Gianfranco Massetti

Le bugie della Lega Nord – La vera storia del RE3

Le bugie della Lega hanno le gambe corte. Basta consultare la cronistoria dei Piani Regolatori di questi ultimi 20/30 anni per capire che  centrosinistra e centrodestra uguali non sono nel consumo di territorio. La vicenda del piano di lottizzazione BE3 sta diventando emblematica dei comportamenti delle forze politiche e delle persone. Attraverso di esso si può leggere il merito delle questioni e il travisamento dei fatti operato dall’assessore  Bogani e dal comunicato della Lega del 25 luglio. La Lega afferma che: “è inaudito che le critiche al PGT del 2013 abbiano origine da coloro i quali hanno condotto l’Amministrazione comunale di Paderno Dugnano dal 1995 al 2009, cementificando la Città senza limiti. Sappiano i Cittadini di Paderno Dugnano che in questi 8 anni la Lega Nord di Paderno Dugnano ha governato la Città con l’obbiettivo di salvaguardare il Territorio e di fermare la speculazione edilizia avvenuta prima del 2009. Non è stato facile ma oggi Paderno Dugnano è una Città molto più attenta al consumo di suolo.”

Per rispondere agli slogan leghisti basterebbe ricordare il bell’articolo di Francesco Rienzo su Paderno 7.0 on air del 26 di luglio 2017. Correttamente e con onestà intellettuale Rienzo dice che l’aumento delle volumetrie è merito del centrodestra “per una precisa scelta politica“ del PGT del 2013. A buon intenditor poche parole. Ma poiché non voglio sottrarmi alle responsabilità, che ho avuto nell’urbanistica padernese per almeno 15 anni, ho ricostruito con l’aiuto di alcune amiche ed amici la vera storia del BE3. Come e da dove nasce quell’ipotesi edificatoria? Nella tabella sottostante ho cercato di esemplificare  i dati ricostruiti.

Dobbiamo risalire al PRG del 1989 (Sindaco G.Mastella, Assessore all’urbanistica G.Mauri e progettisti M.Engel e G.Zaniboni) che prevedeva due piani distinti di lottizzazione (il n.30 e il 37) per un totale complessivo di mc.2.800. Dopo 10 anni, nel 1999 con la Variante al PRG (Sindaco E. Casati, Assessore all’urbanistica G.Massetti e progettista G.P.Maffioletti) si individua un unico piano attuativo il BC2 di mc.2.800 che confermando i valori volumetrici dei due precedenti piani aumentava lo standard di cessione per la realizzazione del progettato Parco Urbano del Seveso. Fin qui tutto bene.

È con il PGT del 2013 e con la precisa scelta politica del centrodestra (Sindaco M. Alparone, Assessore all’urbanistica G.Bogani e progettisti DRH associati) che il BC2 di mc.2.800 diventa il RE3di 13.900 mc. circa. Questi sono i fatti. Chiunque può verificarli. È così chiaro chi ha deciso che cosa; chi ha aumentato i volumi e chi sta cementificando. Altro che balle. Così un piano attuativo bilanciato e proporzionato e finalizzato alle due scelte sopra richiamate (salvaguardia di diritti acqusiti e realizzazione del PUS) è diventato un piano enorme e sproporzionato con il PGT del 2013. Grazie anche alle scelte della Lega e di G. Bogani assessore all’urbanistica.

 

la cronistoria e i dati del RE3

Strumento di pianificazione e anni mq. superficie del comparto

oggi RE3

mc. di residenza

previsti

mq di aree in cessione Sindaco-Assessore

Progettista

PRG 1977-80

 

0 0 le aree erano a standard Strada-Negri (GP.Maffioletti)
PRG 1989-93

 

N.30

N.39

mc.1.500

mc.2.300

Mastella-Mauri

(Engel/Zaniboni)

PRG 1999-03

 

BC2

11.591,77mq.

mc.2.800 mq.8.900+

mq.1.100

Casati-Massetti

(GP.Maffioletti)

PGT 2013

 

RE3

14.032,48 mq.

mc.14.734,44 mq.10.098,64 Alparone –Bogani

(DRH Associati)

Variante PGT 2017 RE3

13.285,44 mq.

 

mc.13.949,72

 

mq.13.287,13

Bogani

Reagire allo schiaffo al PD di Paderno Dugnano!

Come iscritta al Partito Democratico ho seguito la vicenda della candidatura di Lidia Ruzzon nella lista PD per le elezioni del Consiglio Comunale di Milano di Giugno 2016.

Ho partecipato all’incontro che il Circolo PD di Paderno Dugnano ha avuto con la Federazione PD di Milano, ho letto il Comunicato Stampa di Paola Cattin Segretaria PD di Paderno e seguito i commenti di Gianfranco Massetti su www.quipadernodugnano.info.

Sono d’accordo con Paola e con Gianfranco.

La decisione di candidare la Ruzzon nel PD è una scelta politica, di una politica che non mi piace. Di una politica che non vorrei si facesse nel Partito Democratico a cui sono iscritta.

Non concordo con una scelta fatta da una classe dirigente che si è presentata come ‘rottamatrice’ di una vecchia politica, ma che nei fatti si sta spesso dimostrando peggiore della precedente.

Queste scelte, fatte per ‘conquistare’ voti nell’area del centro destra a mio avviso finiscono con il far perdere molti voti a sinistra, con un saldo finale che si può immaginare negativo.

Il tentativo in atto già da tempo è quello di cambiare la natura del PD, di far perdere i valori di partecipazione e di coinvolgimento dal basso dei cittadini, per lasciare spazio a giochi di potere e di lobby. Giochi che ci sono sempre stati e che sempre ci saranno, non illudiamoci, ma che nel PD che vorrei dovrebbero essere il più possibile limitati.

Quello che voglio dire, soprattutto agli iscritti, ai simpatizzanti ed agli elettori ed elettrici del Partito Democratico è che non dobbiamo rassegnarci a questo stato di cose. Che soprattutto adesso non dobbiamo buttare la spugna e lasciare il PD nelle mani di questi burattinai. Sono tempi difficili, ma non dobbiamo perdere la speranza e la voglia di costruire un paese che ci piace, che sia Paderno Dugnano o che sia l’Italia.

Spero che questa esperienza possa servire a compattare e a spronare il Circolo PD di Paderno in nuove attività e a coinvolgere altri cittadini che questo modo di operare non lo accettano.

Dobbiamo Resistere, Resistere, Resistere.

Il Popolo del PD è nato dalla Resistenza e la Resistenza ce l’ha nel sangue!

Patrizia Cibin – componente Coordinamento Circolo PD di Paderno Dugnano

Un’idea di città – Una risposta a Giovanni Giuranna

Gianfranco MassettiLa velocità dei cambiamenti economici e politici ci fanno spesso reagire in termini episodici trascurando “l’idea di insieme” dei fenomeni e la loro connessione e/o implicazione per la Città. Se non riflettiamo invece a partire da una idea, da un progetto: a cosa serve la Politica? Un progetto di città che dobbiamo-possiamo prima immaginare, poi progettare ed infine, con le risorse disponibili, realizzare.

L’attualità amministrativa, con l’approvazione in Consiglio comunale della Variante Orombelli (voto favorevole del M5S) e la bocciatura dell’ordine del giorno (presentato da Insieme per Cambiare) sulla conferenza per il clima della Cop21, stimolano delle domande che Giovanni Giuranna ha ripetutamente rilanciato sul suo Blog. Prima con “Sineddoche padernese” poi con “zero impegni per il clima” e infine con “Paderno verde”.

Provo anch’io a farmi delle domande.

Se alle scelte urbanistiche sbagliate aggiungiamo l’avvento della Città metropolitana e i rischi che il nostro territorio comunale ha corso (Rho-Monza) e può ancora correre (vasche di laminazione, ampliamento della Mi-Meda, inceneritore) diventa importante chiedersi che tipo di città immaginiamo per il futuro di Paderno Dugnano. Diversamente l’attenzione cade su mille piccoli attività (e la nostra città da questo punto di vista è ricchissima) ma si rischia di smarrirne il senso e la direzione. Riflettere sul senso e la direzione dei cambiamenti è compito della politica. Quella lungimirante. Non sembra che il centro destra e il sindaco Alparone si pongano e si preoccupino di questa domanda semplice. Anzi sul tema del territorio, che è poi decisivo per il futuro dell’ambiente cittadino e metropolitano, sembra che abbiano imboccato la strada opposta. Accontentare tutte le richieste dei privati (è più comodo e conveniente!) piuttosto che affermare un’idea di città. Già il PGT della Destra va in quella direzione ed infatti tutti i vuoti e i margini verdi dei parchi stanno scomparendo: l’approvazione dell’AT6, l’ampliamento della clinica veterinaria, l’intervento in via S. Ambrogio, la Variante Orombelli. Va bene densificare se l’obiettivo è mantenere e creare spazi verdi importanti per noi, per i nostri figli, per l’intera area metropolitana e per il destino del clima ma se questa densificazione urbana è solo la conseguenza delle richieste del privato proprietario qual’ è il disegno pubblico di città? L’effetto sarà solo un aumento del consumo di suolo nella direzione della città dormitorio.

Se invece si lavorasse sull’idea di ampliare e migliorare i parchi urbani (sono almeno 7: uno per quartiere); si collegassero tra loro e al Parco del Seveso e al Parco del Grugnotorto con corridoi ecologici, piste ciclabili e si lavorasse ad una loro estensione attraverso le aree libere od agricole esistenti?

Se si lavorasse sulla qualità ed identità ecologica di ogni singolo parco; se ne individuasse una caratteristica specifica, una funzione anche tematica, una qualità per alcuni servizi minimi per la loro fruizione, un miglioramento arboreo e di quantità verdi (piantumazioni)? Se si lavorasse sui margini stradali, sulle aree di risulta, libere ed agricole con l’idea di una “ricucitura” del territorio forse si potrebbe contribuire a creare un “sistema verde” forse unico nel panorama milanese e dell’area metropolitana? Un sistema da collegare alla dorsale verde del nord Milano e ai parchi Nord e Groane attraverso il Parco Grugnotorto e il Canale Villoresi. Se a questo sistema urbano pubblico collegassimo anche il sistema dei parchi storici privati ci sarebbe un ulteriore elemento di valorizzazione. Così forse avremmo una identità ambientale forte e la qualità del vivere, dell’abitare e del divertirsi, migliorerebbe. Aumenterebbe anche l’attrattività della nostra città e il valore immobiliare delle nostre abitazioni e dei nostri insediamenti. Daremmo una mano anche al miglioramento del clima. Potremmo impegnarci davvero per la qualità delle acque e per la sistemazione delle rive con la promozione del “Parco intercomunale del Seveso”. Tutte queste azioni non farebbero di Paderno Dugnano una “città giardino” e nemmeno una “città foresta” ma forse una “città dei parchi”. Questa si sarebbe una possibilità che abbiamo e sulla quale varrebbe la pena investire continuamente risorse pubbliche e collaborazioni private.

Per questo è urgente riportare al centro dell’attenzione il consumo di suolo nella nostra città, la revisione del PGT, lo sviluppo urbanistico e la prospettiva di paese che vogliamo diventare. Per questo le ultime scelte amministrative sono state sbagliate e da correggere. Perché impediscono il futuro di un’idea di città verde chiudendo gli spazi, tagliando le connessioni, impedendo gli ampliamenti di un sistema che ha bisogno di crescere e non di frammentarsi in mille piccoli episodi nei quali si perderà l’idea generale di città pubblica.

Gianfranco Massetti

Lettera aperta agli iscritti PD

Gianfranco Massetti In queste giornate di fine luglio è difficile avere le idee chiare. Urgono temi giganteschi come la Rho-Monza, le vasche di laminazione del Seveso, le nomine in Consiglio e i piani di lottizzazione in arrivo. Problemi e soluzioni sui quali il PD e il Centrosinistra dovranno impegnarsi.

Per quanto mi riguarda credo però che non si possa sfuggire ad una riflessione che in settembre si potrà fare con più freddezza. Provo ad avanzare qualche spunto, innanzitutto per il PD.

 
***

Il PD e il Centrosinistra, dopo la sconfitta elettorale del ‘8 giugno, hanno davanti 5 anni di opposizione al governo locale di Centrodestra. La domanda è semplice: cosa fare?

La risposta non mi sembra altrettanto semplice. Rinviare i problemi non è mai una soluzione. Dobbiamo ammetterlo: il PD e il Centrosinistra di problemi ne hanno, diversamente avrebbero vinto.

Partire lancia in resta, senza una riflessione, non mi pare una buona partenza.
Vediamo con ordine, e senza fretta, cosa si può fare.

Secondo me tre cose:

  1. Capire cosa è successo: perché abbiamo perso?
  2. Rimotivare il Centrosinistra e la coalizione.
  3. Fare alcune scelte.

***

Punto 1. Capire cosa è successo

Dove abbiamo perso? Perché? In quali settori sociali della società padernese (i giovani ?, i commercianti ?, i nuovi poveri?.. ). Chi sono gli astenuti? Chi c’è in quel 25 % che non ha votato per nulla. E poi, il voto ha avuto un andamento uniforme in tutti i quartieri della città? Non è semplice rispondere ad alcune di queste domande ma credo che si debba approfondire un po’ l’analisi. Bisogna sforzarsi di capire cosa è successo, questa volta. E’ la seconda volta che il CS perde, prima nel 2009 e ora nel 2014.

Proviamo ad avanzare qualche ipotesi:

A. I partiti sono tutti uguali.
E’ un ‘affermazione qualunquista ma anche condivisa da molte persone che qualunquiste non sono. Il successo delle liste civiche, molto diverse tra di loro, è stata anche una risposta all’insofferenza verso i partiti?
Se sommiamo i voti di delle liste non di partito (Paderno cresce, Lista Di Maio, Sinistra per Paderno, Insieme per cambiare e anche Insieme per Caniato) sfioriamo oltre il 30% dei voti espressi. Voti che non sono andati ai Partiti. Se a questa percentuale aggiungiamo per un attimo anche il 25 % dei non votanti ci rendiamo conto della dimensione impressionante di ciò che i Partiti non riescono più a rappresentare. E’ così? E’ tutto scontato? Si può fare qualcosa?

B. Il PD ha perso perché non è stato sufficientemente “Renziano”.
Bisognava evidenziare il suo profilo di partito moderato. Il PD doveva badare a se stesso e non perdere tempo con la coalizione di centrosinistra. Così si sarebbero intercettati i voti della cosiddetta area di centro o comunque del voto delle liste civiche e degli astenuti. Queste non erano forse le maggiori chances del candidato “cattolico” a fronte di un candidato “di sinistra”.

C. La sconfitta della coalizione di Centrosinistra (non del solo candidato sindaco) mette o no in discussione il modo di essere e di lavorare di tutti? E’ apparsa credibile un’alleanza costruita negli ultimi mesi di campagna elettorale? Tutti ci credevamo davvero? Non basterà guardarsi l’ombelico. “Io nel mio piccolo ce l’ho fatta.. hanno sbagliato gli altri”: il PD, il candidato sindaco, la SxPD, la campagna elettorale.. No. Tutti sono messi in discussione. Non è semplice ammetterlo,” non per menare il can per l’aia” ma per capire la profondità dei cambiamenti necessari. Queste mi sembrano le premesse. Se per qualcuno questo è perdere tempo allora non c’è speranza. Quale direzione assumere? Quale opposizione fare? Perché quella che è stata fatta, diciamolo così, negli anni 2009-2014, da partiti e movimenti, non è bastata. Non ha prodotto i risultati sperati.

Punto 2. Rimotivare il Centrosinistra

Bisogna ri-motivare il CS. La sconfitta non è salubre e su questa bisogna lavorare per ritrovare nuove ragioni per stare insieme all’opposizione. Ri-motivare il CS per fargli affrontare un periodo di 5 anni non è impresa da sottovalutare. Non basta guardare indietro (abbiamo un programma, abbiamo già la coalizione..). Oggi serve un nuovo fatto politico. Io lo dico così, altri saranno più efficaci. Bisogna ri-sottoscrivere un impegno – di fronte alla città – che abbia un diverso orizzonte da quello che avevamo previsto. Questo può essere utile a tutti. Ri-sottoscrivere un accordo tra le forze politiche del CS che rinsaldi le volontà unitarie e dica al paese che si riparte insieme e non ognuno per la sua strada. Questo vuol dire anche prendersi un impegno. Non credo sia veramente scontato per tutti.

Punto 3. Alcune proposte

Avanzo alcune proposte la cui fattibilità è tutta da verificare:

1. Un Patto di consultazione/azione da ri-sottoscrivere dai segretari e dai capigruppo di PD, SC, SxPD e IpC per farne uno strumento di iniziativa politica;

2. Uno strumento di comunicazione “unitario”, snello e non costoso, dove raccontare le iniziative dell’opposizione consiliare e cittadina di partiti e movimenti;

3. Una modalità di lavoro comune strutturata con:
– la creazione di gruppi di lavoro unitari sulla matrice delle commissioni consiliari (bilancio, servizi, territorio) a supporto e a rinforzo anche delle attività consiliari e attente quindi anche all’agenda politica;
-alcune iniziative comuni da programmare nei Quartieri (rho-monza, partecipazione, vasche ..)
-una Festa cittadina della coalizione una volta all’anno.

Insomma la sensazione è che non c’è da riprendere un cammino interrotto, dalla sconfitta elettorale. C’è da cambiare strada. Come? Tutti siamo chiamati ad uno sforzo maggiore di quello di difendere le proprie certezze ed il proprio orticello.

A maggior ragione gli iscritti e il mondo attorno al Partito Democratico.

Gianfranco Massetti

Massetti: l’8 giugno io voto convintamente Antonella Caniato

Gianfranco MassettiL’esito delle elezioni europee è stato molto positivo per l’Italia e per il PD. Quello delle comunali di Paderno Dugnano un po’ meno. Oggi non è tempo di bilanci. Siamo chiamati ad un ballottaggio tra Centrosinistra e Centrodestra: tra Antonella Caniato e Marco Alparone. E’ il secondo tempo di una partita difficile ma che possiamo vincere.

Innanzitutto perché non è la prima volta che il Centrosinistra si trova ad inseguire un Centrodestra più avanti. E’ già successo nel 1995 e nel 1999 ed entrambe le volte abbiamo recuperato lo svantaggio e vinto al secondo turno.

Inoltre perché il Centrosinistra ed il suo candidato sindaco è più attendibile e credibile del Centrodestra e del suo candidato sindaco che molti chiamano “Alpiacione”. Senza offendere nessuno ma se è possibile vincere una volta perché c’è un vento favorevole (il berlusconismo del 2008 e 2009) e perché si è fotogenici e paternalisti una seconda volta, ad un Sindaco che si ripresenta si deve chiedere cosa ha fatto e che cosa non ha fatto: su questo deve essere valutato. I cittadini padernesi devono verificare bene a chi dare la fiducia perché il Sindaco Alparone non ha realizzato nulla del suo programma elettorale del 2009 (né il Palazzetto dello sport, né il mercato coperto, né la metropolitana milanese a Paderno, nemmeno il recupero della Cascina Uccello…). Perché dovremmo credergli adesso?

Io poi, avendo fatto l’assessore e il Sindaco di questa città, ho un motivo aggiuntivo per votare Antonella Caniato e difendere così la positiva tradizione di buon governo del Centrosinistra padernese. Questa città ha avuto in 15 anni tre giunte di Centrosinistra (dal 1995 al 2009) che hanno trasformato un paese in una grande città mettendola al centro di molte attenzioni, di molti progetti e di programmi anche fortemente innovativi (il patto del Nord Milano).

na tradizione di buon governo che ci ha portato il Parco Grugnotorto, il Parco del Seveso, l’acquisizione del Parco Spinelli, la nuova biblioteca Tilane, il nuovo Cinema Metropolis, l’arena Estiva alla Cava Nord, tre nuovi asili nido, l’ampliamento delle scuola materna di Cassina Amata, il sottopasso viario di Palazzolo, due palazzine di case popolari,25 Km di piste ciclabili con quella splendida del Canale Villoresi…etc… Mi fermo perché non voglio esagerare.

Se penso ai 5 anni di Alparone che cosa resta? Cosa ha fatto per la Città di Paderno Dugnano questa Amministrazione che chiede ancora la fiducia? Io non ricordo nulla di importante. E’ vero che Alparone non ha aumentato l’IMU ma è altrettanto vero che ha raddoppiato l’IRPEF sui redditi dei lavoratori e dei pensionati. Non ha applicato la TASI oggi, ma non potrà non farlo entro la fine del 2014. Si racconta anche dell’azzeramento di presunti debiti del centrosinistra (sprecone). A parte che chi non distingue tra debiti e investimenti merita una sonora bocciatura in una materia di economia elementare. Chiunque sa che senza un mutuo non avrebbe acquistato la sua casa e forse neppure l’automobile. Se oggi molti di noi possiedono sia l’una che l’altra lo debbono ai sacrifici e agli investimenti che hanno fatto e non ai debiti. Così è stato per la città di Paderno Dugnano che oggi si ritrova ricca di servizi alla persona e di verde pubblico; grazie ad un Centrosinistra lungimirante.

Constato invece che con Alparone (e la crisi) la Città si è spenta; si è fermata fino a ritrovarsi immobile e chiusa in se stessa. Per questo faccio appello a quanti in questi anni mi hanno sostenuto ed hanno avuto fiducia in me, nella sinistra padernese e nella sua tradizione di buon governo, ai molti che hanno creduto nel centrosinistra; ai tanti che in queste settimane mi hanno fatto domande: su di me, sul PD, sulla coalizione, sul candidato.

A tutti dico una cosa sola: ritorniamo al buon governo, ripartiamo dal Centrosinistra.
L’8 giugno votiamo Antonella Caniato.

Gianfranco Massetti

L’articolo originale sul sito di Gianfranco Massetti

Ezio Casati, Gianfranco Massetti: “Successo delle forze dell’ordine, ora è necessario dare alla città strumenti più incisivi”

Operazione anti-ndrangheta – Arresti anche a Paderno Dugnano

In riferimento all’operazione anti-ndrangheta compiuta dalle forze dell’ordine in questi giorni, e che vede coinvolti anche due dirigenti delle Poste di Paderno Dugnano, desideriamo esprimere tutto il nostro apprezzamento per la brillante conclusione delle operazioni di polizia. Ora la magistratura faccia il suo corso e lo faccia in fretta. Vengano sviscerate e debellate tutte le connessioni tra cosche mafiose e imprenditorialità illegale presenti sul nostro territorio.

Dopo la cena della ndrangheta al Falcone e Borsellino, in questi ultimi ultimi anni nella nostra città ci sono stati due attentati dinamitardi contro la sede dei Vigili urbani, un uomo è stato gambizzato, una vigilessa accusata di essere collusa, “spaccate” contro attività economiche, auto bruciate, rapine a mano armata ed aumento della criminalità diffusa. Oggi si ritorna a parlare di criminalità organizzata. E’ purtroppo difficile pensare al nostro territorio come ad un’isola felice esente da criminalità, ma il risultato dell’inchiesta e gli arresti segnano un punto vincente per la legalità.

Ma la politica deve interrogarsi e dotare la città degli adeguati strumenti di sicurezza.

Da amministratori locali di centrosinistra, che hanno governato Paderno Dugnano per quindici anni, constatiamo che durante i nostri mandati la malavita non ebbe il coraggio di emergere con la prepotenza di oggi. Dal punto di vista della trasparenza e dell’onestà nessun amministratore comunale di centrosinistra, in quegli anni, è mai stato colluso con nessuno. Questo lo diciamo, con chiarezza, per rispondere alle “qualunquistiche accuse” sentenziate da consiglieri regionali di movimenti in cerca di visibilità ed in campagna elettorale.

La politica padernese, negli ultimi venti anni, non ha mai spalancato le porte alla criminalità organizzata e non è mai stata collusa con nessuno.

Anzi, le amministrazioni di centrosinistra hanno fatto germogliare a Paderno Dugnano la cultura della legalità. Un centro sociale ed una piazza sono stati dedicati ai magistrati Falcone e Borsellino. Due appartamenti, sequestrati ad esponenti mafiosi a Paderno e Palazzolo, sono stati affidati ad associazioni di volontariato e no-profit. Sempre in quegli anni venne attivato un Tavolo per la sicurezza che monitorava costantemente la situazione di concerto con le forze dell’ordine locale ed infine un “I° Rapporto sulla Sicurezza Urbana”, elaborato nel 2008, che non ha avuto alcun seguito. Con noi è nata una stretta collaborazione con l’associazione “Libera”, ed oggi Paderno Dugnano ospita l’associazione per l’educazione alla legalità “Rita Atria”.

Oggi, più che mai dopo questi arresti, dobbiamo impegnarci tutti affinché la cultura della legalità si diffonda e permei completamente nella società civile. Per questo chiediamo, insieme alle forze di centrosinistra, come fatto da anni, che l’amministrazione comunale costituisca ed insedi al più presto la Commissione consigliare antimafia. Occorrono poi serie politiche di contrasto alla criminalità, un’Osservatorio, politiche di sicurezza partecipata e la costruzione, insieme alle associazioni antimafia, di una serie rete per l’educazione alla legalità.

Il sindaco Alparone, smetta di twittare, e faccia in modo che nella città di Paderno Dugnano vengano attivati tutti gli strumenti necessari alla trasparenza e alla sicurezza. Se in questi ultimi mesi di mandato la Giunta Alparone non si muoverà ci penserà, dopo le elezioni, la nuova giunta di centrosinistra.

Ezio Casati – Gianfranco Massetti
Partito Democratico di Paderno Dugnano

Verso le amministrative di maggio, non prevalgano le logiche di gruppo o di partito

Ora è tempo di andare e di decidere.
In campo ci sono alcune esperienze politiche  e della società civile che sono state protagoniste dell’opposizione alle scelte disastrose del centro destra, sia in Consiglio comunale che nella Città.
Il PD con due candidati (Marco Coloretti e A. Caniato), la nascente Sinistra per Paderno con dentro i consiglieri di PDCI e IDV, gli Ecocivici con la loro proposta di lista unica e di G.Giuranna come candidato.
Altre formazioni stanno decidendo (liste civiche, SC, UDC, PSI, movimenti e comitati).
Adesso è fondamentale che non prevalgano interessi e logiche di partito o di gruppi ristretti che non farebbero che soffocare quanto di nuovo è nato e può nascere.
Proprio adesso  che molti cittadini ed associazioni si vogliono incontrare sui temi del cambiamento di questa Città per scongiurare altri disastri ambientali e per costruire un futuro condiviso, anche con i partiti politici locali che hanno fatto opposizione  a questa maggioranza e che qualche idea da mettere al servizio del futuro possono averla .
Io credo nella funzione dei partiti  ma sono anche convinto che oggi serva “un campo largo” e non si può non vedere quanto di vecchio e di resistente, a volte, ci sia dentro le logiche di potere e quanto i partiti si siano ridotti a puri apparati elettorali finalizzati a raccogliere il consenso e basta.
Andare quindi anche ” oltre i partiti”, ma non senza o contro i partiti.
Se ci sono idee nuove (e ci sono) e se ci sono persone nuove (e ci sono) che vogliono cambiare la politica e i progetti di questa nostra Città, compito dei partiti è di assecondarli e non di soffocarli.
Ascoltare prima di tutto e non prendere decisioni sbagliate frutto di presunte esclusività e autosufficienze.
Le idee e le persone non sono mai autosufficienti.
Al Centro Sinistra e al PD  non basta né il 37% né il 49% dei voti per vincere a Paderno Dugnano.
Quindi fare di necessità virtù (per i più cinici) e  della generosità un metodo (per i più realisti).
Generosità che si chiede innanzitutto al PD, in quanto primo partito, ma anche a tutti gli altri (candidati ed Ecocivici compresi..).
Se si crede all’autosufficienza, o alla vocazione maggioritaria, la strada è segnata.
Ognuno per la sua strada e arrivederci al secondo turno, se ci sarà.
Se invece, più modestamente si fanno i conti con la realtà del consenso locale al Centrosinistra non c’è che la via della coalizione.
Certamente non come in passato: non ve ne sono neppure i presupposti.
Io vedo bene uno schema a tre punte: con il Pd come centravanti e sulle ali (destra e sinistra) diverse formazioni animate da un progetto comune  di cambiamento e di governo della Città.
Se questo è l’obiettivo  non dovrebbe essere difficile superare gli scogli di queste ultime giornate un  po’ caotiche.
Tutti però debbono lasciare sul campo vessilli e stendardi della propria gelosa identità per l’obiettivo del “bene comune”.
Ognuno faccia il suo percorso e poi si mettano insieme idee e persone, in un progetto serio e semplice di cambiamento della Città.
Questo è ancora possibile.

10 febbraio 2014

Gianfranco Massetti

Mauro Anelli e Gianfranco Massetti chiedono un Consiglio Comunale aperto sulla Rho-Monza

Al Signor Sindaco Marco Alparone

Al Presidente del Consiglio Comunale
Comune di PADERNO DUGNANO
Richiesta urgente di Consiglio Comunale Straordinario Aperto e Congiunto con tutti i  comuni coinvolti,  sulla RHO-MONZA 
Premessa l’imminente ultima conferenza di servizio sull’argomento, considerata l’evolversi della progettazione accelerata per l’EXPO 2015, verificata la continua e costante mobilitazione dei cittadini padernesi e dei Comuni confinanti coinvolti in tale progetto infrastrutturale, considerato altresì la grande preoccupazione del Comitato per l’interramento della Rho-Monza per le decisioni intraprese a livelli di Giunta Regionale e dirigenziale che precludono interazioni e/o accoglimenti di modifiche e/o moratorie
con la presente si  chiede  un Consiglio Comunale straordinario APERTO  alla cittadinanza e  CONGIUTO dei cinque Comuni coinvolti dall’infrastruttura, da tenersi il più presto possibile con l’obiettivo di redigere un documento unico dei Comuni da presentare alla prossima conferenza dei servizi
In attesa di risposta urgente si inviano cordiali saluti

Mauro Anelli (Federazione della Sinistra)
Gianfranco Massetti (Partito Democratico)

Gianfranco Massetti: “Ma in 4 anni cosa ha fatto la giunta di centro destra?”

Non sono abituato a raccontare favole né a parlare a cedere alla propaganda. Questo è il peggior difetto che di solito si contesta a chi deve fare opposizione. Ma anni di amministrazione formano anche la qualità e la cultura politica che diventa, inevitabilmente di governo. Per questo credo utile verificare puntualmente le tante cose che andavano fatte per i quartieri di Paderno con quello che è stato effettivamente fatto. Mi sono imbattuto nel Programma elettorale del 2009 che all’ultima pagina aveva una scheda :la n.13 dal titolo “Altri obiettivi per ciascun Quartiere”. La riporto fedelmente e la lascio alla lettura senza commenti. Fate voi e cercate di capire cosa è stato fatto da questa giunta di centro destra. Buona lettura. *********************************************

13. Altri obiettivi per ciascun Quartiere

Calderara • collegamento tra le due cave • nuovo centro con piazza,parcheggi e servizio CDI (ipotesi Breter ) • Riqualificazione zona Cascina Uccello • Riqualificazione scuola don Milani • riqualificazione case Aler di via Armstrong • continuare la riqualificazione della via Riboldi • riqualificazione della via Erba e della Metrotramvia Milano-Desio Cassina Amata • messa a sistema delle aree verdi a nord con connessione quartieri Cassina Amata e Palazzolo • riqualificazione parco urbano Belloni • sistemazione della viabilità con SP 119: Garbagnate-Cassina Amata • Completare la riqualificazione di via Corridori e la sistemazione della zona di via Basso-Malatesta-Bach. • Riqualificazione della via Reali e della Metrotranvia Milano-Limbiate Dugnano • completare la riqualificazione del Centro Sportivo e realizzare il parcheggio esterno • sottopasso ferroviario ciclo-pedonale di connessione Dugnano Est – DugnanoOvest • completamento della Biblioteca multimediale • completamento della Corte Stiria • riqualificazione della scuola Gramsci Incirano • qualificazione area parco del Seveso e ciclo pedonale via Cappellini Paderno • completamento dell’asilo nido/scuola dell’infanzia • spazio pubblico alle Zobbie • acquisizione del parco Scaltrini • sottopasso ferroviario ciclo-pedonale di connessione Paderno est-Paderno ovest • Ampliamento della scuola materna via Battisti Palazzolo Milanese • intervento sulle due scuole, primaria e secondaria di primo livello • completamento della riqualificazione di Via Coti Zelati • completamento del progetto di riqualificazione del Canale Villoresi-pista ciclo pedonale sull’alzaia con superamento delle ferrovie • riqualificazione del parco Borghetto • realizzazione del nuovo centro polifunzionale; della sede di quartiere e della ludoteca nel parco Borghetto (chalet) • Riqualificazione delle vie S. Ambrogio e Mazzini. Verifica della viabilità sia a Palazzolo che ad Incirano attraverso il PUT. • progettazione partecipata per il BTS1(area palazzo Vismara) Villaggio Ambrosiano • sviluppo del progetto di riqualificazione delle abitazioni e del quartiere • riqualificazione scuola Curiel

 Gianfranco Massetti

Agenda 21 “pensare globalmente, agire localmente”

Ringrazio Gianfranco per le sue considerazioni che condivido in pieno.

Ad alcune delle domande che pone propongo, come possibile guida, di valutare insieme i contenuti dell’Agenda 21 di cui pubblico una brevissima introduzione .


La Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo (WCED) delle Nazioni Unite, nel 1987, pubblicò il rapporto Brundtland , conosciuto anche come “Our Common Future“, introducendo il concetto di “sviluppo sostenibile

Nel 1992, nell’ambito della Conferenza ONU su Ambiente e Sviluppo di Rio de Janeiro, fu proposto un piano d’azione articolato per lo sviluppo sostenibile da qui al XXI secolo, un piano di azioni a livello mondiale, nazionale e locale per affrontare le emergenze ambientali e socio-economiche e combattere le disparità economiche e il deterioramento ambientale.

Fu chiamato Agenda 21 (dove 21 sta per XXI secolo).

Nel 1997 si tenne una sessione speciale dell’Assemblea Generale per valutare i primi cinque anni (RIO+5) dall’approvazione dell’Agenda 21 adottando una nuova risoluzione che riconosceva il carattere di disparità che accompagnava il progresso, anche legati alla crescente globalizzazione.

Nel 2002, il Summit Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile a Johannesburg (Earth Summit 2002, WSSD, RIO+10) , concordò il piano di esecuzione per l’Agenda 21 insieme all’identificazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.

A Johannesburg fu sottolineata l’importanza, ai fini del raggiungimento degli obiettivi di Agenda 21, dell’impegno locale anche in partnership pubblico-privato piuttosto che la definizione di nuovi accordi governativi, spesso disattesi.

Di nuovo a Rio De Janeiro nel giugno 2012 per, al momento, ultimo atto: la Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile RIO+20, dove viene ribadito l’impegno per lo sviluppo sostenibile e discusso, tra gli altri, il tema centrale della Green Economy.

Dopo questo breve escursus storico parliamo di Agenda 21 che, contrariamente a quanto spesso inteso, non si occupa solo di ambiente – tra le altre cose auspica meno protezionismo dei mercati a favore dello sviluppo di tutti – ma è, in realtà, costituita da 40 capitoli divisi in 4 macroaree:

  1. Dimensione sociale ed economica: cooperazione internazionale, lotta alla povertà, modifica dei consumi, dinamiche demografiche e sostenibilità, protezione promozione della salute, promozione di sviluppo sostenibile, integrare ambiente e sviluppo nelle decisioni;
  2. Conservazione e gestione delle risorse per lo sviluppo: protezione dell’atmosfera, approccio integrato alla pianificazione e gestione delle risorse della terra, combattere la deforestazione, gestire la fragilità degli ecosistemi, combattere la desertificazione, sostenere lo sviluppo rurale e montano e l’agricoltura, conservare la biodiversità, favorire biotecnologie compatibili con l’ambiente, proteggere mari , oceani e coste, usarne in modo razionale le risorse, difendere l’acqua potabile, gestire in modo ecocompatibile i rifiuti e contrastare il traffico di quelli pericolosi, tossici e radioattivi.
  3. Rafforzare il coinvolgimento dei principali gruppi sociali: donne, bambini e giovani, popoli indigeni e loro comunità, organizzazioni non governative, azioni locali a supporto di Agenda 21, lavoratori e sindacati, settori produttivi, comunità scientifica, agricoltori.
  4. Implementazione del programma: risorse finanziarie, tecnologie ecocompatibili e cooperazione, ricerca scientifica, promuovere conoscenza, educazione e formazione, cooperazione internazionale, strumenti finanziari, strumenti giuridici, divulgare informazione per favorire decisioni corrette.

Per ogni capitolo uno o più obiettivi comprensivi di attività da svolgere con alcuni punti fermi: coinvolgimento e partecipazione,responsabilità e visione condivisa, sostenibilità, monitoraggio.

In un processo partecipativo e democratico che, nella sua definizione ed attuazione, coinvolge tutti i settori sia nella definizione degli obiettivi che nella costruzione delle condizioni per metterli in pratica: consenso, interesse, sinergie, risorse umane e finanziarie.

L’esecuzione dell’Agenda 21 è stata quindi programmata per includere interventi a livello internazionale, nazionale, regionale e locale, uno dei suoi slogan è l’usatissimo “pensare globalmente, agire localmente”.

In Italia l’Agenda 21 è citata sul sito del Ministero dell’Ambiente (ad esempio qui e qui), l’ ultimo bando però è del 2002.

Regione Lombardia ha invece un intero sito dedicato al tema anche se l’ultimo aggiornamento sembra risalire al 2009 e alcuni link non funzionano.

Anche la Provincia di Milano ha una sezione dedicata al tema sul proprio sito pianificazione_territoriale/agenda_21_OFFLINE/ (e già la parola OFFLINE da una cattiva impressione) in realtà non ci sono aggiornamenti recenti e, peggio, molti dei link alle iniziative passate non sono funzionanti.

Per il Comune di Milano infine non ho trovato una sezione specifica e i documenti che citano Agenda 21 o sono vecchi oppure non significativi.

Se vogliamo trovare qualche notizie recente – purtroppo non ho trovata nessuna iniziativa significativa in Lombardia – dobbiamo andare direttamente sul sito del Coordinamento Agenda 21 Locali Italiane, nato nel 1999 per promuovere le Agenda 21 locali con la carta di Ferrara a cui aderiscono, ad oggi, oltre 350 soci tra pubbliche amministrazioni, enti e partner.

L’impressione è che (almeno da noi), dopo un momento di grande interesse all’inizi del nuovo millennio con bandi nazionali e diverse iniziative locali, l’interesse sia via via scemato forse anche a causa della crisi economica sopraggiunta, crisi le cui conseguenze però erano ampiamente previste proprio dai documenti fondanti di Agenda 21.

Come operare oggi soprattutto a livello locale, anche se Agenda 21 prevede un livello nazionale ed uno regionale che andrebbero rilanciati, non è facile definirlo.

Possiamo però dire che i principi ispiratori di Agenda 21 – responsabilità e visione condivisa, partecipazione e partnership – restano validi e, a mio avviso, possono e devono essere presi in considerazione nella prossima proposta di governo per la Città di Paderno Dugnano.

Oscar Figus

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