Ezio Casati

Comunicato stampa – Ezio CASATI – Candidato per il centrosinistra al Collegio uninominale di CINISELLO BALSAMO

Candidatura alla Camera dei Deputati – Collegio uninominale di Cinisello Balsamo

Ezio Casati: “Sarò sul territorio per ascoltarlo e rappresentarlo”

La Direzione del PD nazionale, dello scorso 26 gennaio, mi ha indicato a rappresentare il centrosinistra nel mio collegio, quello di Cinisello Balsamo che comprende i comuni di Muggiò, Nova Milanese, Varedo, Senago, Cusano Milanino, Cormano, Cinisello Balsamo e Paderno Dugnano. Sarò il candidato alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale, non avrò quindi nessun “paracadute”, o si vince o si sta a casa.

Questa ricandidatura, dopo la prima esperienza parlamentare appena conclusa, mi riempie di orgoglio e di responsabilità, perché come in precedenza, intendo offrire la mia esperienza al servizio di questo territorio, il mio territorio.

In questa campagna elettorale ci vedremo nelle piazze, ai mercati, ai gazebo che già tanti volontari si sono offerti di allestire. Sarò il portatore dei valori che la coalizione del centrosinistra porta con sé. Per questo voglio incontrare tutte le persone, le associazioni, le imprese, le categorie e le rappresentanze delle migliori esperienze che il territorio esprime. Il Nord Milano e la Brianza, che costituiscono il mio collegio elettorale, sono infatti portatori di una storia eccellente fatta di piccole e grandi imprese, volontariato, accoglienza, rispetto per le persone e le differenti culture.

Essere candidato a rappresentare un territorio significa, per me e per il mio modo di fare politica, costruire un serio lavoro di ascolto delle persone, delle famiglie, delle imprese e delle realtà che lo vivono e lo rendono unico.

E’ un lavoro già iniziato nei cinque anni passati come rappresentante della Camera dei Deputati ed ora, se la cittadinanza lo vorrà, potrò continuare a farlo.

La novità di questa mia candidatura, della quale ringrazio gli esponenti della Segreteria milanese, lombarda e nazionale del PD, si configura con il meccanismo delle elezioni dirette. Il mio nome sarà sulla scheda e il mio volto sui manifesti, ma soprattutto io sarò sul territorio per proporre e per ascoltare le persone. Perché mi sento profondamente figlio di questa terra che amo. Insieme possiamo farcela!

Ezio Casati

RIFORMA DEL TERZO SETTORE tra opportunità e consigli pratici

Iniziativa a cura del
PD Sesto San Giovanni

LUNEDÌ 23 OTTOBRE 2017, ore 18.00
presso Salone “Loris Fantini”
della Casa delle associazioni e del volontariato
Piazza Abramo Oldrini 120 – SESTO SAN GIOVANNI

Causa maltempo annullati gli eventi della Festa de l’Unità

Informiamo i cittadini che a causa delle condizioni del tempo gli eventi in programma questa giornata, alla Festa de l’Unità di Paderno Dugnano sono annullati. La pioggia continua ci ha convinti a soprassedere e non permette di promuovere le iniziative della festa con la dovuta sicurezza, ce ne scusiamo e teniamo a precisare che i dibattiti annullati saranno rinviati e promossi nelle prossime settimane.

Domani sera, lunedì 11 settembre, in diretta sulla pagina Facebook, i responsabili del circolo PD procederanno all’estrazione a premi della sottoscrizione. L’elenco dei premiati sarà pubblicato sui social network, sul sito del PD e affisso presso la sede del PD di via Gramsci.

I promotori della Festa de l’Unità tengono a precisare la loro soddisfazione per la riuscita degli eventi promossi fino ad oggi. Buona la partecipazione e stimolanti e riusciti gli incontri con gli esperti e gli esponenti nazionali del PD. Grazie a tutti: ospiti, volontari e cittadini. Vi aspettiamo all’edizione del 2018!

Paola Cattin, segretario cittadino PD
on.le Ezio Casati, deputato PD

Festa de l’Unità di Paderno Dugnano – Edizione 2017. Una comunità che discute

Una comunità viva è una comunità che discute, si incontra, dialoga e approfondisce. Questo vogliamo fare a Paderno Dugnano dal 7 al 10 settembre prossimi, questo è il messaggio che vogliamo lanciare dalla Festa de l’Unità di Paderno Dugnano, edizione 2017.

Mentre la città è in vacanza stiamo cercando adesioni e programmando dibattiti interessanti, non solo su temi di scala nazionale e internazionale, come i vaccini o l’accoglienza ai migranti, ma anche il consumo di suolo a Paderno. Si tratta di un tema, quest’ultimo che vogliamo approfondire, rilanciato dalla maggioranza di centrodestra con progetti dal forte impatto per la nostra città.

L’altra importante novità, oltre ai contenuti, della Festa de l’Unità padernese sarà il luogo: questa edizone saremo nel cuore della città, presso la piazza del Mercato in via Oslavia.

Ecco alcune anticipazioni della Festa da un programma, tuttora work-in-progress. L’inaugurazione della Festa, giovedì 7 settembre, alle ore 18, avrà per tema l’Accoglienza ai migranti.

Ospiti: l’on.le Paolo Beni, membro della Commissione bicamerale sull’Immigrazione e don Massimo Mapelli della Caritas Ambrosiana. Alle ore 21 Giorgio Gori, sindaco di Bergamo e candidato del centrosinistra alle prossime regionali, presenterà, insieme al segretario regionale Pd Alessandro Alfieri, la Proposta democratica per la Lombardia.

Venerdì 8 settembre la festa dell’Unità padernese ospiterà, alle ore 18, Maria Elena Boschi, già Ministro per le Riforme e attuale Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Con lei discuteremo sul tema “PD una comunità in dialogo. I “Mille giorni” del Governo Renzi e la continuità con il Governo Gentiloni”.

In serata un caffè democratico con l’on.le Lia Quartapelle della Commissione Esteri della Camera e l’eurodeputato Patrizia Toia, capodelegazione del PD al Parlamento Europeo.

Queste le principali iniziative confermate, le altre e il programma dettagliato saranno rese note nelle prossime settimane.

Alla Festa democratica sarà possibile trovare stand gastronomici e intrattenimento per grandi e piccini, per tutti i gusti e le età. Dal 7 al 10 settembre vi aspettiamo alla Festa de l’Unità di Paderno Dugnano.

Paola Cattin, segretario PD di Paderno Dugnano

on.le Ezio Casati, deputato PD 

>> SCARICA IL PROGRAMMA DELLA FESTA DE L’UNITÀ 2017 IN PDF <<

La Lega dice il falso, con le mie giunte abbiamo ridotto i volumi del Pgt

COMUNICATO STAMPA dell’on. Ezio Casati

In merito alle recenti esternazioni della Lega Nord sull’attuale ipotesi di una variante urbanistica, tengo a precisare e a smentire quanto dai lumbard locali asserito.

Negli anni in cui Paderno Dugnano è stata guidata da amministrazioni di centrosinistra, ed io ero sindaco, abbiamo solo ridotto i volumi del Pgt, è quindi falso e strumentale dire, oggi, che abbiamo cementificato.

La Lega ha la memoria corta e soprattutto vuole coprire le sue scelte attuali, che vanno verso il consumo di suolo e verso il disboscamento urbano. Quando non si hanno motivazioni per difendere le proprie scelte si guarda indietro e si raccontano menzogne.

Ritengo invece utile che la cittadinanza, sia informata e resa partecipe di due varianti dai contorni estremamente confusi, se non dannosi per il futuro di Paderno Dugnano. L’ampliamento del Carrefour, a nessun vantaggio del centro cittadino e del commercio locale (già pesantemente in crisi) e il piano Re-3 che annulla il giardino pubblico di via Gorizia per edificare nuovi appartamenti. In questo esprimo sintonia verso il PD locale e appoggio gli interrogativi posti in Consiglio comunale, e nelle sedi opportune, dal gruppo e dalla segreteria del Partito Democratico.

Fine vita, consenso informato e DAT – Dichiarazione Anticipata di Trattamento – Intervento dell’on. Ezio Casati alla Camera dei Deputati

Fine vita…il mio intervento di oggi in Aula…su consenso informato e Dat.

Pubblicato da Ezio Casati su Lunedì 13 marzo 2017

Intervento alla Camera dei Deputati – 13 marzo 2017

PRESIDENTE. È iscritto a parlare l’onorevole Casati. Ne ha facoltà.

EZIO PRIMO CASATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questi anni i progressi medico-scientifici ed una diversa sensibilità dell’opinione pubblica sul delicato tema del fine vita hanno impegnato e responsabilizzato il Parlamento italiano ad un serio dibattito. Siamo oggi giunti, dopo un lungo lavoro in Commissione, ad una proposta sul consenso informato e sulle disposizioni anticipate di trattamento. Si tratta di un lavoro approfondito, serio, una proposta che la Camera si trova oggi a dibattere che pone in essere strumenti equilibrati e non ideologici in grado di tutelare la volontà e soprattutto la dignità delle persone malate in situazioni drammatiche, dolorose, sulle quali la prospettiva di vita sembra non dare speranze. Il testo, che parte con gli obiettivi della legge di ribadire ciò che recitano gli articoli 2, 3, 13 e 32 della nostra Costituzione e gli articoli 1, 2 e 3 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, parla sia del diritto alla vita sia della responsabilità diretta dei soggetti, quindi un insieme di norme che già nel dettato costituzionale trovano una linea. Il testo è equilibrato, leggero, che parla di consenso informato non come un atto burocratico volto soltanto a riempire un modulo, ma che parla della dichiarazione anticipata di trattamento come di una volontà, che può essere leggera, quando è espressa molto tempo prima del momento in cui chi la esprime si trova nella malattia più profonda, e che invece è data magari in maniera più dettagliata, accompagnati dal medico, nel momento più vicino alla fine. Però sono due atti che portano con sé la consapevolezza di non essere lasciati soli, ma di camminare lungo un percorso della vita che prevede anche l’arrivo alla morte in maniera informata. Io non sono catalogato né tra chi sostiene di essere l’esercito della vita né tra chi sostiene di essere l’esercito della morte: penso di tutelare quella cultura che porta con sé la pienezza della vita, come una persona che ha la consapevolezza che bisogna concepire la vita come un bene ineludibile e non come un bene finto.

Troppe volte, negli anni, dal dramma di Eluana Englaro fino al più recente caso del dj Fabo, gli italiani hanno rimproverato alla politica e alle istituzioni di essere in ritardo, di non essere all’altezza, di non essere in grado di esprimere una normativa in grado di tutelare le volontà ultime della persona nei terribili momenti nei quali il dolore e le terapie non offrono alcuna possibilità di ripresa. Si tratta, a mio avviso, di sgomberare il campo da diversi equivoci: la normativa sul consenso informato e sulle DAT non presuppone alcun riferimento agli esiti di eutanasia. Questo è il primo elemento da valutare. Non stiamo legiferando sull’eutanasia o sul suicidio assistito, non credo che lo Stato potrà mai arrogarsi il diritto di decidere sulla morte di un suo cittadino, nemmeno in casi estremi, nemmeno con il consenso dello stesso cittadino.

Non esiste, dal punto di vista storico e giuridico, nel contesto dello Stato moderno di diritto, la capacità dello Stato di decidere o di delegare ad altri la morte anticipata delle persone. Lo Stato moderno, democratico, liberale e sociale impone, invece, la tutela costituzionale della vita e della dignità dei suoi cittadini. Ogni uomo viene difeso costituzionalmente nel suo diritto ad esistere, vivere in salute e contribuire al benessere collettivo.

Permettetemi di riprendere alcune riflessioni del cardinal Martini, che rilasciò nel 2007 a Il Sole 24 Ore. Alla vigilia dei suoi ottant’anni, il cardinal Martini riflette sulla vita e la malattia e chiarisce che l’eutanasia non va confusa con il rifiuto all’accanimento terapeutico: c’è l’esigenza di elaborare norme che consentano di respingere le cure per stabilire se un intervento medico sia appropriato; non ci sono regole generali e non può essere trascurata la volontà del malato e della malattia.

La crescente capacità terapeutica della medicina consente di protrarre la vita pure in condizioni un tempo impensabili. Senz’altro il progresso medico è assai positivo, ma nello stesso tempo le nuove tecnologie, che permettono interventi sempre più efficaci sul corpo umano, richiedono un supplemento di saggezza per non prolungare i trattamenti, quando ormai non giovino più alla persona.

È di grandissima importanza, in questo contesto, distinguere tra eutanasia e astensione dall’accanimento terapeutico, due termini spesso confusi. Il primo si riferisce a un gesto che intende abbreviare la vita causando positivamente la morte; il secondo consiste nella rinuncia all’utilizzo di procedure mediche sproporzionate e senza ragionevole speranza di esito positivo. Evitando l’accanimento terapeutico non si vuole procurare la morte, si accetta di non poterla impedire, assumendo così i limiti propri della condizione umana mortale.

Occorre un attento discernimento che consideri le condizioni concrete, le circostanze e le intenzioni dei soggetti coinvolti. In particolare, non può essere trascurata la volontà del malato, in quanto a lui compete, anche dal punto di vista giuridico, salvo eccezioni ben definite, di valutare se le cure che gli vengono proposte in tali casi di eccezionale gravità siano effettivamente proporzionate.

Del resto, questo non deve equivalere a lasciare il malato in condizioni di isolamento nella sua valutazione e nella sua decisione, secondo una concezione del principio di autonomia che tende erroneamente a considerarla come assoluta. Anzi, è responsabilità di tutti accompagnare chi soffre, soprattutto quando il momento della morte si avvicina: la sedazione del dolore, le cure infermieristiche. Proprio in questa linea si muove la medicina palliativa, che riveste quindi una grande importanza.

Dal punto di vista giuridico rimane aperta l’esigenza di elaborare una normativa che, da una parte, consenta di riconoscere la possibilità del rifiuto informato delle cure, in quanto ritenute sproporzionate dal paziente, dall’altra, protegga il medico da eventuali accuse, come quello di essere condiscendente, quindi ci sia un aiuto al suicidio, senza che questo implichi in alcun modo la legalizzazione dell’eutanasia.

La realtà è molto più complessa di come la descriviamo. Ogni situazione, ogni persona malata, ogni fine vita sono diversi e complessi. Una cosa è certa: ogni persona ha dentro un’irriducibile forza vitale che lo spinge ad andare avanti a sperare, a tentare con ogni sforzo di aggrapparsi alla vita.

Anche nei drammatici casi ai quali abbiamo assistito recentemente c’era un doloroso grido alla vita e alla dignità della persona, un irriducibile e doloroso richiamo alla tutela della persona umana. È sbagliato, è fuorviante, a mio modesto parere, pensare che in questa materia esistano

solo due alternative opposte, antitetiche: soffrire senza speranza o, all’opposto, chiedere di morire. Chiedere la morte per le troppe incurabili sofferenze è sempre doloroso e non credo possa iscriversi nella tradizione della libertà personale. Chiedere di alleviare le sofferenze, di ridurre il dolore, chiedere di evitare cure inutili e non risolutive è invece doveroso come non comprendere l’accanimento terapeutico.

Vorrei chiudere il mio intervento richiamandomi ad un documento elaborato recentemente dalle commissioni etico-teologiche della Chiesa cattolica lo scorso febbraio. Nella sezione del morire viene considerato l’atteggiamento davanti al malato nella fase terminale della malattia luogo di verifica della professionalità e della responsabilità etica degli operatori sanitari. In questo ambito un aspetto molto attuale e considerato dalla Carta, oggetto di questi giorni di molte discussioni nel Parlamento italiano, è il riferimento all’espressione di anticipo da parte del paziente alle sue volontà circa i trattamenti ai quali desidererebbe o non desidererebbe essere sottoposto nel caso in cui, nel decorso della sua malattia, a causa dei traumi improvvisi, non fosse più in grado di esprimere il proprio consenso. La Carta afferma che non è comunque un mero esecutore…

PRESIDENTE. Concluda.

EZIO PRIMO CASATI. Tema ugualmente rilevante è quello della nutrizione e dell’idratazione anche artificialmente somministrata.

PRESIDENTE. Grazie.

EZIO PRIMO CASATI. Concludo proprio in dieci secondi. Considerate che le cure sono dovute al morente quando non risultino troppo gravose o di alcun beneficio. Ci si aspetta quindi che siamo chiamati ad un compito impegnativo…

PRESIDENTE. Deve concludere.

EZIO PRIMO CASATI. …ma sono convinto che sapremo assolverlo con la giusta saggezza

Cena di sottoscrizione PD Zona Nord-Est – Basta un Sì

Cena di sottoscrizione per finanziare le attività della zona Nord-Est
e la campagna referendaria “Basta un Sì”

Venerdì 11 novembre – ore 20:30
c/o Salone Matteotti – Via Primo Maggio 5 – Cinisello Balsamo (MI)

info e prenotazioni: pdzonanordest@gmail.com
o chiamare ai numeri 3384543747 o 3384034441

CENA PD ZONA NORD EST

Il PD e le sfide del Cambiamento: Referendum-Europa-Riforme

Iniziativa a cura del
PD Zona Nord-Est

LUNEDÌ 25 LUGLIO 2016, ore 21.00
presso Auditorium “Il Pertini”
Piazza Confalonieri 3 – CINISELLO BALSAMO

guerini-fiano

 

Elezioni amministrative e renzismo

Dopo i risultati del primo turno alle amministrative, in attesa dei ballottaggi, ho letto molto, ho ascoltato tante persone ed ho riflettuto sul risultato elettorale e sulle prospettive future, innanzitutto del Paese e poi del mio partito, il Partito Democratico. Sono contento del risultato? No assolutamente no.

 

Non ritengo corretti però i “de profundis”, a volte cantati e a volte sperati dentro e fuori il PD, nè condivido chi dice è andata malissimo o male. Partiamo dal dato elettorale di Milano. Il PD prende in percentuale più voti delle passate amministrative, la lista Sala va bene, chi sta sotto le aspettative è invece la lista Arancione, uscita ridimensionata dalla divisione con la componente di Basilio Rizzo, il quale dopo le primarie decise di non sostenere il candidato Beppe Sala.

 

In campo avverso il candidato Parisi ottiene un buon risultato, frutto di un centrodestra unito che mette insieme tutte le forze politiche che governano la Regione Lombardia. I disastri dell’attuale Palazzo Lombardia a guida Maroni mi paiono assolutamente evidenti a tutti.

 

Ricordiamoci che a Milano, prima della positiva esperienza amministrativa di Giuliano Pisapia, si veniva da venti anni di governo leghista e di centrodestra. Quale sarebbe quindi la prospettiva di crescita e sviluppo che questo centrodestra potrebbe dare all’area Metropolitana di Milano? A mio avviso il nulla e comunque Beppe Sala sta davanti. A Bologna, invece, la competizione si gioca fra Merola sostenuto dal PD e dal centrosinistra – avanti di 17 punti – e la leghista Bergonzoni con una coalizione di centrodestra.

 

L’analisi sul risultato elettorale di Roma non può prescindere da due elementi: la disastrosa esperienza di governo dell’amministrazione di centrodestra del sindaco Alemanno e l’opportunità sprecata dal sindaco Marino, che con un’ampia maggioranza di centrosinistra ha fallito. Le sue responsabilità personali e l’inadeguatezza del ruolo sono stati evidenti. Per chi frequenta Roma quattro giorni la settimana, vi posso garantire, le carenze amministrative e nella gestione sono sotto gli occhi di tutti. Va poi aggiunta la vicenda di mafia capitale che ha travolto, con intrecci fra delinquenza, mafia e mala-politica, varie persone, associazioni ed anche esponenti dei partiti. Nel gestire una situazione complicata come quella del Sindaco Marino, difeso dal PD per lungo tempo, sono stati fatti parecchi errori ma il sindaco ce ne ha messo di suo.

 

Ora, vicini ai ballottaggi, il sistema politico nazionale sembra delinearsi, con scenari diversi da città a città, in maniera tripolare: PD, M5S e Centrodestra. Roma è l’unica città dove i Grillini sembrano prevalere, Giachetti ha comunque ottenuto un secondo posto meritevole; mentre a Torino l’ottimo sindaco Piero Fassino ha un vantaggio di 11 punti sulla sfidante grillina. Cagliari è l’esempio della serietà del PD. Quando noi sosteniamo un sindaco lo facciamo davvero e non poniamo distinguo, se non nei programmi. Questo, mi si consenta, non lo riscontro nelle parcellizzate forze della sinistra più radicale che tra l’altro non ottengono grandi risultati. Nella nostra Lombardia e in tutta Italia, infine, sono centinaia i sindaci targati PD o sostenuti da liste civiche di centrosinistra ad aver vinto subito al primo turno.

 

Che cosa bisogna fare adesso? Per chi crede nel PD e nel progetto del centrosinistra occorre mettere in campo le risorse per una campagna elettorale senza polemiche interne e con convinzione. Parlando con le persone e  cercando di spiegare loro le ragioni della nostra cultura amministrativa e delle nostre capacità di buon governo. Illustrando a tutti i progetti che proponiamo per ogni città o comune. Solo così possiamo vincere i ballottaggi.

 

Il rischio evidente, nei ballottaggi, è che per dare addosso al Governo Renzi tutti si coalizzino contro il PD. E’ possibile ma esprime, a mio avviso, un profilo basso della politica. Per dare una lezione al governo nazionale ci si coalizza contro, persino con alleanze “innaturali” dove, in funzione anti PD, si arriva a sostenere anche un proprio avversario. Mi dispiace, ma questa non è la mia logica!

 

Va tutto bene nel PD? No, occorre fare il punto politico e programmare il futuro. Per questo il segretario Matteo Renzi ha messo a disposizione il Congresso anticipato. Lo statuto del PD prevede che i ruoli di premier e segretario sono ricoperti dalla stessa persona. Ed anche ieri, quando le disastrose elezioni politiche del 2013 videro il segretario Pierluigi Bersani ottenere un incarico (poi fallito) per formare il Governo, la linea premier-segretario era la stessa. Con parecchia incoerenza, oggi, molti esponenti PD negano tutto questo. Pare che Renzi debba essere sempre sotto esame, tutte le cose che fa o propone sono da mettere sotto la lente d’ingrandimento.

 

Per concludere: il centrosinistra, senza un PD unito, non ha prospettive ed io penso che dobbiamo essere grati a Matteo Renzi per aver dato una scossa al PD e all’Italia. Valorizziamo il lavoro fatto e concentriamoci su quello da fare, con la certezza di avere competenze, progetti e idee nuove per il futuro delle città e dell’Italia intera. Mettendo sempre al centro dei progetti i cittadini, le famiglie e le imprese. 

 
On.le Ezio Casati

Chi e perché ha ucciso Aldo Moro

Iniziativa promossa dal
Circolo PD di Paderno Dugnano
Venerdì 27 maggio 2016, ore 20:45
Aula Consiglio Comunale
via Grandi 15 – Paderno Dugnano

(ingresso da Piazza della Resistenza)

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