Marco Coloretti

Marco Coloretti – INTERROGAZIONE – Rottura tubazione in via Buozzi e vie limitrofe in data 23/10/2017

Paderno Dugnano, 27/10/2017                                                                             Al Signor Sindaco

 

INTERROGAZIONE* per rottura tubazione in via Buozzi e vie limitrofe in data 23/10/2017.

La rottura di una tubazione d’acqua durante dei lavori di scavo tra via Buozzi e le vie limitrofe ha causato parecchio disagio tra i cittadini ivi residenti.

Con la presente sono a chiedere:

  • Come si è determinato il fatto e chi lo ha causato;
  • Quale danno si è rilevato, sia in termini di perdita d’acqua sia in termini di interventi riparatori;
  • Quali sono le motivazioni a spiegazione del danno stesso e se ci si è attenuti a tutte le procedure previste affinché non si verificasse un simile episodio;
  • Chi risponde del danno causato e dei successivi interventi a riparazione dello stesso;
  • Quali procedure di intervento a fronte del fatto intercorso sono state attuate dalla pubblica amministrazione per contenere gli effetti legati a tale evento, sia verso i cittadini della zona sia a tutela del bene pubblico;
  • Quali forme di intervento si sono attuate per dare tempestiva informazione ai cittadini rispetto alla mancanza d’acqua conseguente al danno e a quali emergenze si è fatto fronte.

Ringraziando per l’attenzione, resto in attesa di una Vostra esauriente risposta.

In fede

Marco Coloretti

*da iscriversi all’odg del consiglio comunale.

Foto Simone Carcano – Il Notiziario

 

Leggi qui la risposta dell’assessore Tonello all’interrogazione

Il Partito Democratico propone la riduzione dell’IRPEF Comunale

L’Ordine del Giorno del Consiglio Comunale di mercoledì 14 Dicembre 2016, prevedeva l’approvazione del Bilancio di previsione per il triennio 2017-2019 e l’esame degli emendamenti al Bilancio stesso.
Il Partito Democratico, tramite il suo Consigliere Comunale Marco Coloretti, ex Assessore al Bilancio della precedente Giunta guidata dal sindaco Gianfranco Massetti, ha presentato alcuni emendamenti al Bilancio proposto dalla Giunta Alparone.
Obiettivo degli emendamenti era di abbassare l’aliquota IRPEF Comunale dall’attuale 0.8% allo 0.7%.
Un decimo di punto percentuale l’IRPEF equivale a 683.750 euro, e tale era la riduzione proposta per alcune delle spese previste dall’attuale Giunta di Paderno Dugnano.
Gli emendamenti proposti dal PD chiedevano di ridurre spese ascrivibili a voci di gestione e di consumi interni al comune, senza toccare i servizi alla persona.

La parola chiave su cui è stato impostato il processo di revisione è stata EQUITÀ.

Il Concetto di EQUITÀ va oltre i confini della Città di Paderno: ci sono Cittadini che in questi anni hanno e stanno pagando troppo; anni in cui il prelievo fiscale si è concentrato sui redditi certi, in primo luogo sul lavoro dipendente e sulle pensioni.
Già nelle prime pagine del Documento Unico di Programmazione di Paderno Dugnano, il quadro macroeconomico nazionale indica una tendenza negativa rispetto alla propensione ai consumi. Non è difficile immaginare che molte famiglie stanno letteralmente tirando la cinghia.
Ci sembra quindi necessaria un’inversione di tendenza per favorire quello che una volta si sarebbe chiamato “ceto medio”: è necessario che, anche a partire dalle scelte del nostro Comune, si possa invertire la rotta, andando a contenere il prelievo di risorse a chi oggi, proprio nella difficoltà della congiuntura economica, rappresenta la rete di sostegno del sistema sociale.
Sostenere lavoratori dipendenti e pensionati è importante anche in ragione di una preoccupante riduzione dei servizi garantiti e ad un loro progressivo maggiore costo. Si pensi ad esempio ai costi relativi alla cura e alla salute delle persone.

Ma la proposta di RIDUZIONE dell’IRPEF non è stata accolta dalla maggioranza e Giunta Alparone.

Senza ricorrere ad una facile demagogia, si può affermare che la proposta era meno “impraticabile” di quanto dichiarato in Consiglio comunale.
Di 59 voci toccate da tagli, tutte relative a spese che non riguardavano i servizi alla persona, molte hanno ricevuto il parere contrario con la motivazione, davvero opinabile, “non si ritiene prudente ridurre lo stanziamento”. Con tali voci si erano raggiunti 314.750 euro, pari al 46,50% della proposta.
Si era poi proposto un abbondante 25% di tagli relativi a costi associabili a consumi di acqua, elettricità e metano che, a nostro avviso, si potevano ottimizzare almeno nelle previsioni. Opinabile, si dirà, ma non impossibile.

Anche questi emendamenti non sono stati accettati dalla maggioranza.

Ciò che ci preme sottolineare è che la proposta del Partito Democratico non è uno spot, ma un serio e diverso approccio alla questione finanziaria.

È un punto di partenza di un ragionamento che porteremo avanti nel prossimo futuro e che punterà a modificare le aliquote. Aliquote magari calcolate sulle fasce di reddito invece che definite da una imposta unica. Criterio sempre rifiutato negli anni passati.
Per cambiare approccio le risorse ci sono, altri comuni già le adottano, a cominciare da Milano. Non farlo ci sembra davvero un cattivo servizio offerto ai nostri cittadini.

L’aspetto positivo legato a questa proposta di TAGLIO dell’IRPEF Comunale è che ha avuto il sostegno di tutta l’opposizione. Bene! Significa che le proposte del Partito Democratico non sono rivolte solo al proprio ombelico ma sanno parlare anche ad altre realtà e gruppi politici e ci auguriamo incontrino anche la condivisione di molti Cittadini che possano così guardare al PD come ad una seria alternativa di governo a Paderno Dugnano.
La mancata approvazione della riduzione dell’IRPEF non è l’unico motivo alla base del giudizio negativo su questo bilancio, che in realtà si dimostra in perfetta linea con le scelte dell’Amministrazione di centrodestra che governa Paderno da anni. La perfezione tecnica e l’equilibrio finanziario, non sono sufficienti per dire “si è fatto un buon lavoro e si è raggiunto l’obiettivo”.

Come PD riteniamo che la solidità finanziaria sia un buon punto di partenza, infatti Paderno ha una lunga storia di oculatezza finanziaria, i cui meriti partono da lontano.

Ma oggi, la sfida è osare, non conservare!

La sfida è provare a invertire le tendenze, a immaginare una città in trasformazione, evitando che sia le esigenze dell’espansione commerciale e abitativa a dettare il cambiamento.
Il Partito Democratico punta ad una città che possa muoversi intorno ad idee di innovazione ambientale e tecnologica, culturale e di riqualificazione degli spazi urbani, verso una propensione ad maggiore consumo per tutti, ma di migliore qualità e sostenibilità.
Con l’attuale Amministrazione appare evidente un ritardo di programmazione, frutto di un’idea conservatrice della politica locale, volta al mantenimento dello status quo e spesso incline a subire le iniziative di chi è portatore di interessi forti. Così Paderno si stravolge, non si trasforma.

È sulla base di queste considerazioni che il PD ha inserito insieme alla proposta di riduzione dell’IRPEF anche altri emendamenti, minori nelle cifre ma non nella sostanza, volti a spostare l’attenzione proprio alla qualità della Città. Tutti emendamenti respinti dalla Giunta Alparone.
Oggi non abbiamo raccolto il risultato sperato, ma la partita continua e il gruppo del PD è in campo.
Se vogliamo rilanciare le potenzialità della nostra città, abbiamo bisogno di cittadini che vogliono scommettere sul futuro di Paderno Dugnano e sul futuro della politica, agendo da protagonisti, affinché si ritorni davvero a pensare alla cosa pubblica come ad un bene comune.

Restiamo convinti che saper governare il territorio e formare a livello locale una classe politica adeguata sia la via maestra per una ri-generazione del Paese Italia e per dare una risposta adeguata ai bisogni dei cittadini. Sempre dalla parte di chi ha meno opportunità e diritti, per garantire a tutti più equità sociale e maggiore libertà.

articolo a cura di
Patrizia Cibin
componente Coordinamento Circolo PD di Paderno Dugnano

Chi e perché ha ucciso Aldo Moro – La democrazia violata

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L’intervento dell’onorevole Gero Grassi, esponente PD, venerdi sera in aula consiliare (27 maggio 2016 – n.d.r) non si può nemmeno lontanamente riassumere in quattro righe. Gero Grassi ha studiato a fondo gli atti ufficiali del sequestro e dell’omicidio di Aldo Moro e ci ha dimostrato di essere in grado di parlare ininterrottamente per più di due ore del caso Moro, fornendo una sintesi politica, storica e sociale dei fatti del tutto lucida e appassionata.

Per chi volesse approfondire e recuperare la mole di informazioni inerenti l’omicidio dello statista democristiano può accedere al sito del parlamentare – gerograssi.it.

Quello che a me resta da fare è cercare di trasmettere il senso di una serata come quella a cui ho partecipato, uscendone ancora più consapevole che cercare la verità sui fatti oscuri del nostro passato (dalle stragi di stato al terrorismo, dai delitti eccellenti – Moro e Mattei – alle ombre criminali che ancora si aggirano tra noi) significa difendere e rafforzare la nostra democrazia, troppo spesso violata.

Per questo, di Moro, sacrificio umano sull’altare di interessi occulti nazionali e sovranazionali, “non si può resuscitare il cadavere ma occorre rendergli giustizia”. Perché il caso Moro è il caso Italia.

Gero Grassi non ha avuto remore a ricostruire i fatti partendo proprio dai tanti nodi che si sono intrecciati intorno alla vicenda umana e politica di Aldo Moro.

Ha parlato di più livelli di complicità intercorsi tra soggetti lontani tra loro sia dentro lo scenario nazionale (l’Arma dei carabinieri che nei suoi vertici “tifava” per una soluzione greca o cilena della crisi di quegli anni insieme agli esecutori materiali del delitto, le Brigate Rosse) sia dentro lo scenario internazionale (Usa e Urss che si combattevano ovunque in Italia si ritrovano sullo stesso fronte per bloccare la politica di apertura ai comunisti a cui Moro stava lavorando e con successo).

IMG_8438Ora su questo punto credo occorra alzare la nostra attenzione: il progetto politico di Aldo Moro non era né avventuristico né tattico (come invece fu per chi ne usurpò il ruolo, quell’Andreotti che di fatto usò il compromesso storico per imbrigliare i comunisti italiani e bloccare il sistema Paese).

La sua visione era quella di uno statista vero, profondo difensore delle sue radici democratiche e cristiane – quelle che lo avevano spinto a promuovere la riforma della scuola italiana per togliere l’analfabetismo dal Paese e che considerava la scuola un ascensore sociale per quei soggetti meritevoli che non avevano avuto la fortuna di nascere in famiglie abbienti, ad esempio – e che per questo riteneva che “i diritti vanno riconosciuti alla persona, e non concessi dallo Stato”.

Un uomo di governo che scelse di nazionalizzare l’energia elettrica contro gli interessi particolari di allora che mettevano un freno allo sviluppo di intere aree del Paese, e così facendo debellando parte della miseria diffusa soprattutto nel mondo agricolo.

Una personalità scomoda per chi ha sempre ritenuto che gli interessi italiani dovessero restare nella mani di pochi e subalterni alle volontà extraterritoriali (non a caso nel 1974 ricevette il primo avvertimento da parte di Henry Kissinger, segretario di Stato americano, che gli prospettò la “rimozione” dai suoi compiti se non smetteva di porsi in contrasto con gli interessi a stelle e strisce).

Per non parlare dei servizi segreti italiani, deviati e non, e dell’allora segrete strutture parallele ai livelli dello stato (P2 e Gladio, che tanto per essere chiari conducevano a Licio Gelli e Francesco Cossiga), nemici giurati di qualsiasi progetto che potesse sconvolgere l’ordine costituito su scala internazionale, dietro cui si celava la volontà di detenere il potere al di là dell’espressione popolare, con ogni mezzo e al fine di trarne il più particolare vantaggio.

In questo scenario, le Brigate Rosse, la cui matrice rivoluzionaria di stampo comunista si trova in rotta di collisione con l’allora guida del PCI (incarnata da un altro statista il cui rilievo gli sarà attribuito solo dopo la morte, Enrico Berlinguer), capace di intercettare il sogno di Moro: collaborare per un Paese libero dalla logica della guerra fredda che ne frena lo sviluppo e l’equità sociale, per inserire l’Italia in un consesso europeo avanzato, dentro un’Europa capace di competere con le due superpotenze (Usa e Urss) e di promuovere una democrazia più larga, inclusiva delle masse lavoratrici.

Aldo_MoroPer Moro l’idea guida stava nel democratizzare ancor più il sistema Paese e sbloccarlo da una logica di potere i cui guasti (corruzione, privilegio, malaffare) erano già tutti ben visibili.

Non era una semplice “apertura a sinistra”, di più: era lo sblocco di una democrazia incompiuta, che includesse nel processo anche il più grande partito comunista d’occidente perché il risultato avrebbe rafforzato la democrazia italiana e non l’avrebbe messa in pericolo (anche perché da tempo il PCI dava segni di emancipazione dalla sovranità sovietica – tanto che Berlinguer dovette subire un “incidente” automobilistico a Sofia in cui perse la vita il suo autista).

Le Brigate Rosse si trovarono così sulla stessa sponda rivoluzionaria di chi voleva impedire il pieno sviluppo democratico del Paese e finirono per essere il braccio armato di chi voleva una democrazia bloccata.

Ma di certo non avevano quella “potenza di fuoco” di cui tanto si parlò allora. In via Fani, dove avvenne il rapimento di Moro e l’uccisione della sua scorta, il “gruppo di fuoco” in realtà si basava su un tiratore particolarmente abile da cercarsi fuori dal contesto brigatista, mentre altre presenze ritratte nelle foto dell’epoca danno da pensare : ci sono profili di appartenenti alla banda della Magliana, alla ‘ndrangheta, ai servizi segreti di Paesi diversi – quelli in guerra tra loro da tutte le parti del mondo ma in questo scenario tacitamente alleati.

Una serie di “convergenze parallele” per usare un’espressione che rese celebre proprio Aldo Moro, al cui rapimento (che poi dovesse morire era già scritto) assistettero coscienti, ognuno perseguendo un proprio interesse ma ciascuno traendo un proprio vantaggio (ai brigatisti servì in un secondo momento, calato il sipario sugli anni di piombo, per costruirsi una nuova vita di consulenze ministeriali e approdi professionali al riparo da ogni giudizio di verità).

A questo punto davvero sembra mancare l’ossigeno.

Ciò che ci dà la forza di ricordare, ricostruire e difendere la memoria di quegli anni è la consapevolezza di farlo per poter vivere in un Paese più libero, democratico e giusto.

E perché il sacrificio di Aldo Moro davvero non sia invano.

Per ultimo vi dirò chi, secondo Gero Grassi che lo ha fortemente motivato, fosse il capo delle Brigate Rosse: Giovanni Senzani, uno che lavorava di giorno per il Ministero di Grazia e Giustizia e di notte per le BR, ma che non fu mai giudicato per il delitto Moro perché la sua appartenenza alle BR – riconosciuta – è datata novembre 1978, sei mesi dopo il delitto dello statista. Lo ha stabilito un tribunale il cui giudice era il padre dell’avvocato difensore di Giovanni Senzani.

Purtroppo non è una barzelletta.

Una città in difesa e un bilancio non equo

cbkL’ultima seduta di Consiglio comunale del 2015 ha deliberato il Bilancio Previsionale per il triennio 2016-2018. Il bilancio quest’anno è stato una novità per tutti i consiglieri comunali: a fronte di alcune normative nazionali ed europee, rispetto agli anni passati è cambiata totalmente la tradizionale visione che si aveva durante tutta la discussione del Bilancio.

Il Bilancio previsionale da quest’anno anche a Paderno Dugnano è armonizzato, vale a dire che ha gli stessi schemi e princìpi contabili dei bilanci di tutti gli stati membri dell’Unione Europea: questo per far dialogare e confrontare i sistemi contabili delle diverse pubbliche amministrazioni (attualmente molto diversi tra loro), per rendere i conti pubblici più affidabili in modo da raggiungere gli obiettivi di finanza pubblica.

Spiegarlo non è semplice in quanto è materia abbastanza complessa.

Nel nuovo bilancio di previsione le entrate sono aggregate in titoli (fonte di provenienza delle entrate, come nel vecchio bilancio), in tipologie (natura delle entrate) e categorie (oggetto dell’entrata); il Consiglio comunale delibera però solamente su titoli e tipologie.

Altresì è cambiata l’articolazione delle spese. Col nuovo previsionale armonizzato la spesa del bilancio è articolata in missioni e programmi: le missioni rappresentano le funzioni principali e gli obiettivi strategici che una Giunta si prefigge di portare avanti durante il suo mandato; i programmi sono invece gli aggregati di tutte le attività che servono a perseguire gli obiettivi definiti nelle missioni.

Per chi è all’opposizione è diventato dunque un po’ difficile redigere emendamenti al bilancio, in quanto sui diversi stanziamenti decide la Giunta, mentre i tecnici/dirigenti stabiliscono la destinazione finale delle allocazioni.

Abbiamo ritenuto, come gruppo consiliare, la via degli emendamenti un po’ impervia e ci siamo soffermati sui due documenti accompagnatori – il DUP (Documento Unico di Programmazione) e le Note Integrative – che sono fondamentali per capire la visione d’insieme del bilancio comunale e l’andamento dell’azione amministrativa della Giunta di centro-destra.

bilancioIl DUP è articolato in due sezioni: la sezione strategica (tradotto in minimi termini sono le linee programmatiche di mandato) e la sezione operativa (che corrisponde alla programmazione operativa nello stesso triennio del bilancio).

Sul DUP abbiamo deciso di presentare 9 emendamenti – come PD siamo stati gli unici – in modo da “rivendicare” alcuni nostri “cavalli di battaglia” e per lasciare nel dibattito consiliare un segno che “migliorasse” l’attività amministrativa della Giunta Alparone.

Qui di seguito i 9 emendamenti, la spiega e il risultato della votazione in aula.

  1. Ex sedi di Quartiere – finalità sociale e sostegno all’autoimprenditorialità

Alcune norme della Finanziaria 2007 (Governo Prodi) e del 2009 (Governo Berlusconi), decretarono la soppressione delle Circoscrizioni (quartieri) nelle città con popolazione compresa tra i 30.000 e i 250.000 abitanti per una questione di costi.

A dire il vero il costo annuo (compreso di gettone presenza più spese di funzionamento) delle Circoscrizioni nelle città italiane di media dimensione come la nostra era meno di € 0,50 per abitante; sicuramente a Paderno Dugnano è stato molto inferiore, visto e considerato che gli ex consiglieri di quartiere non hanno mai percepito il gettone di presenza.

A partire dal 2014 la maggioranza di centro-destra ha deciso di chiudere i quartieri: una scelta che abbiamo sempre contestato.

Durante la Commissione bilancio abbiamo colto quanto detto dal Sindaco, ossia di dare una finalità sociale alle ex sedi di Quartiere.

Il nostro emendamento, un po’ forzato, chiedeva, per queste ultime, il reimpiego esclusivo per finalità non lucrative di utilità sociale e/o dedicate a progetti di piccole start-up.

Per quanto concerne le start-up, l’emendamento voleva rafforzare gli intenti di alcuni obiettivi strategici e dei programmi del DUP proprio nell’ottica di supporto a forme di autoimprenditorialità.

Risultato della votazione: emendamento respintoFavorevoli: 6 (PD + Insieme per Cambiare); Contrari: 14 (maggioranza). M5S non era presente in Aula al momento del voto.

  1. Sussidiarietà partecipata

Oltre alla revisione del Regolamento della Partecipazione Popolare (è da anni che se ne parla, aspettiamo con ansia l’avvio della discussione in Consiglio Comunale e nelle Commissioni), con questo emendamento volevamo che si revisionasse anche lo Statuto Comunale nella parte (Titolo VI) che disciplina la partecipazione popolare e i relativi organismi partecipativi, per una maggiore omogeneità.

Il Sindaco ci ha risposto che, pur avendo l’emendamento parere tecnico favorevole, il voto politico era contrario perché nel DUP non c’è la revisione dello Statuto, anche se non escludono in futuro farlo.

Risultato della votazione: emendamento respinto. Favorevoli: 6 (PD + Insieme per Cambiare); Contrari: 14 (maggioranza); Astenuto: 1 (M5S).

3. Favorire le eccellenze padernesi

L’emendamento voleva creare una vetrina interattiva on-line per far conoscere il tessuto produttivo padernese e le sue eccellenze imprenditoriali, con l’obiettivo di favorire il commercio locale e mettere il sistema imprenditoriale in rete.

In realtà c’è già una vetrina sulla nuova APP comunale e quindi come PD abbiamo pensato di implementare il lavoro fatto dall’assessore Boffi.

Parere tecnico favorevole, così come il parere politico.

Risultato della votazione: emendamento approvato. Favorevoli: 20 (PD + Insieme per Cambiare + maggioranza); astenuto: 1 (M5S).

4.e 4 bis. Lotta alla ludopatia

I due emendamenti erano indirizzati a prevedere nella lotta alle ludopatie anche il supporto di ASL MI 1, in quanto è l’interlocutore principale per la tutela della salute e soggetto in prima linea per il trattamento e il recupero delle persone affette da GAP – Gioco d’Azzardo Patologico.

Pur essendoci stato parere tecnico favorevole, il Sindaco ha invitato i “suoi” a respingerlo perché ridondante: nell’obiettivo strategico “lotta alla ludopatia” si fa riferimento al Manifesto dei Sindaci, approvato dal Consiglio Comunale nel 2013, dove è già esplicitata la collaborazione con ASL.

Emendamento respinto con 6 favorevoli (PD + Insieme per Cambiare); 14 contrari (maggioranza) e 1 astenuto (Abbati M5S).

5. Promuovere la cultura della Legalità

L’emendamento proposto voleva implementare le iniziative per promuovere la legalità anche con il supporto delle Forze dell’Ordine, interlocutori principali e soggetti in prima linea nel garantire la sicurezza dei cittadini e nel mantenimento dell’ordine pubblico.

Parere tecnico favorevole.

Risultato della votazione: emendamento approvato. Favorevoli: 20 (PD + Insieme per Cambiare + maggioranza); astenuto: 1 (M5S).

6. Sicurezza partecipata

Questo emendamento voleva inserire la redazione annuale di un report sulla sicurezza urbana, già oggetto di un’interrogazione da parte della collega consigliera PD Daniela Caputo.

Riteniamo utile il report da un lato per far conoscere ai cittadini le informazioni quali-quantitative delle segnalazioni e/o di fenomeni specifici di illegalità; dall’altro per implementare la rete collaborativa al fine di una maggior tenuta del tessuto sociale padernese.

Nelle motivazioni come PD abbiamo scritto che l’attività di ordine pubblico garantisce la sicurezza, che deve essere intesa dai cittadini come bene collettivo.

Il parere tecnico è stato contrario perché il Comune non può redigere un documento che tenga conto dei dati delle altre Forze dell’Ordine presenti sul nostro territorio (anche se sarebbe interessante confrontare i macrodati con i microdati).

Noi del PD chiedevamo solamente il report da parte della Polizia Locale: poteva essere scritto meglio l’emendamento? Forse sì, ma la richiesta era implicita.

Fatto sta che l’emendamento è stato respinto con 6 voti favorevoli (PD + Insieme per Cambiare); 14 contrari (maggioranza) e 1 astenuto (Abbati M5S).

7. Promuovere la raccolta differenziata

Questo emendamento nasce dalle recenti dichiarazioni a mezzo stampa dell’assessore e vice sindaco Bogani che vuole maggiori controlli sulla raccolta differenziata.

L’emendamento proposto voleva implementare appunto la raccolta differenziata, portandola almeno al 60% sul totale dei rifiuti prodotti.

Parere tecnico favorevole.

Risultato della votazione: emendamento approvato. Favorevoli: 20 (PD + Insieme per Cambiare + maggioranza); astenuto: 1 (M5S).

8. Mobilità sostenibile

Come PD abbiamo sempre pensato sia di costruire nuove piste ciclabili, sia di interconnettere meglio la già esistente rete permettendo ai cittadini di raggiungere punti strategici della città evitando il traffico motorizzato. Tale emendamento va in questa direzione ed è stato pensato appunto per rafforzare la mobilità ciclabile.

Il nostro emendamento sulla mobilità sostenibile è stato approvato all’unanimità.

In conclusione: 4 emendamenti approvati e 5 respinti.

Questo nostro lavoro non ha certo modificato il giudizio complessivo sul bilancio 2016 votato dalla maggioranza di centrodestra: è un bilancio in continuità con le scelte del passato in cui maggiormente si evidenzia la lontananza tra gli enunciati espressi (in aula i nostri interventi hanno ripreso molti di questi di cui parleremo nel dettaglio anche in prossimi articoli) e le partite finanziarie, spesso congelate dentro una logica di difesa dell’esistente e senza cogliere nessuna delle opportunità o delle emergenze che caratterizzano i tempi. E’ un bilancio che non si confronta con la città, sia che si parli di forze politiche che sociali, di associazioni di semplici cittadini che vorrebbero essere considerati un po’ più che spettatori. E’ un bilancio che ha forti pregi tecnici ma che non assume una capacità politica tale da portare Paderno Dugnano fuori dai propri confini di città alla periferia dell’area metropolitana milanese per renderla protagonista di uno sviluppo urbano e sociale di cui c’è evidente bisogno. E’ un bilancio non equo, perché applica aliquote fisse senza tener conto delle situazioni patrimoniali o familiari dei singoli contribuenti. Ne parleremo ancora, e con più precisione, trattando un argomento alla volta in prossimi interventi, cercando di trasformare queste nostre critiche in un filo diretto con i lettori e con i cittadini padernesi, non solo per comprendere meglio i documenti di programmazione della giunta, ma per costruire insieme una proposta alternativa a quella esistente approvata dalla maggioranza di centrodestra.

Il PD non solo ha qualcosa da dire ma è pronto ad ascoltare la voce dei cittadini.

Efrem Maestri e Marco Coloretti
Consiglieri PD Comune Paderno Dugnano

La vicenda del Parco Orombelli

Marco ColorettiLa vicenda del Parco di Incirano (sia l’attuale parco aperto ai cittadini, sia le aree verdi dietro destinate a parco del Seveso) hanno come protagonisti un’unica proprietà decisa a difendere i propri interessi (di cui nessuno discute la legittimità) e un’amministrazione pubblica chiamata a difendere gli interessi generali della comunità.

Il punto entra in ben due deliberazioni di Consiglio: nella variazione finanziaria (perché si inserisce l’acquisizione dell’area parco aperta ai cittadini per un importo pari a 480mila euro) e nella variante al PGT (perché si amplia l’uso di proprietà dell’area adiacente all’abitazione privata sottraendola al parco).

Il motivo che spinge l’amministrazione a compiere questi due atti è legato ad un contenzioso aperto dalla proprietà e che potrebbe chiudersi in breve a loro favore. L’argomento vincente sarebbe la reiterazione dell’area a standard relativa ai terreni del parco del Seveso, non avendo proceduto da parte dell’amministrazione al compimento di tale parco; in più, essendo scaduta la convenzione per il parco di Incirano (dal 2013), minacciano di chiudere il parco stesso ai cittadini.

Quindi, da qui la decisione di inserire a bilancio una cifra utile a comprare il parco e una variante ad hoc per “soddisfare” la proprietà sul versante parco del Seveso, così da provare a far decadere i termini del contenzioso, “salvaguardando” il parco. Ho usato il virgolettato perché a me queste motivazioni non convincono. Credo che si sia imbastita nel modo peggiore da parte dell’amministrazione la partita per garantire l’interesse pubblico a cui è legata l’intera vicenda.

Intanto, perché si sarebbe dovuto depotenziare il ricorso sull’area parco del Seveso non cedendo alla richiesta della proprietà (che è ambigua, soprattutto per il futuro, in quanto il “giardino davanti a casa” di cui si è parlato ha più le dimensioni del campo da calcio che del giardinetto) ma semmai prevedendo – qui si – l’acquisizione delle aree, mettendo sul bilancio triennale le risorse occorrenti.

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Sul versante parco di Incirano la minaccia di chiusura è tutta relativa: la convenzione, pur scaduta da ben 2 anni (e domandiamoci anche cosa è stato fatto prima e dopo la scadenza da parte di questa giunta almeno per garantirne la continuità che data dal 1973) non ha ancora comportato nulla. In più, su questo versante, l’amministrazione può vantare un’azione nel tempo di cura e sistemazione dell’area che può pesare anche nella determinazione del prezzo di acquisto (l’obiezione rispetto a eventuale mancato rispetto di alcuni obblighi previsti negli anni mi pare un po’ capziosa da parte della proprietà: o esiste un fascicolo di puntuali contestazioni di inadempimento, o non si capisce oggi dopo più di 40 anni cosa si viene a lamentare).

Sul fatto che il ricorso in atto “sicuramente lo perdiamo” rimane tutto da vedere: intanto perché già anni fa la proprietà ne perse uno, poi perché con il nuovo PGT (votato dalla stessa amministrazione con motivazioni che allora erano inossidabili, ora invece sono fragili…) l’area, pur essendo riproposta come parco del Seveso, prevedeva anche la possibilità di sviluppo come area a servizi (da cui il famoso indice 0,35 a cui i proprietari rinunciano – sottolineo che quello a cui si rinuncia è un beneficio “virtuale” mentre quello che si chiede con l’acquisizione dell’area parco di Incirano è moneta).

Due affari in uno: legittimo da parte della proprietà, peccato però che l’”equilibrio tra gli interessi della proprietà e l’interesse pubblico”, la conclamata “compenetrazione” di cui si è parlato io proprio non ce la vedo.

Come non vedo, con le soluzioni proposte, la fine della vertenza sull’area del parco del Seveso, che anche soddisfacendo in parte la richiesta del “giardino di casa” (anche se poi potrebbe venirci a giocare il Milan) non risolverebbe in senso favorevole il destino delle aree del parco del Seveso, per il quale si dovrebbe dare inizio ad una “terza partita”, con premesse del tutto sfavorevoli per un parco (pubblico) del Seveso.

Marco Coloretti
Consigliere PD
Comune Paderno Dugnano

INTERPELLANZA – Proposte progettuali di messa in sicurezza degli edifici scolastici padernesi

– Al sig. Sindaco di Paderno Dugnano,
Marco Alparone;

– Al sig. Presidente Consiglio
Comune Paderno Dugnano,
Umberto Torraca

– Al sig. Assessore delegato in materia;

E, p.c. :

– Ai sigg. Capigruppo consiliari

 

Oggetto: INTERPELLANZA – Proposte progettuali di messa in sicurezza degli edifici scolastici padernesi

 

I sottoscritti consiglieri comunali


PREMESSO CHE:

il 13 ottobre u.s. l’inchiesta della Procura della Repubblica di Milano denominata “Operazione Entourage” ha coinvolto alcune personalità politiche importanti di Regione Lombardia, oltre ad alcuni dirigenti pubblici e liberi professionisti


VISTE:

alcune notizie apparse da organi di stampa nazionali riportanti il fatto che uno degli indagati, arch. Gianluca Parotti, avrebbe svolto lavori relativi alla messa in sicurezza di edifici scolastici, tra gli altri nel Comune di Paderno Dugnano


Interpellano il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

 

  • a quali lavori si fa riferimento per il Comune di Paderno Dugnano;
  • se tali lavori sono stati assegnati tramite affidamento diretto o tramite bando pubblico;
  • quali sono le determine e/o delibere che si riferiscono ai suddetti lavori;
  • se non si ritenga utile fornire al Consiglio comunale, o in alternativa alla Commissione consiliare competente, la documentazione relativa agli atti di cui sopra.

 

Chiediamo altresì che la presente interpellanza sia iscritta all’Odg del primo Consiglio Comunale utile, in attesa di sollecita risposta scritta.

Cordiali saluti.

Paderno Dugnano, 15 ottobre 2015


Antonella Caniato                                                               Marco Coloretti

Daniela Caputo                                                                   Efrem Maestri

Michela Scorta                                                                   Eugenio Marelli

 

p. il Gruppo Consiliare

Il Capogruppo

Caniato, Coloretti – INTERROGAZIONE – episodio di cronaca nera avvenuto il 7/9 a Palazzolo

Paderno, 10/9/2015

Al Sindaco

All’Assessore delegato

Al Presidente della Comm. Legalità e Sicurezza

 

Interrogazione

In merito all’episodio di cronaca nera avvenuto il 7/9 a Palazzolo e che ha riguardato una sparatoria che ha visto coinvolto un pregiudicato presente sul nostro territorio siamo a chiedere :

1 – se le investigazioni in corso abbiano potuto stabilire cause precise rispetto all’avvenimento in oggetto;

2 – se l’episodio in oggetto si inquadra in una dinamica criminale più ampia o se è ritenuto occasionale;

3 – se la presenza sul territorio di soggetti criminali è dovutamente monitorata dalle forze di sicurezza;

4 – se l’azione dei vari soggetti preposti alla sicurezza del territorio è adeguatamente coordinata al fine di prevenire e di controllare l’azione criminale che possa derivare da queste presenze;

5 – se esiste una casistica almeno dall’inizio dell’anno in corso che faccia meglio comprendere le dinamiche criminali che si verificano a Paderno Dugnano, sia rispetto agli episodi noti che hanno avuto eco di stampa sia rispetto agli interventi effettuati dalle diverse forze dell’ordine a garanzia e prevenzione della sicurezza della nostra città.

 

A nome e per conto del gruppo consiliare di Paderno Dugnano

Caniato Antonella (capogruppo)
Coloretti Marco (Vicepresidente Commissione Legalità)

 

Si chiede di poter iscrivere la presente all’odg del prossimo consiglio comunale.

Coloretti, Maestri, Marelli – INTERROGAZIONE – Situazione complessiva Ages

Paderno, 10/9/2015

Al Sindaco
All’Assessore delegato
Al Presidente Comm. Economia

I sottoscritti consiglieri

Premesso che

sia in sede di commissione sia attraverso i lavori del CC il gruppo del PD ha più volte chiesto di avere un quadro definito della situazione complessiva di Ages;

Premesso inoltre che

si è recentemente provveduto ad un cambio di direzione organizzativa e di gestione della stessa Ages;

i sottoscritti consiglieri chiedono di conoscere:

– se la Giunta ha l’intenzione di promuovere al più presto un incontro conoscitivo della situazione data dell’Azienda stessa in sede di Consiglio Comunale e/o in sede di Commissione consiliare competente;

– quali siano gli obiettivi strategici demandati ad Ages per il prossimo triennio.

 

I consiglieri del Partito Democratico di Paderno Dugnano membri della Commissione Economia

Coloretti Marco
Maestri Efrem
Marelli Eugenio

 

Si chiede di poter iscrivere la presente all’odg del prossimo consiglio comunale.

Ordine del Giorno – contro il terrorismo e per la pace attraverso la libertà di espressione e la libertà religiosa

Al Presidente del Consiglio Comunale
del Comune di Paderno Dugnano

ORDINE DEL GIORNO

CONTRO IL TERRORISMO E PER LA PACE
ATTRAVERSO LA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE
E LA LIBERTA’ RELIGIOSA

CONSIDERATO

che il gravissimo attentato terroristico, opera del fondamentalismo islamico, avvenuto a Parigi il 7 gennaio 2015 presso la redazione del settimanale satirico CHARLIE HEBDO e dei fatti di sangue avvenuti nei giorni seguenti;

che l’attentato di Parigi ha colpito non solo la Francia ma tutta l’Europa e i valori su cui l’Unione Europea ha fondato la sua esistenza, quali la libertà di espressione, la libertà di circolazione negli Stati membri, la libertà di religione, libertà di coscienza, la libertà di cronaca e tante altre libertà che sono alla base della democrazia;

che l’episodio criminale ha volutamente colpito la libertà di espressione, sancita dall’art. 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), dall’art. 19 della Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo, dall’art. 19 del Patto Internazionale diritti civili e politici, dall’art. 11 della Carta di Nizza (art.6/7 TUE), e nella Costituzione della Repubblica Italiana all’art. 21;

che il quadro internazionale registra in varie parti del mondo inqualificabili atti di violenza ad opera di movimenti e gruppi dell’integralismo islamico (Boko Haram, Nigeria – Isis, Siria/Irak – Afghanistan/Pakistan, ecc…);

che numerose e importanti dichiarazioni di condanna sono state formulate nelle settimane scorse anche da esponenti e istituzioni del mondo islamico;

il clima diffuso di preoccupazione crescente circa futuri atti terroristici in Italia e in Europa;

che la pace è un diritto fondamentale della persona e dei popoli;

che qualsiasi azione terroristica di qualsivoglia matrice ideologica, in qualunque modo la violenza vada ad estrinsecarsi, troverà sempre una ferma condanna da parte della nostra società fondata sui principi della Democrazia;

RITENENDO

che per la soluzione fattiva di crisi e problemi di immani proporzioni sia possibile e necessario anche un approccio locale secondo il principio della corresponsabilità collettiva al bene comune;

che nessuna efferata violenza ad opera del fondamentalismo islamico potrà spezzare né comprimere il processo di integrazione, tolleranza, rispetto, sostegno per i più deboli;

IL CONSIGLIO COMUNALE DI PADERNO DUGNANO
CONDANNA FERMAMENTE

le azioni terroristiche e violente sopra indicate, che sono state messe in atto da organizzazioni che si richiamano alla fede islamica;

ESPRIME ALTRESI’

piena solidarietà ai cittadini e alle istituzioni della Repubblica Francese per l’orrendo attentato subìto;

cordoglio ai familiari delle vittime;

RICHIAMA CON FORZA

la necessità di difendere e promuovere l’esercizio effettivo della libertà religiosa che rappresenta oggi uno dei contesti di maggiore criticità per la costruzione dell’armonia sociale;

AUSPICA

che siano poste in essere tutte le azioni utili affinchè si possa continuare nella direzione dell’integrazione, della tolleranza, del rispetto delle diversità culturali, razziali, religiose, di coscienza, politiche, di genere;

E IMPEGNA IL SINDACO

a contattare e coinvolgere attivamente le Scuole del territorio, la Rete Intercultura, le Parrocchie, gli Oratori e le altre Comunità religiose, le Associazioni e i Cittadini per la costruzione di un’iniziativa locale contro la violenza irreligiosa e per la pace, che abbia forte risonanza e che favorisca concretamente l’incontro, la conoscenza e la collaborazione tra le molteplici identità religiose, culturali, etniche che sono presenti a Paderno Dugnano;

a dare pubblicità al presente Ordine del Giorno tramite pubblicazione sulla home page del sito internet del Comune.

Gruppo Consiliare Partito Democratico                   Gruppo Consiliare Insieme per cambiare
Antonella Caniato (Capogruppo)                                      Giovanni Giuranna (Capogruppo)
Efrem Maestri
Daniela Caputo
Marco Coloretti
Michela Scorta
Eugenio Marelli

Paderno Dugnano, 4 febbraio 2015

Eugenio Marelli, Marco Coloretti – INTERROGAZIONE Accertamento IMU-ICI-arretrata

GRUPPO CONSIGLIARE PARTITO DEMOCRATICO
PADERNO DUGNANO

 

EUGENIO MARELLI
MARCO COLORETTI
Consiglieri Comunali

– On. le SINDACO DI PADERNO DUGNANO
Dr. MARCO ALPARONE

                                                                                                                                                                                E p.c.      – Sig. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
COMUNALE

                                                                                                                                                                                                 – Sigg.ri CAPIGRUPPO CONSIGLIARI

 

Paderno Dugnano, 31/01/2015

Oggetto: INTERROGAZIONE Accertamento IMU-ICI-arretrata

I sottoscritti consiglieri comunali interrogano il Sindaco nella responsabilità di Assessore al Bilancio, carica assommata alla Sua figura Istituzionale

 

FATTO:

In data 27/11/2014 il Consiglio Comunale con delibera nr. 65 ha approvato le variazioni di assestamento al bilancio previsionale 2014 che comprendeva fra le entrate correnti al titolo 1.01.0105 ICI una maggiore imputazione per €.809.750,93= ed al successivo titolo 1.01.0116 IMU maggior imputazione per €.60.000=.

Queste variazioni derivavano da accertamento per imposte non previste in sede di bilancio di previsione e quindi fra le entrate correnti, rilevate quindi nel corso del 2014.

Sia in sede di Commissione Economia di pari periodo ed argomento sia nell’ambito dello stesso Consiglio Comunale abbiamo ricevuto informazione che oltre la metà di quelle maggiori entrate erano imputabili ad un unico debitore e ad un’unica area fabbricabile.

 

CONSIDERAZIONI

L’area in questione è stata oggetto già dal 2009-2010 di confronto e magari anche scontro con l’Amministrazione Comunale in diverse fasi.

È stata pure oggetto di interpellanza e successiva risposta a firma di due Assessori allora ed ora in carica con responsabilità di governo della città – sigg. Tonello e Bogani Vicesindaco – già nel 2010.

Era quindi palese già da quella data l’attenzione dell’amministrazione su quell’area e sulla relativa proprietà.

Nelle due sedute di Commissione e Consiglio in premessa ci è stata presentata con enfasi tutta la faccenda come un successo della Amministrazione nel recupero evasione fiscale, avvenuto ben cinque anni dopo l’evidenza dell’area e l’identificazione della proprietà, mentre è chiaro e lampante che tutto ciò mette in evidenza colpevole superficialità, disattenzione e incomunicabilità degli Uffici.

Questo potrebbe costare, da solo, all’Ente e per una sola posizione tributaria quasi mezzo milione di Euro, o quantomeno creare un gravoso contenzioso

 

INTERROGAZIONE:

  • a quanto ammonta esattamente il debito fiscale, ripartito fra imposta, interessi e sanzioni?
  • quanto di questo debito è eventualmente stato sanato?
  • esiste un piano di rientro o di pagamento dilazionato?
  • la pratica è in fase di recupero e se sì sotto quale forma?

Ed ancora: è presente l’obbligo di ricerca ed attribuzione delle responsabilità di tale vicenda a partire da quelle politiche?

Chiediamo che questa interrogazione venga iscritta all’ODG del prossimo Consiglio Comunale utile.

 

Con osservanza

EUGENIO MARELLI

MARCO COLORETTI

Consiglieri Commissione Economia

 
 
(vai alla risposta del sig. Sindaco)

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