetti

padernoforum: Massetti: “E’ ora di chiudere la parentesi”.

Le risposte che abbiamo già dato

Dobbiamo dire che, a leggere il comunicato stampa dei segretari PDL Torraca e Cavalletto (che trovate qui) sull’affaire Salgaro, siamo rimasti alquanto perplessi.

Secondo loro non abbiamo diritto di fare domande, e quindi la Città non ha il diritto di sapere le risposte su un fatto grave, perché abbiamo colpe passate. Come a dire che – eventualmente – due cose sbagliate fanno una cosa giusta – peccato che non sia così.

Sulle presunte colpe che poi ci attribuiscono noi abbiamo sempre risposto e se le valutazioni politiche possono divergere – ci mancherebbe – questo continuare a seminare insinuazioni parlando d’altro invece che rimanere sul punto ogni volta che si profila una crisi è purtroppo diventato lo stile di questa maggioranza.

Ma noi che non abbiamo proprio nulla da nascondere ed abbiamo rispetto per i nostri concittadini, per un momento lasciamo da parte il caso che coinvolge l’ex Assessore Salgaro – in attesa di sentire il Consiglio Comunale di stasera – e qualche considerazione pacata la vogliamo fare.


1)      Il caso Lares e Metalli Preziosi è una ferita dolorosa inflitta alla nostra Città che perdura da molti anni ma con vicende assai diverse fra loro.
E’ vero che nel 2004 si è permesso di costruire ma questo ha anche garantito per diversi anni che i lavoratori continuassero a lavorare.
Nei tribunali si dibatte invece della gestione Astolfi, arrivato nel 2007 ed accusato di corruzione e bancarotta fraudolenta.
I segretari Torraca e Cavalletto legano cose diverse ma soprattutto continuano da tempo a insinuare presunte responsabilità legali pretendendo ammissioni di colpe che non esistono.  Troppo comodo.

La storia – raccontata da uno dei protagonisti – la potete trovare qui


2)      Sull’inchiesta Infinito a Torraca e Cavaletto  (che forse in quei giorni erano in vacanza) ricordiamo che pare ci sia stata una Commissione Consiliare Speciale di inchiesta voluta anche da noi.

In questa Commissione la loro coalizione aveva  la maggioranza ed ha indagato su tutti gli atti amministrativi della gestione Massetti senza riscontrare irregolarità, ha inoltre indagato sulla gestione dell’associazione Falcone Borsellino – eletta dai cittadini – riscontrando a loro carico che non facevano gli scontrini fiscali e che permettevano l’ingresso ai non iscritti  (qui le nostre considerazioni del 4 maggio 2011)

Se non altro immaginiamo che adesso – con la gestione dell’associazione Carabinieri imposta dal suo presidente il consigliere  Caldan – si impedisca l’ingresso ai non iscritti e si facciano gli scontrini.

Cosa abbiamo fatto per la trasparenza oltre a volere la commissione di inchiesta lo trovate nelle nostre proposte per la legalità del 2010, reiterate più volte in seguito. Peccato che la maggioranza abbia recepito solo la Commissione Speciale che pensava – peraltro a torto – le avrebbe fatto comodo in chiave politica.

Una cosa di senso generale la voglio dire però sul dispositivo dell’inchiesta Infinito.

E’ facile essere garantisti quando si tratta di Berlusconi o Formigoni o dare la solidarietà a Pezzano (per inciso poi dimessosi con l’accusa di legami con la  ‘ndrangheta).

Due spezzoni dell’inchiesta “Infinito” invece sono terminati con oltre 100 condanne ma nessun avviso di garanzia, rinvio a giudizio o condanna né contro l’ex Sindaco né contro l’ex Consigliere che evidentemente non sono coinvolti.

Quelle del PDL sono quindi solo insinuazioni false e gravi.


3)      Ma i segretari del PDL ricordano quello che fa loro comodo anche sulla Rho-Monza: perché se è vero che è stata presentata alla Città di Paderno Dugnano da Penati. A Penati è anche stato detto subito che così non andava bene.

E non è stato certo il PDL a dirlo ma le forze dell’allora maggioranza, Legambiente e il costituendo comitato per l’Interramento in una assemblea pubblica di cui il Sindaco Massetti ha immediatamente preso atto chiedendo alla Provincia che si rivedesse il progetto con l’interramento (qui il racconto della serata del 11/feb/2009)

Il PD poi in questi anni ha fatto la sua parte già con il coordinatore scorso (l’avv. Michela Scorta) che con l’attuale: con supporto legale, con le osservazioni alla VIA ed ora con il tavolo intercomunale dei Circoli del PD.

Questo non significa che noi si disconosca che la maggioranza in Giunta è oggi con noi in questa battaglia.
Proprio perché mentre per noi l’obiettivo è impedire lo scempio della nostra Città, altri preferiscono usare strumentalmente le battaglie comuni per i loro interessi di parte.


4)      Sull’Inceneritore al Villaggio la polemica è invece addirittura ridicola, non dare il permesso di costruire in un’area industriale significa che non è più un’area industriale. E non è possibile distinguere il tipo di insediamento se non nell’unico posto dove le amministrazioni locali possono dire NO a un inceneritore cioè i tavoli tecnici della VIA (Valutazione Impatto Ambientale).

Dire che la colpa dell’insediamento è nostra quando i primi contatti per l’Inceneritore sono avvenuti con l’attuale amministrazione di centro destra è ridicolo.

Tonello Occasione

Anche perché – se volessimo far polemica – ricorderemo che l’attuale amministrazione si è convertita – come si dice – “sulla via di Damasco”, visto che agli inizi del 2010 era possibilista.

 

 

 

Giunta Salva da Inceneritore

 

Salvo – per fortuna – aver cambiato idea già ad aprile del 2010, ricevendo anzi pubblico ringraziamento per il blocco alla costruzione dai fantomatici “amici del Villaggio Ambrosiano”, assai preveggenti visto che hanno ringraziato ben 3 anni prima che si esprimesse la Regione, coprendo – tra l’altro illecitamente – la maggior parte dei manifesti elettorali la sera prima delle elezioni di quell’anno.

Così per dire.

 

 

Ma noi non vogliamo far polemica, siamo contenti che la maggioranza abbia cambiato idea e ora la pensi come tutti noi e anche se a Palazzolo, pochi giorni fa,  l’assessore Tonello attribuiva solo a se stesso il merito del blocco all’inceneritore del Villaggio, è stato corretto dal Sindaco che ha riconosciuto una parte del merito anche ai cittadini.

Del merito di partiti e movimenti politici invece nessuno ne ha parlato, ma non fa nulla, il decreto regionale è agli atti, e a pagina 4 e 5 i nomi di chi ha fatto osservazioni contro l’inceneritore sono indicati chiaramente mentre basta cercare sui giornali per trovare tutte le iniziative fatte (e da chi) contro l’inceneritore.

Poi se qualcuno volesse chiarimenti su quello di Incirano siamo sempre a disposizione.


Per rispetto verso la verità e verso i nostri concittadini noi le risposte le abbiamo sempre date e in tempi non sospetti,

Ora aspettiamo le loro.

 

Marco Coloretti e Oscar Figus
Capogruppo e Coordinatore Cittadino
Partito Democratico Paderno Dugnano

La Regione Lombardia dice NO all’inceneritore

Paderno Dugnano, 6 febbraio 2013

 

La Direzione Generale Energia/Ambiente e Reti della Regione Lombardia ha emesso, il 30 gennaio scorso ai sensi del D.Lgs 152/2006 e della L.R. 5/2010, la “Pronuncia di compatibilità ambientale” respingendo il progetto di un inceneritore al Villaggio Ambrosiano proposto da Paderno Energia.

Dopo tre anni dalla presentazione del progetto, innumerevoli azioni sul territorio e nelle sedi istituzionali, ripetute deduzioni e controdeduzioni non possiamo che essere soddisfatti di questo successo, importante risultato collettivo che ha visto comitati, associazioni, singoli cittadini, partiti e movimenti politici, Comuni del territorio ed il Consiglio Provinciale uniti contro quest’opera.

Ma anche se questa battaglia è stata vinta l’attenzione deve restare alta, stante la possibilità di ricorsi al T.A.R. della Lombardia (di cui al D.Lgs. 104 del 2 luglio 2010) oppure mediante un ricorso straordinario al Capo dello Stato.

Come deve tornare alta l’attenzione sull’altro inceneritore che da molti anni opera a Paderno Dugnano,  quello di Incirano, contro il quale chiediamo a tutti di operare al fine della sua chiusura.

Le battaglie importanti si possano vincere insieme, e le polemiche con cui in questi anni qualcuno ha cercato di avvelenare il clima perseguendo gli interessi della propria coalizione politica  prima che gli interessi comuni dei cittadini, in maniera dissennata anche rispetto al proprio dovere istituzionale, non ci appartengono.

Il Partito Democratico di Paderno Dugnano è orgoglioso di aver dato, anche dall’opposizione, un contributo al nostro territorio, in coerenza con la propria visione di politica ambientale: più raccolta differenziata, più riciclo, meno imballi, attenzione alla filiera e più controlli per una gestione innovativa ed ecosostenibile del ciclo integrato dei rifiuti.

Oscar Figus
Coordinatore cittadino
Partito Democratico
Paderno Dugnano

COMUNICATO STAMPA – 6 feb 2013 – La Regione dice No a inceneritore

Paderno Dugnano, Casati (Pd): grande vittoria dei cittadini, la Regione ha detto no all’inceneritore

Milano, 5 febbraio 2013 – “È un giorno importante per i cittadini di Paderno Dugnano, visto che uno degli incubi che li aveva assillati in questo periodo è scomparso”. Con queste parole Ezio Casati, vicepresidente del Consiglio provinciale, commenta la pubblicazione del decreto di chiusura del procedimento di valutazione ambientale per l’inceneritore che Paderno Energia voleva realizzare nel territorio padernese.

“Viene finalmente accantonato il progetto dell’inceneritore – aggiunge Casati – e finalmente la Regione Lombardia ha detto “no” a questo impianto assurdo. Tutto ciò grazie anche alla grande mobilitazione che c’è stata e all’unità che la comunità padernese ha dimostrato in questi anni. Da tempo avevo denunciato che avevamo a che fare con un interlocutore poco serio, perché non si poteva pensare di insediare in un’area così urbanizzata e storicamente utilizzata per attività insalubri un impianto del genere. Anche in Provincia ci eravamo mobilitati, tanto che era stato approvata la mozione che avevo proposto che esprimeva un netto parere contrario alla realizzazione di quell’insediamento nel territorio di Paderno Dugnano”.

“Prendo atto della decisione negativa della Regione – conclude Casati – e me ne compiaccio. Ora bisogna concentrarsi su altre battaglie ancora aperte come quella della Rho-Monza”.

Auguri ….per il 2012

Auguri ai cittadini che si battono per l’interramento della Rho –Monza

Auguri ai cittadini che si battono contro l’inceneritore previsto al Villaggio Ambrosiano

Auguri ai lavoratori della Lares  per il loro piano di rinascita

Auguri ai lavoratori della Metalli Preziosi e di tutte le altre aziende della città

Auguri alle famiglie dell’Eureco e al Comitato di solidarietà

Auguri ai cittadini di Cara Terra Mia  per avere un diritto di superficie a prezzi più equi

Auguri al Blog di Giuranna per la sua caparbia lotta contro tutte le mafie

Auguri al Blog di Arcari per la sua appassionata informazione sulla città e sul mondo

Auguri al Blog di Negrisoli per la sua difficile terzietà

Auguri ai cittadini della scuola materna di via Tunisia

Auguri ai cittadini dei Comitati delle scuole che si battono per una scuola più ricca

Auguri ai cittadini di Restare Umani

Auguri all’ANPI

Auguri alla Camera del Lavoro e a CGIL,CISL,UIL di Paderno Dugnano

Auguri ai militanti del Partito Democratico

Auguri ai militanti dell’IDV,del PDCI,di RC,del PSI,del Movimento 5 stelle

Auguri al movimento ambientalista e a tutte le sue articolazioni

Auguri alle Liste civiche perché aiutino la città e non il centrodestra

Auguri ai cittadini impegnati nell’integrazione dei nuovi cittadini immigrati

Auguri a tutti i cittadini immigrati

Auguri a tutti i cittadini che hanno perso il lavoro o che lo stanno perdendo

Auguri a tutte le famiglie in difficoltà

Auguri ai cittadini impegnati nelle associazioni  e nel volontariato

Auguri a tutti i giovani che stanno cercando una via e un lavoro

Auguri

 

Auguri a tutti  i cittadini che si impegnano per una città più giusta,più sostenibile,più accogliente,più moderna,più civile perché nel 2012 riparta una rete di solidarietà che

ci renda tutti più forti e ci faccia sentire meno soli.

23 dicembre 2011                                                                        Gianfranco Massetti

L’inceneritore un pericolo per la salute

Inceneritore-112010

Manifestazione contro l’inceneritore ed a favore dell’interramento

COMUNICATO STAMPA

Sabato scorso, 22 maggio, c’è stata a Paderno Dugnano la bella manifestazione contro l’inceneritore al Villaggio Ambrosiano e a favore dell’interramento della Rho-Monza organizzata dai Comitati Cittadini.

Tante bandiere hanno sventolato al vento e il comico Beppe Grillo, la bandiera vivente del suo partito, ha tenuto un comizio. Purtroppo mancavano i simboli di Lega e PDL e sfortunatamente non sono mancate, il giorno dopo la manifestazione, né le contestazioni contro qualche organizzazione partecipante né le polemiche sul diritto di altri di essere presenti con i propri simboli.

Diciamo purtroppo perché su un tema importante come il benessere delle persone, questi dovrebbero essere dei momenti di unione in cui affermare con forza (amministrazione, forze politiche di maggioranza e di opposizione, comitati e singoli) che certe decisioni non si possono prendere sopra la testa dei cittadini.

In nome di questi obiettivi comuni, noi appoggiamo con convinzione i Comitati Cittadini, ben sapendo che raccolgono l’appoggio anche di altre forze e di singoli con sensibilità politica diversa dalla nostra. Rivendichiamo altresì il diritto di manifestare con le nostre bandiere e i nostri simboli e vogliamo che questo diritto sia riconosciuto a tutti.

Questo perché sappiamo che, dopo le manifestazioni, dopo le proteste, dopo i Comitati, il compito di prendere le decisioni sarà della politica che non può essere delegittimata perché espressione delle regole democratiche.

Stasera, in consiglio comunale, sarà presentato un ODG, condiviso da tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione, a favore dell’Interramento della Rho-Monza.

Stasera la politica avrà l’occasione di dimostrare che il confronto e la mediazione sono l’unico strumento per raggiungere obiettivi condivisi, diventando Politica con la P maiuscola e tornando ad essere centrale nella vita della nostra città

Paderno Dugnano, 26 maggio 2010

Oscar Figus
Coordinatore Cittadino
Partito Democratico
Paderno Dugnano

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