consiglio comunale

Questioni aperte? Silenzio, va tutto bene!

Calderina_LUGLIO2016

 

Articolo a cura del Gruppo Consiliare PD
apparso su “La Calderina”
– Notiziario comunale di Paderno Dugnano –
n° 3, giugno/luglio 2016, p. 14

 

Daniela Caputo – INTERROGAZIONE: cassonetti abiti usati abusivi o autorizzati? Di chi sono i cassonetti? Facciamo conoscere a tutti i cittadini la filiera della solidarietà

Paderno Dugnano, 16 maggio 2016

Alla C.A. dell’Assessorato competente
Del Sindaco
Del Segretario del Consiglio Comunale
Del Presidente del consiglio comunale
del Comune di Paderno Dugnano

 

INTERROGAZIONE: CASSONETTI ABITI USATI ABUSIVI O AUTORIZZATI? DI CHI SONO I CASSONETTI?
FACCIAMO CONOSCERE A TUTTI I CITTADINI LA FILIERA DELLA SOLIDARIETÀ

La sottoscritta Consigliera Comunale Daniela Caputo del Gruppo consiliare PD

Premesso Che

  • Sul territorio di Paderno Dugnano sono presenti dei contenitori di stoccaggio e raccolta di abiti dismessi, si fa ad esempio cenno a quello installato in Via Trento (di cui si offre fotografia) e quello presente nel quartiere di Cassina Amata installato sul marciapiede che porta alla scuola materna di Via Corridori;

  • il settore Opere per il Territorio e per l’Ambiente è dotato di un protocollo per il servizio di raccolta differenziata di manufatti tessili e non, quali indumenti, corredi e scarpe usati, attuato mediante conferimento in raccoglitori collocati su aree demaniali appositamente concesse in uso;

  • il regolamento, di cui sopra, aveva previsto il bando di gara con offerta entro il 24.01.2013 a pena di esclusione;

  • Nel piano del Diritto allo studio del 2014-2015 si era, altresì, inserito un progetto quello relativo alla Caritas chiamato “Dona Valore” facendo ospitare neicortilidelle nostre scuole i cassonetti gialli per la raccolta di Tessuti-abiti-scarpe etc. per ovviare ad una grossa miticità riscontratasi anche sul nostro territorio;

  • Guardando all’oggi, viene riferito da numerosi cittadini che ci sono nuovi cassonetti installati da pochissimo quali ad es. di Via Trento posizionato il 27 gennaio 2016;

  • I cassonetti installati non riportano, inoltre, il logo dell’appaltatore, che si è aggiudicato il bando per la raccolta autorizzata sul Nostro territorio Comunale, o comunque della società, tanto meno quello del Comune di Paderno Dugnano, che sarebbe buona regola ai fini della trasparenza e per evitare confusione, cosa che servirebbe ad incentivare la partecipazione alla solidarietà;

  • I cassonetti sono spesso contornati da sacchi e merce di ogni tipo al di fuori degli stessi, creando accatastamenti e stoccaggi per giorni e giorni che recano pregiudizio alla stessa buona iniziativa di solidarietà dei nostri cittadini;

  • anche il decoro urbano passa dalla cura del servizio offerto sarebbe quindi importante curarne la periodicità di raccolta del servizio;

Considerato che

La solidarietà è un valore umano importante che ci deve trovare uniti e collaboranti.
Così come, uniti e collaboranti dobbiamo essere innanzi alla veicolazione della cultura della legalità che abbraccia in sé, anche, il valore della cooperazione e della solidarietà tra esseri umani

Questa Consigliera Comunale Interroga la Giunta ed il Sindaco per conoscere e sapere:

  1. Se conoscono dell’esistenza di questi cassonetti e se quindi siano autorizzati dalla Nostra Amministrazione Pubblica?

  2. Se abbiano fatto ingresso attraverso il bando di gara di cui nelle premesse o attraverso altra norma e se sì quale?;

  3. Ma cosa più importante, come mai i cassonetti non riportano alcun logo riferibile al loro progetto o al loro Appaltatore e nessuna menzione al Comune di Paderno Dugnano, ingenerando purtroppo confusione nel Cittadino che rischia di confonderli con quelli a volte menzionati dalla cronaca, ovvero quelli non legali?

  4. Possiamo mettere il logo del Comune di Paderno Dugnano e della società a cui appartengono così da renderli facilmente riconoscibili?

  5. Quante volte passa l’appaltatore autorizzato a raccogliere il materiale stoccato da smaltire e se se ne conosce la filiera di smistamento si chiede di enunciarla ed a chi vengono assegnati?

Si allegano foto per presa visione da parte dell’Amministrazione dei cassonetti di cui in oggetto, le foto sono da ritenersi parte integrante del presente atto.

Con osservanza.

Paderno Dugnano, 16 maggio 2016

Consigliera Comunale
Daniela Caputo

Efrem Maestri – INTERPELLANZA – Registro comunale per il diritto del minore alla bigenitorialità

– Al sig. Sindaco di Paderno Dugnano,
Marco Alparone;

– Al sig. Presidente Consiglio
Comune Paderno Dugnano,
Umberto Torraca

– Al sig. Assessore delegato in materia;

E, p.c. :

– Ai sigg. Capigruppo consiliari

Oggetto: INTERPELLANZA – Registro comunale per il diritto del minore alla bigenitorialità

Il sottoscritto consigliere comunale

PREMESSO CHE:

  • durante la seduta consiliare del 27 aprile 2015 è stato presentato l’Ordine del Giorno, prot. n. 10534 del 02/03/2015, sulla “Istituzione del registro comunale della bigenitorialità”;

  • l’OdG summenzionato è stato approvato all’unanimità dei consiglieri presenti (21 su 24);

CONSIDERATA:

  • l’importanza dell’istituzione di tale registro, in quanto entrambi i genitori avranno la possibilità di registrare la propria diversa domiciliazione legandola al nominativo del proprio figlio, in modo che le tutte le istituzioni che si occupano del minore possano conoscere i riferimenti di entrambi i genitori e renderli partecipi delle comunicazioni che lo riguardano;

 

Interpella il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  • gli esiti, qualora siano stati già avviati, del confronto con le Amministrazioni Comunali che hanno già provveduto all’attivazione del Registro comunale per il diritto del minore alla bigenitorialità, al fine di istituirlo nella nostra Città;

  • a che punto sia l’iter per l’approvazione del Regolamento comunale per la tenuta del Registro di cui all’oggetto e, qualora fosse iniziato, quali sono le cause del ritardo;

  • se è intenzione presentare il predetto Regolamento comunale, nelle sedi competenti, entro la fine dell’anno 2016;

  • se è intenzione promuovere presso la cittadinanza, prima della sua introduzione, il Registro comunale per il diritto del minore alla bigenitorialità attraverso un’adeguata campagna di sensibilizzazione.

Chiedo altresì che la presente interpellanza sia iscritta all’OdG del primo Consiglio Comunale utile, in attesa di sollecita risposta scritta.

Cordiali saluti.

Paderno Dugnano, 12/05/2016                                                                        

Efrem MAESTRI
(Partito Democratico)

Daniela Caputo – ORDINE DEL GIORNO – Sollecito al Parlamento ad emanare una norma penale che preveda e punisca il reato di tortura

Al Presidente del Consiglio Comunale
Alla Segretaria del Consiglio Comunale
Al Sindaco
Al Presidente della Commissione servizi
Ai Commissari della Commissione servizi
A tutti i Consiglieri Comunali

O.d.G.
Sollecito al Parlamento ad emanare una norma penale che preveda e punisca il reato di tortura

 

La sottoscritta Daniela Caputo, Consigliera Comunale di Paderno Dugnano, propone il seguente O.d.G.

Premesso che

– A New York, il 10 dicembre 1984, le Nazioni Unite hanno emanato la “Convenzione contro lo tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti“, in cui è previsto che ogni Paese aderente si adoperi per perseguire, penalmente, quegli atti di tortura delineati dall’art. 1 della Convenzione stessa. In particolare, all’art. 2 è previsto che: “Ogni Stato parte adotta misure legislative, amministrative, giudiziarie e altre misure efficaci per impedire che atti di tortura siano commessi in qualsiasi territorio sottoposto allo sua giurisdizione” e l’art. 4 impone ad ogni Parte di assicurare che: “Tutti gli atti di tortura siano illeciti penali, passibili di pene adeguate che tengano conto della loro gravità“;

– l’Italia, nel 1988, ha ratificato la Convenzione di cui sopra e nel 2012, con la Legge 195/2012, ha ratificato anche il Protocollo opzionale del 2002 alla Convenzione di New York;

– nonostante ciò, ad oggi, il reato di tortura non è ancora previsto e punito nel nostro Paese;

considerato che

– tale comportamento omissivo del legislatore italiano, nel corso degli anni, è stato oggetto di svariate censure da Associazioni che si occupano di diritti umani e di organi giurisdizionali sovranazionali;

– in particolare, nell’aprile del 2015, relativamente alle violenze perpetrate nella scuola Diaz (G8 di Genova del 2001), la Corte Europea dei Diritti Umani (CEDU) ha condannato I’Italia, in quanto il nostro Paese ha un quadro giuridico inadeguato relativamente alla repressione della tortura;

– tra il gennaio e febbraio di questo anno, in Egitto, ha trovato la morte con estrema sofferenza, causatagli da torture, un nostro ricercatore italiano, apprezzato studente dell’università di Cambridge, Giulio Regeni. Ed anche in caso di, eventuale, individuazione dei soggetti a cui attribuire la morte e le sevizie del nostro cittadino, in base alle norme di diritto internazionale, non potremmo, comunque, imputare anche tutte le atrocità subite dal giovane per giorni, come rivelato dalle autopsie effettuate, per mancanza della fattispecie del reato di tortura;

visto che

– dal 1996 ad oggi, sono 66 le proposte di legge aventi ad oggetto la tortura, la maggior parte delle quali non ha neppure iniziato I’iter parlamentare;

– il 9 aprile del 2015, è stata approvata, con modifiche, dalla Camera dei Deputati la proposta di legge C. 2168, già approvata dal Senato, che introduce, nel codice penale, il reato di tortura;

– tale proposta è pertanto tornata in Commissione Giustizia del Senato, dove è stata oggetto di ulteriori modifiche – e pertanto, per l’approvazione definitiva dovrà tornare nuovamente alla Camera – e, comunque, risulta “ferma” a Palazzo Madama da svariati mesi;

dato che

– ulteriori dilazioni agli obblighi internazionali sopra ricordati e alle esigenze di civiltà giuridica sottesi, rendono urgente ed improrogabile l’adozione, da parte del nostro legislatore, di una norma che introduca il reato di tortura;

– Milano ha dato i suoi natali a Cesare Beccaria, cittadino tra i più illustri, che con il saggio “Dei delitti e delle pene”, pubblicato nel 1764, scrisse un trattato fondamentale contro la pena di morte e la tortura, ancora oggi pietra miliare nella storia del pensiero filosofico e giuridico mondiale relativamente al settore della giustizia penale.

– Visto che Paderno Dugnano che è parte del contesto Milanese da secoli e che tutti i Comuni dell’Hinterland hanno beneficiato dei natali dell’eccelso Beccaria, si pensi ad esempio al pregio del Carcere di Bollate, che ne segue la profonda valenza non afflittiva, ma rieducativa; perché solo un cittadino che paghi con dignità la sua pena e che si renda non inumano nella trattazione della stessa potrà tornare nel contesto sociale e civile come un retto consociato e potrà onestamente reinserirsi. Lo stesso Voltaire, che ebbe ad essere illuminato dal nostro Cesare Beccaria, ebbe a scrivere: “Non fatemi vedere i vostri palazzi ma le vostre carceri, poiché è da esse che si misura il grado di civiltà di una Nazione“. L’Hinterland Milanese, purtroppo, non è rappresentativo di tutta la Nazione, ma, forte di questa efficienza, deve avere l’onere di dare una spinta propositiva all’Italia intera, ed è per questo che si

invita

il Sindaco e la Giunta a sollecitare il Parlamento a emanare, nel tempo più breve possibile, una legge che preveda e punisca il reato di tortura nel nostro Paese, e nel fare questo di dare visibilità al presente Ordine del Giorno attraverso la stampa locale, attraverso “La Calderina” e sul sito istituzionale del Comune di Paderno Dugnano.

Paderno Dugnano, 19 aprile 2016

Daniela Caputo
Consigliera comunale

Libertà è partecipazione

70x100_Libertà partecipazione

Via Sant’Ambrogio, i cittadini devono essere informati

SAMBROGIO_cc

Una città in difesa e un bilancio non equo

cbkL’ultima seduta di Consiglio comunale del 2015 ha deliberato il Bilancio Previsionale per il triennio 2016-2018. Il bilancio quest’anno è stato una novità per tutti i consiglieri comunali: a fronte di alcune normative nazionali ed europee, rispetto agli anni passati è cambiata totalmente la tradizionale visione che si aveva durante tutta la discussione del Bilancio.

Il Bilancio previsionale da quest’anno anche a Paderno Dugnano è armonizzato, vale a dire che ha gli stessi schemi e princìpi contabili dei bilanci di tutti gli stati membri dell’Unione Europea: questo per far dialogare e confrontare i sistemi contabili delle diverse pubbliche amministrazioni (attualmente molto diversi tra loro), per rendere i conti pubblici più affidabili in modo da raggiungere gli obiettivi di finanza pubblica.

Spiegarlo non è semplice in quanto è materia abbastanza complessa.

Nel nuovo bilancio di previsione le entrate sono aggregate in titoli (fonte di provenienza delle entrate, come nel vecchio bilancio), in tipologie (natura delle entrate) e categorie (oggetto dell’entrata); il Consiglio comunale delibera però solamente su titoli e tipologie.

Altresì è cambiata l’articolazione delle spese. Col nuovo previsionale armonizzato la spesa del bilancio è articolata in missioni e programmi: le missioni rappresentano le funzioni principali e gli obiettivi strategici che una Giunta si prefigge di portare avanti durante il suo mandato; i programmi sono invece gli aggregati di tutte le attività che servono a perseguire gli obiettivi definiti nelle missioni.

Per chi è all’opposizione è diventato dunque un po’ difficile redigere emendamenti al bilancio, in quanto sui diversi stanziamenti decide la Giunta, mentre i tecnici/dirigenti stabiliscono la destinazione finale delle allocazioni.

Abbiamo ritenuto, come gruppo consiliare, la via degli emendamenti un po’ impervia e ci siamo soffermati sui due documenti accompagnatori – il DUP (Documento Unico di Programmazione) e le Note Integrative – che sono fondamentali per capire la visione d’insieme del bilancio comunale e l’andamento dell’azione amministrativa della Giunta di centro-destra.

bilancioIl DUP è articolato in due sezioni: la sezione strategica (tradotto in minimi termini sono le linee programmatiche di mandato) e la sezione operativa (che corrisponde alla programmazione operativa nello stesso triennio del bilancio).

Sul DUP abbiamo deciso di presentare 9 emendamenti – come PD siamo stati gli unici – in modo da “rivendicare” alcuni nostri “cavalli di battaglia” e per lasciare nel dibattito consiliare un segno che “migliorasse” l’attività amministrativa della Giunta Alparone.

Qui di seguito i 9 emendamenti, la spiega e il risultato della votazione in aula.

  1. Ex sedi di Quartiere – finalità sociale e sostegno all’autoimprenditorialità

Alcune norme della Finanziaria 2007 (Governo Prodi) e del 2009 (Governo Berlusconi), decretarono la soppressione delle Circoscrizioni (quartieri) nelle città con popolazione compresa tra i 30.000 e i 250.000 abitanti per una questione di costi.

A dire il vero il costo annuo (compreso di gettone presenza più spese di funzionamento) delle Circoscrizioni nelle città italiane di media dimensione come la nostra era meno di € 0,50 per abitante; sicuramente a Paderno Dugnano è stato molto inferiore, visto e considerato che gli ex consiglieri di quartiere non hanno mai percepito il gettone di presenza.

A partire dal 2014 la maggioranza di centro-destra ha deciso di chiudere i quartieri: una scelta che abbiamo sempre contestato.

Durante la Commissione bilancio abbiamo colto quanto detto dal Sindaco, ossia di dare una finalità sociale alle ex sedi di Quartiere.

Il nostro emendamento, un po’ forzato, chiedeva, per queste ultime, il reimpiego esclusivo per finalità non lucrative di utilità sociale e/o dedicate a progetti di piccole start-up.

Per quanto concerne le start-up, l’emendamento voleva rafforzare gli intenti di alcuni obiettivi strategici e dei programmi del DUP proprio nell’ottica di supporto a forme di autoimprenditorialità.

Risultato della votazione: emendamento respintoFavorevoli: 6 (PD + Insieme per Cambiare); Contrari: 14 (maggioranza). M5S non era presente in Aula al momento del voto.

  1. Sussidiarietà partecipata

Oltre alla revisione del Regolamento della Partecipazione Popolare (è da anni che se ne parla, aspettiamo con ansia l’avvio della discussione in Consiglio Comunale e nelle Commissioni), con questo emendamento volevamo che si revisionasse anche lo Statuto Comunale nella parte (Titolo VI) che disciplina la partecipazione popolare e i relativi organismi partecipativi, per una maggiore omogeneità.

Il Sindaco ci ha risposto che, pur avendo l’emendamento parere tecnico favorevole, il voto politico era contrario perché nel DUP non c’è la revisione dello Statuto, anche se non escludono in futuro farlo.

Risultato della votazione: emendamento respinto. Favorevoli: 6 (PD + Insieme per Cambiare); Contrari: 14 (maggioranza); Astenuto: 1 (M5S).

3. Favorire le eccellenze padernesi

L’emendamento voleva creare una vetrina interattiva on-line per far conoscere il tessuto produttivo padernese e le sue eccellenze imprenditoriali, con l’obiettivo di favorire il commercio locale e mettere il sistema imprenditoriale in rete.

In realtà c’è già una vetrina sulla nuova APP comunale e quindi come PD abbiamo pensato di implementare il lavoro fatto dall’assessore Boffi.

Parere tecnico favorevole, così come il parere politico.

Risultato della votazione: emendamento approvato. Favorevoli: 20 (PD + Insieme per Cambiare + maggioranza); astenuto: 1 (M5S).

4.e 4 bis. Lotta alla ludopatia

I due emendamenti erano indirizzati a prevedere nella lotta alle ludopatie anche il supporto di ASL MI 1, in quanto è l’interlocutore principale per la tutela della salute e soggetto in prima linea per il trattamento e il recupero delle persone affette da GAP – Gioco d’Azzardo Patologico.

Pur essendoci stato parere tecnico favorevole, il Sindaco ha invitato i “suoi” a respingerlo perché ridondante: nell’obiettivo strategico “lotta alla ludopatia” si fa riferimento al Manifesto dei Sindaci, approvato dal Consiglio Comunale nel 2013, dove è già esplicitata la collaborazione con ASL.

Emendamento respinto con 6 favorevoli (PD + Insieme per Cambiare); 14 contrari (maggioranza) e 1 astenuto (Abbati M5S).

5. Promuovere la cultura della Legalità

L’emendamento proposto voleva implementare le iniziative per promuovere la legalità anche con il supporto delle Forze dell’Ordine, interlocutori principali e soggetti in prima linea nel garantire la sicurezza dei cittadini e nel mantenimento dell’ordine pubblico.

Parere tecnico favorevole.

Risultato della votazione: emendamento approvato. Favorevoli: 20 (PD + Insieme per Cambiare + maggioranza); astenuto: 1 (M5S).

6. Sicurezza partecipata

Questo emendamento voleva inserire la redazione annuale di un report sulla sicurezza urbana, già oggetto di un’interrogazione da parte della collega consigliera PD Daniela Caputo.

Riteniamo utile il report da un lato per far conoscere ai cittadini le informazioni quali-quantitative delle segnalazioni e/o di fenomeni specifici di illegalità; dall’altro per implementare la rete collaborativa al fine di una maggior tenuta del tessuto sociale padernese.

Nelle motivazioni come PD abbiamo scritto che l’attività di ordine pubblico garantisce la sicurezza, che deve essere intesa dai cittadini come bene collettivo.

Il parere tecnico è stato contrario perché il Comune non può redigere un documento che tenga conto dei dati delle altre Forze dell’Ordine presenti sul nostro territorio (anche se sarebbe interessante confrontare i macrodati con i microdati).

Noi del PD chiedevamo solamente il report da parte della Polizia Locale: poteva essere scritto meglio l’emendamento? Forse sì, ma la richiesta era implicita.

Fatto sta che l’emendamento è stato respinto con 6 voti favorevoli (PD + Insieme per Cambiare); 14 contrari (maggioranza) e 1 astenuto (Abbati M5S).

7. Promuovere la raccolta differenziata

Questo emendamento nasce dalle recenti dichiarazioni a mezzo stampa dell’assessore e vice sindaco Bogani che vuole maggiori controlli sulla raccolta differenziata.

L’emendamento proposto voleva implementare appunto la raccolta differenziata, portandola almeno al 60% sul totale dei rifiuti prodotti.

Parere tecnico favorevole.

Risultato della votazione: emendamento approvato. Favorevoli: 20 (PD + Insieme per Cambiare + maggioranza); astenuto: 1 (M5S).

8. Mobilità sostenibile

Come PD abbiamo sempre pensato sia di costruire nuove piste ciclabili, sia di interconnettere meglio la già esistente rete permettendo ai cittadini di raggiungere punti strategici della città evitando il traffico motorizzato. Tale emendamento va in questa direzione ed è stato pensato appunto per rafforzare la mobilità ciclabile.

Il nostro emendamento sulla mobilità sostenibile è stato approvato all’unanimità.

In conclusione: 4 emendamenti approvati e 5 respinti.

Questo nostro lavoro non ha certo modificato il giudizio complessivo sul bilancio 2016 votato dalla maggioranza di centrodestra: è un bilancio in continuità con le scelte del passato in cui maggiormente si evidenzia la lontananza tra gli enunciati espressi (in aula i nostri interventi hanno ripreso molti di questi di cui parleremo nel dettaglio anche in prossimi articoli) e le partite finanziarie, spesso congelate dentro una logica di difesa dell’esistente e senza cogliere nessuna delle opportunità o delle emergenze che caratterizzano i tempi. E’ un bilancio che non si confronta con la città, sia che si parli di forze politiche che sociali, di associazioni di semplici cittadini che vorrebbero essere considerati un po’ più che spettatori. E’ un bilancio che ha forti pregi tecnici ma che non assume una capacità politica tale da portare Paderno Dugnano fuori dai propri confini di città alla periferia dell’area metropolitana milanese per renderla protagonista di uno sviluppo urbano e sociale di cui c’è evidente bisogno. E’ un bilancio non equo, perché applica aliquote fisse senza tener conto delle situazioni patrimoniali o familiari dei singoli contribuenti. Ne parleremo ancora, e con più precisione, trattando un argomento alla volta in prossimi interventi, cercando di trasformare queste nostre critiche in un filo diretto con i lettori e con i cittadini padernesi, non solo per comprendere meglio i documenti di programmazione della giunta, ma per costruire insieme una proposta alternativa a quella esistente approvata dalla maggioranza di centrodestra.

Il PD non solo ha qualcosa da dire ma è pronto ad ascoltare la voce dei cittadini.

Efrem Maestri e Marco Coloretti
Consiglieri PD Comune Paderno Dugnano

Solidarietà al Ministro Orlando

Nella seduta consiliare del 22 dicembre u.s., a nome del Gruppo Consiliare PD ho preso parola per esprimere, anche a nome personale come esponente dell’Avvocatura italiana, la piena solidarietà al deputato PD e Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, per la lettera di minaccia giuntagli il 17 dicembre 2015 – appresa dalla cronaca e dalla presidenza e dalla coordinatrice del Nord dell’Aiga – Associazione Italiana Giovani Avvocati.

La lettera, che è al vaglio della Magistratura, riporta nel testo la frase “Entreremo a Roma e taglieremo la tua testa per quello che hai fatto”, con la dicitura “Allah Akbar”. Il foglio di minacce riporta altresì l’immagine della bandiera nera dell’Isis.

All’On.le Ezio Casati, deputato PD e già Sindaco del nostro Comune, ho esteso l’invito a portare la Nostra più sincera ed incondizionata solidarietà alla carica Istituzionale del Ministero della Giustizia, pilastro della Nostra Democrazia, ed un saluto di affettuosa vicinanza all’Uomo Andrea Orlando, che ne ricopre responsabilmente gli onori e l’onere. Uomo che sta dimostrando di riuscire a dialogare nel Suo ruolo Istituzionale con le diverse parti in causa, che diversamente da altri ha il coraggio di fare.

La solidarietà che ci vede uniti, e ci deve vedere uniti, è il segno di rispetto alla Democrazia, che non è solo un sistema di Governo, ma è il Valore sul quale si erge la Nostra Società Civile e senza la quale nulla sarebbe pensabile e permesso.

La Giustizia non è il fine ultimo al quale tendere, è la condizione principale dell’agire civile.

Proprio il Ministero della Giustizia impegnato nel contrastare ogni atto di illecito, predisponendo quanto necessario alla prevenzione, prima ancora che alla persecuzione dei reati, tra i quali anche e soprattutto, in questo periodo storico, unitamente alla lotta alle associazioni mafiose,  la piaga del terrorismo.

Il Ministro Orlando sa che non si può arretrare, ma si può solo continuare nel tenere fede al valore più importante che abbiamo la Democrazia, attraverso la predisposizioni di azioni di tutela della sicurezza del Paese, e nessuna ignobile azione minacciosa potrà scalfire gli animi di Noi Democratici, quindi a Lui va tutto il nostro sostegno.

 

Daniela Caputo
Consigliere Comunale del Gruppo Consiliare PD di Paderno Dugnano

Comunicato Stampa Gruppo Consiliare PD – Il regolamento, questo sconosciuto

COMUNICATO STAMPA

Il regolamento, questo sconosciuto

L’applicazione del Regolamento e dello Statuto Comunale per il centro-destra padernese è del tutto opinabile. Da un anno a oggi, molti i casi verificatisi in cui il Presidente del Consiglio Comunale Umberto Torraca (Forza Italia) – che nelle sue funzioni dovrebbe essere superpartes – interpreta a suo piacimento le norme comunali mettendo a tacere, in certe circostanze, le opposizioni. Elenchiamo di seguito alcuni fatti.

 

L’interpellanza mai discussa

Il 26 febbraio 2015 la consigliera PD, Daniela Caputo, ha presentato un’interpellanza in merito al Rapporto sulla legalità e sicurezza della città, atto disposto per la seduta consiliare del 27 aprile 2015.

Per motivi di salute la consigliera Caputo non ha potuto presenziare in aula e, come da Regolamento, la sua interpellanza si è intesa ritirata.

Successivamente, il 19 maggio 2015, Caputo ha presentato nuovamente un’interpellanza per poter discutere in merito alla tematica cui sopra, ma il Presidente non ha accolto l’atto. Secondo Torraca nelle premesse e nelle domande rivolte al Sindaco l’interpellanza non si differenziava rispetto a quella precedentemente presentata il 26 febbraio e quindi, essendo quest’ultima intesa come ritirata, non poteva essere discussa.

Nel Regolamento non vi è divieto alcuno alla possibilità che un’interpellanza possa essere riproposta in momento successivo ed il Presidente avrebbe dovuto dare comunicazione dell’esclusione al consigliere proponente, e per conoscenza a tutti i capigruppo consiliari, entro 10 giorni dalla data in cui l’atto è stato depositato. Tutto ciò non è stato fatto! E non è la prima volta; da settembre 2014 si osserva l’uso improprio, da parte della Presidenza del Consiglio Comunale, del potere di esclusione delle proposte dei consiglieri. Evidentemente l’art. 37 è considerata norma di poco conto, ma le scuse poste mesi fa, per la mancanza di formale comunicazione, benché allora accettate, non possono oggi più ritenersi valide. Oggi si richiede più rispetto delle prerogative dei consiglieri tutti, del diritto ad essere tempestivamente informati, come tassativamente disciplinato dallo Statuto del Consiglio Comunale.

 

Fatto personale

In Consiglio Comunale si dovrebbe discutere della cosa pubblica senza mai trascendere in epiteti coloriti o usare espressioni fuori luogo: purtroppo non è così.

Frasi come “eviti di salutarmi” (rivolta al consigliere Giuranna di Insieme per Cambiare nella seduta del 29 settembre 2014) sarebbe meglio non si sentissero mai in un’Aula consiliare. Altresì riteniamo che qualora un consigliere volesse intervenire per fatto personale, a lui debba esser data parola: è il Regolamento che lo dice, come abbiamo già ribadito nella seduta del 27 aprile u.s. quando il Consigliere del M5S Achille Cezza chiese di intervenire perché sentitosi attribuire comportamenti e fatti non corrispondenti al vero. Per non parlare dell’ultimo Consiglio Comunale, ove di fronte alla richiesta congiunta di tutta l’opposizione, affinché venisse applicato correttamente il Regolamento, in sede di comunicazioni iniziali, oltre ad una interpretazione del tutto soggettiva del Presidente, si è assistito ad una offesa personale di una consigliera. Siamo ad auspicare delle pubbliche scuse.

 

Gli Ordini del Giorno non discussi

Nella scorsa seduta del 16 giugno, essendo trascorsa abbondantemente l’ora dedicata a ordini del giorno e interrogazioni, il Presidente Torraca ha messo in coda, come da Regolamento, tre ordini del giorno presentati da Caputo, Giuranna e perfino dal Sindaco.

Dopo l’approvazione del verbale della seduta del 27 aprile e la trattazione di altre proposte di delibere consiliari (quali la variazione di bilancio) il presidente Torraca ha dichiarato chiusa la seduta alle ore 23:30, nonostante le lamentele da parte delle opposizioni.

Sarebbe stato corretto che il Presidente Torraca interpellasse, almeno, i Capigruppo e il Vice Presidente per decidere sull’ordine dei lavori e/o rinviare i tre OdG alla prossima seduta. Questo non è stato fatto: il Presidente ha chiuso la seduta senza dare giustificazione.

Riteniamo che questa sia l’ennesima mancanza di rispetto, non solo per le opposizioni ma per il consiglio tutto. La partecipazione non può essere solo uno slogan, bisogna che sia praticata coi fatti!

Chiediamo inoltre che funzioni in maniera più adeguata l’istituto dell’Ufficio di Presidenza, affinché vi sia una maggiore condivisione delle modalità operative al fine di organizzare meglio le attività e i lavori del Consiglio Comunale.

 

Gruppo consiliare PD Paderno Dugnano

Comunicato Stampa PD – Nasce il nuovo gruppo “Progetto Paderno Dugnano”. Maggioranza sempre più divisa e immobile

Comunicato stampa del Partito Democratico

Nasce il nuovo gruppo “Progetto Paderno Dugnano”. Maggioranza sempre più divisa e immobile

 

“Nell’ultima seduta del Consiglio comunale del 16 giugno – dichiara la capogruppo Pd Antonella Caniato – abbiamo appreso – ma la notizia era risaputa da una decina di giorni – della nascita di un nuovo gruppo politico. Si tratta del Progetto Paderno Dugnano costituito dai consiglieri di maggioranza Mario Mosconi (ex-capogruppo FI), Giancarlo Pirovano (FI) e Francesco Rienzo (indipendente eletto nella lista guidata dall’assessore Di Maio). La nascita di questa nuova formazione, che ha già dichiarato di rimanere nell’ambito della maggioranza di centrodestra, solleva non pochi problemi. Non per la legittima e democratica decisione che questi consiglieri hanno preso, ma per le implicazioni che un nuovo soggetto all’interno di una maggioranza così frammentaria potrà causare. In altre parole quale sarà l’impatto di questo nuovo soggetto all’interno della Giunta Alparone, fin troppo caratterizzata da uno sterile immobilismo?”.

 

“La città di Paderno Dugnano, a discapito del nome del nuovo movimento, troverà giovamento nel vedere il campo di centrodestra dividersi ulteriormente? A molte di queste domande hanno già risposto in maniera eloquente gli stessi fautori di “Progetto Paderno”. In maniera sofferta Mosconi e colleghi hanno preso atto del fallimento politico del NOI alparoniano. In primis Mosconi denuncia l’inadeguatezza e l’immobilismo del circolo locale di Forza Italia che non svolge congressi cittadini dal 2007. Ma la dichiarazione più importante del nuovo capogruppo riguarda le dinamiche interne alla maggioranza stessa:

 

“Presto però, dopo solo qualche mese dalle elezioni – si legge nel comunicato ufficiale del capogruppo Mosconi – questa VISION ci è parsa dissolversi giorno dopo giorno, troppe volte con il prevalere dell’ IO anziché del NOI”. Ed ancora “temiamo stia avvenendo quello che abbiamo sempre osteggiato, ovvero LA CRISTALIZZAZIONE DI QUEI PROCESSI DI CAMBIAMENTO PER LA QUALE CI SIAMO SEMPRE BATTUTI E SPESI, per manifestata incapacità o peggio ancora per la difesa dei posti e le cariche occupate”. 

 

“Sono dichiarazioni pesanti, che giungono come la conferma del fallimento del progetto Alparone. Ma di fronte all’ennesimo corto-circuito del centrodestra padernese – conclude la capogruppo Pd Caniato – si assiste ad una maggioranza permeabile a tutto, che tutto ingloba e ricicla pur di rimanere immobile e salda sugli scranni del potere locale. Stupisce che di fronte ad una valutazione del neo-capogruppo così precisa e circostanziata, lo stesso abbia comunque deciso di rimanere lì a condividere il governo della città con le stesse persone e con le medesime modalità operative così aspramente criticate”.

 

“Il Partito Democratico – dichiara la segretaria del circolo Pd Paola Cattin – continua a lavorare, con serietà, impegno e competenza per difendere le idee democratiche e il progetto politico presentato ai cittadini lo scorso anno sia negli ambiti istituzionali, Consiglio Comunale e Commissioni di lavoro, sia nel territorio con i cittadini. All’immobilismo, denunciato dagli stessi membri della coalizione di governo, il PD risponde con un moltiplicarsi di eventi di approfondimento e confronto in diversi ambiti: dalla legalità, evento che ha visto la partecipazione di David Gentili della Commissione antimafia di Milano, alla serata sul lavoro con la partecipazione di Teresa Bellanova, sottosegretario del Ministero del Lavoro”.

 

“Il prossimo 23 giugno, a Calderara alle ore 21 – conclude la segretaria Pd Cattin– promuoviamo una serata di confronto sul tema della fiscalità comunale e del falso slogan “Paderno senza tasse”. Accanto a chi preferisce che tutto resti così com’è il PD è ancora e sempre accanto alle persone a condividere il presente e a progettare, democraticamente e insieme, il futuro.”

 

Antonella Caniato – capogruppo Partito Democratico

Paola Cattin – segretaria Circolo PD di Paderno Dugnano

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