Calderara

Il valore delle case economiche e popolari 167 secondo la maggioranza di centrodestra

Articolo pubblicato sul blog del Comitato Cara Terra Mia – Condomini 167 – Trasformazione del Diritto di Superficie,

 

Il valore delle case economiche e popolari 167 secondo la maggioranza di centrodestra:

“diventato proprietario può vendere questo appartamento, però lo vende a prezzo di mercato. A 2200, 2300, 2500.”

Poniamo l’attenzione sulla trascrizione degli interventi in Consiglio Comunale relativi al dibattito sull’adeguamento delle modalità di determinazione dei corrispettivi per la cessione in proprietà delle aree già concesse in diritto di superficie del 21 marzo 2016.
Quanto riportato è la trascrizione integrale della trascrizione, evidenziando e commentando alcuni significativi passaggi.

 

Presidente

Grazie capogruppo Abbati. Prego capogruppo Riboldi.

Consigliere Riboldi

Fabrizio Riboldi
(Lega Nord – Lega Lombarda)

Sì. E’ una riflessione. E’ chiaro che noi qui stasera dobbiamo votare per permettere alla Giunta, al Consiglio, esprime l’approvazione, a una modifica per rendere possibile la continuazione della conversione del diritto si superficie. Perché con l’intervento delle Sezioni riunite della Corte, noi dobbiamo adeguarci a quello che è stato deciso. Quindi questo è un atto dovuto in un certo senso. Tutto il resto invece è una valutazione. Una valutazione da fare nell’interesse dei cittadini, ma anche nel l’interesse di chiarezza e giustizia, perché mi pongo questa riflessione. Oggi uno ottiene, oltre che la riduzione fino al 50%, la valutazione che dice non più a 1500 ma a 800, quello che si vuole, 15 giorni dopo, diventato proprietario può vendere questo appartamento, però lo vende a prezzo di mercato. A 2200, 2300, 2500. Quindi con una plusvalenza ed un guadagno veramente sicuro (*).
Allora detto questo io non sto dicendo che sarà così o no. Oggi, stasera non è in discussione questa valutazione, che verrà fatta con la disponibilità dell’assessore che è stata dimostrata…l’interesse che nessuno deve essere tartassato oppure venga succhiato il sangue ai cittadini, per l’amor di Dio. Qui dobbiamo solamente adeguarci ad una regola che dice non più il 40%, non più la possibilità del 50% cioè vendere fatto 100 a 30, ma una massimale di 50. Questa è la delibera ed il voto che dobbiamo dare. Tutto il resto è una valutazione che si farà ma non è in discussione di stasera.

(*) Ogni cittadino, e non solo proprietario di un’abitazione economica e popolare 167, cosciente del reale valore di mercato della propria abitazione, è in grado di misurare la ragionevolezza dei dati esposti nella “riflessione”. Ogni commento è superfluo.

 

 

Presidente

Grazie capogruppo Riboldi: Prego capogruppo Caniato

Antonella Caniato
(Partito Democratico)

Io faccio un paio di passaggi. Avessimo votato questa delibera la settimana scorsa, io non avrei partecipato al voto.
Come, se non ricordo male, non abbiamo partecipato, come Partito Democratico nella precedente deliberazione quella del 7 aprile 2014. E come credo abbiamo votato contrario nella precedente ancora, probabilmente era il 2012, non ricordo. Perché su questo tema abbiamo già votato tre volte se non ricordo male. Una prima volta in cui c’era tutto uno studio e c’era stata una scelta di questa stessa Amministrazione di applicare alcuni parametri, di mandare le prime comunicazioni, se vi ricordate, era il 2010, 2011. Per noi una serata in via Armstrong, per chiarirci quali erano stati i meccanismi, molto partecipata.
Per voi un braccio di ferro rispetto alle prime lettere arrivate sei anni fa.
Poi siamo tornati, e anche all’epoca quando la delibera è stata votata c’erano dubbi interpretativi o comunque scelte fatte rispetto ad una interpretazione piuttosto che ad un altra. I termini della discussione bisognerebbe andare a riguardarli nei verbali molto dettagliati dell’epoca, ma ricordo che fu una discussione abbastanza vivace. Nel 2014 abbiamo rivotato perché abbiamo riparametrato in base ad un’altra interpretazione o comunque a nuovi indicazioni arrivate. Oggi ci ritroviamo a votare un’altra volta. E nulla vieta che fra sei mesi, un anno ad altra interpretazione ci si possa ritrovare a votare. Allora qua è schizofrenica la situazione. Schizofrenica per il cittadino che in questi anni ha ricevuto più volte comunicazioni rispetto a: questi sono i conteggi; questo è quello che mi devi dar; questo è quello che porterai… Io mi domando, questo ragionamento per arrivare a dirmi, ma perché oggi ci adeguiamo? Abbiamo questa fretta di prendere l’interpretazione della Corte dei Conti, che è una cosa del marzo 2015, oggi siamo a marzo 2016? Abbiamo avuto la fretta, poi magari mi sbaglio, mi chiedo da cittadino e da consigliere che capisce poco, la fretta di chiudere tutte le possibilità di aderire a proposte vecchie il 29 di febbraio in commissione capigruppo?
Perché riteniamo come vincolante ed obbligatorio un parere espresso in audizione parlamentare? Perché nella delibera viene riportata questa cosa. Come se tra le motivazioni di una delibera come atto amministrativo, il parere di un Ministro o di una risposta parlamentare sia un parere vincolante, normativamente non contestabile, dal punto di vista di chi potrebbe impugnare la delibera. Allora io non sono un tecnico. Sono meno brava dei vostri dirigenti, però dei dubbi rispetto alle motivazioni che vengono riportate in delibera ce li ho. Allora mi fermo rispetto a questa cosa, perché poi, ritorno a quello che dicevo all’inizio, non uscirò dall’aula, a differenza di Maestri, non perché non volesse partecipare ma perché secondo il suo punto di vista, va spiegata l’assenza di Maestri, c’è un conflitto di interessi rispetto ad una sua posizione personale di proprietà della famiglia rispetto a questa questione della 167, per cui correttamente è uscito dall’aula e non partecipa alla discussione .
Noi non usciamo, probabilmente ci asterremo, anche se tendenzialmente io vorrei non votarla questa delibera, avrei voluto e mi fa piacere l’incontro con l’assessore che però è arrivato a metà della settimana dopo la convocazione del primo Consiglio comunale, per cui ben venga che abbiamo prolungato i lavori e forse c’è stata l’opportunità. Forse doveva venire dopo la Commissione Capigruppo, quindi prima del 15, è sempre una questione di metodo, ma mi sarebbe piaciuto che questa sera non venisse dibattuta, dopo l’incontro e si venisse a dire, proviamo a farci una riflessione un pochino più meditata rispetto a quelli che possono essere i punti di accordo che avete trovato comunque le ipotesi di lavoro futuro, invece di una delibera che, va bene, prende atto, ci obbliga a dire siamo d’accordo o non siamo d’accordo, ci asteniamo, ma che non ha approfondito, chiarito, se non nelle intenzioni , come ci si intende muovere, quindi applichiamo un parere. Applichiamo delle questioni. Per cui io ripeto, tendenzialmente io avrei voluto uscire, sentito il gruppo, staremo all’interno del consiglio, ci asterremo, non voteremo contro, ma non ci piace questa modalità di lavoro. Non votiamo contro perché si è aperta, perché altrimenti il voto era contrario o saremmo usciti dall’aula.

(*) Esemplare il comportamento del consigliere Maestri, conforme al disposto del Regolamento del Consiglio Comunale, in particolare all’articolo 12 che impone l’astensione obbligatoria e anche l’obbligo di allontanarsi dalla sala delle adunanze durante la trattazione di detti affari. Tale obbligo non è stato rispettato il 7 aprile del 2014 da alcuni consiglieri di maggioranza, risultando indispensabili per l’approvazione di una, da subito, contestata deliberazione sulla questione 167.

 

Presidente

Grazie capogruppo Caniato. Se non ci sono altri interventi chiudo la discussione e do la parola all’assessore Tonello.

Assessore Tonello

Assessore Andrea Tonello
(Forza Italia)

Grazie Presidente. Ringrazio il Consigliere Riboldi perché con il suo intervento ha riportato il tema della serata rispetto a quello che doveva essere la discussione in Consiglio Comunale, quindi di fatto della modalità di adeguamento dei corrispettivi in riferimento ad un parere espresso dalla Corte dei Conti riunitasi in Sezioni congiunte, appunto, non è una questione di voglia. Ricevo qualunque cittadino. La questione è che devo essere anche interpellato per poter ricevere i cittadini ed i comitati.
Sicuramente non negherò mai un appuntamento su un tema così importante. Mentre per quanto riguarda l’altro tema che è stato sollevato questa sera, rispetto a quello che è il valore venale, faccio una premessa: la stima qualsiasi stima, un qualunque metodo di stima, deve arrivare ad uno stesso valore. Nel senso che se questo vale 100, possiamo partire da qualsiasi parametro, da qualsiasi riferimento, ma ad un certo punto tutti quanti dobbiamo arrivare a dire che questo vale 100. Perché se no vuol dire che c’è la possibilità discrezionale di mettere parametri, pesi e contrappesi per pilotare il risultato (*). Sicuro che serve la trasparenza e, quindi questi è un impegno che prendo, rispetto ai cittadini. Perché i cittadini quando in maniera trasparente può rifare il calcolo perché dotato degli strumenti ed è dotato del metodo, può correggere un errore materiale. Su quello sono d’accordo se ci sono errori materiali, questi errori materiali verranno corretti. E’ superficiale riferirsi a valore OMI, OSMI o a un altro valore se non si conosce la formula del valore di trasformazione. Perché il valore di
trasformazione non è altro che un valore dell’ immobile, quindi del terreno costruito, quindi del suo immobile, dove ad un certo punto vado a dedurre dei costi che sono stati sostenuti per realizzare l’immobile, quindi il costo di costruzione, gli oneri di urbanizzazione, gli oneri finanziari, la progettazione, le spese generali, fatta questa sottrazione, devo attualizzare rispetto a quello che è il periodo che serve per costruire tale immobile. Quindi ho il valore del terreno, per dire se questo valore è troppo alto qualcuno potrebbe decidere di non costruire perché non è disposto a spendere per fa stara in piedi l’operazione immobiliare. E’ chiaro che il valore del terreno non dipende da cosa ci vado a costruire sopra. Nel senso che il valore del terreno intrinseco dipende dalla sia localizzazione. Fatto 100 il valore di costruzione a Paderno Dugnano, costruire a Milano è sempre 100. Cioè la sabbia, il cemento, i mattoni, le tegole sempre quello è il prezzo di riferimento. Il costo della manodopera a Milano e a Paderno Dugnano è paragonabile, a meno che ci si debba arrivare con l’elicottero a Milano. Sto parlando di aree omogenee. Allora cosa significa.
Significa Paderno Dugnano ha un valore del terreno inferiore a Milano, perché è meno servito, è più lontano, non è in una situazione comoda, non ha la metropolitana.
Quindi la stima è un metodo che è scientifico quindi noi dobbiamo trovare l’accordo o capire quale è il metodo utilizzato. Dopo di che, partire da un costo di costruzione nuovo, applicare un degrado, partire da un valore… io vi dico che alla fine di tutte le normative c’è sempre la stessa frase: “il costo dell’area così determinato”, quindi rispetto agli algoritmi proposti da sempre,” non può essere maggiore di quello stabilito dal Comune per le aree cedute di rettamente in diritto di proprietà al momento della trasformazione di cui al comma 47 dell’articolo 31. Cosa vuol dire che se il Comune decide di vendere dei terreni per fare case ha già stabilito qual’è il valore del terreno quindi non devo neanche procedere con una stima con il metodo di trasformazione. Potrei utilizzare direttamente i l valore venale del terreno, perché lo conosco. Noi utilizziamo il metodo ”valore di trasformazione“ perché non conosciamo il valore venale del terreno, perché il terreno a sua volta è stato espropriato con una normativa che teneva conto del prezzo dell’agricolo, rivalutato con le rendite domenicali, piuttosto che di altre cose. Oggi il Consiglio comunale si trova ad esprimersi a favore, o contro o astenersi, rispetto a quello che è un adeguamento di un calcolo che viene dopo tutto il discorso della stima. E c’è un’assunzione di responsabilità. Non è solo un atto dovuto e ci mancherebbe perché è il Consiglio comunale che ha la facoltà di decidere qual’è la riduzione da applicarsi fino al 50%. Allora è chiaro. Perché la si porta oggi. Perché alcuni consiglieri nel Consiglio comunale del 2014 non hanno partecipato al voto. E allora mi dica il Consiglio Consiglio comunale quale delibera proporre. Una delibera che non tiene conto del parere della Corte dei Conti riunitasi in Sezioni congiunte? Perché è solo un parere? Consiglio Comunale vuole una delibera dove ad un certo punto la riduzione è fissata al 40%? In modo tale da dire ad un certo punto, non entro nel merito della questione, la vecchia normativa faceva riferimento al 60% del valore venale, quindi riduco del 40. Poi quel 25% di riduzione è perché mi sono preparato. Sicuramente l’incontro del 17 mi ha portato all’attenzione e mi sono andato a vedere la delibera del 2014, dove già allora spariva, non c’era. Spariva quel 25% perché la Legge di Stabilità del 2014, toglieva quella possibilità. Poi Per carità faremo un approfondimento tecnico normativo, però nel momento in cui sparisce, non siamo in un caso di…. della norma dove rimangono in vigore due cose e non si sa quale usare. In quella legge di stabilità sparisce, quindi già delibera di Consiglio Comunale del 2014, teneva conto che non c’era più quella riduzione del 25% e l’Amministrazione di allora propose infatti il 50 applicato su un valore al 60, quindi, a conti fatti, il famoso 30. E oggi a conti fatti si arriva al 50. Sono contento ci sia stata una dichiarazione quanto meno di astensione, perché significa comunque assumersi una responsabilità è poter proseguire. Rimane l’impegno di questa Amministrazione nel, come dire, sull’altro piano, sull’altro tema, quello del valore venale di rendere chiaro, trasparente, il metodo di stima nel senso che è solamente condividendo il metodo di stima che possiamo andare ad identificare il valore venale corretto e possiamo partire dalle stime OSMI o dall’altra stima dell’Agenzia delle Entrate, sono due valori differenti, ma la forma non tiene conto solo di questi due valori, tiene conto anche di tutto il resto che vi ho raccontato.

 

Intervento senza microfono.

 

Il problema non è OMI o OSMI, il problema non è quello. Il problema non è quello, il problema è il risultato finale. Nel momento in cui si dovesse scegliere il valore inferiore è naturale che a questo punto si debba prendere il costo di costruzione riferito alla tipologia di costruzione che è una tipologia costruttiva di 30 anni fa e non quella di oggi.
Cioè va tutto di pari passo. Un conto è costruire una doppia parete coibentata, sono due muri di mattoni, di forati con dentro una coibentazione ed un conto invece è costruire una singola parete. Capiamo tutti quanti che il costo di costruzione è influenzato dalla tecnologia e dal modo con cui si costruisce ma non è un tema di Consiglio comunale. E’ un tema di quel tecnico, che si prenderà la responsabilità tecnica, che firmerà la stima, ma la stima dovrà essere capita, comprensibile con un algoritmo chiaro, in modo che qualsiasi cittadino possa in contraddittorio rifare il calcolo. Però va da sé che qualsiasi metodo di stima utilizzato debba portare allo stesso valore perché cambiando i valori non è più scientifica la stima. Ecco ma io adesso ho fatto questa digressione rispetto alla delibera, come dire, il consigliere Riboldi ha detto bene, qui si tratta di votare un adeguamento rispetto ad un parere della Corte dei Conti. Perché? Perché il Consiglio comunale ha una responsabilità. Ha anche una responsabilità verso i cittadini che vogliono continuare a trasformare per poter poi fare delle vendite e quant’altro (**). Grazie.

 

(*) Il procedimento adottato è di per se discrezionale. Ad esempio sulla scelta di utilizzare i valori OSMI e non OMI, nel considerare le case nuove e non con la loro reale vetustà, nel considerare valori del 2010 e non gli attuali che sono sensibilmente più bassi, nell’applicare sui valori OSMI solo una parziale riduzione e non la completa agevolazione prevista.
(**) Appare sempre più evidente, anche per l’Amministrazione comunale, che i cittadini hanno un reale interesse alla trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà, in particolare alle condizioni proposte dal 2011 ad oggi, solo in caso di vendita.

 

Presidente

 

VOTAZIONE

 

Grazie Assessore. Pongo in votazione l’ultimo punto all’ordine del giorno che è l’Adeguamento modalità di determinazione dei corrispettivi per la cessione in proprietà delle aree già concesse in diritto di superficie – art. 31 Legge 23/12/1998 n. 448.
I Consiglieri comunali favorevoli sono pregati di alzare la mano: 14 favorevoli. Astenuti 5. Contrari nessuno. Il punto è approvato.

N.B. Hanno espresso parere favorevole in votazione, pur senza esprimere alcuna opinione, i gruppi consiliari della maggioranza di Forza Italia (capogruppo Nicola Turano) e Progetto Paderno Dugnano (capogruppo Mario Giovanni Mosconi).

 

Per la visione completa del dibattito consigliare rinviamo alla pagina:

http://caraterramia.blogspot.it/2016/05/condomini-in-consiglio-comunale-se-ne.html

Mentre per la parte 1 e 2, di 3:

http://caraterramia.blogspot.it/2016/05/verbale-di-deliberazione-del-consiglio.html
http://caraterramia.blogspot.it/2016/06/il-verbale-di-deliberazione-del.html

Efrem Maestri – INTERPELLANZA. Viabilità: incrocio vie F. Meda – Monte Cervino – L.B. Alberti (quartiere Palazzolo Milanese); via A. Boito (quartiere Calderara)

• Al sig. Sindaco di Paderno Dugnano,
Marco Alparone;

• Al sig. Presidente Consiglio
Comune Paderno Dugnano,
Umberto Torraca

• Al sig. Assessore delegato in materia;

E, p.c. :

• Ai sigg. Capigruppo consiliari

Oggetto: INTERPELLANZA. Viabilità: incrocio vie F. Meda – Monte Cervino – L.B. Alberti (quartiere Palazzolo Milanese); via A. Boito (quartiere Calderara)

Il sottoscritto consigliere comunale

PREMESSO CHE:

  • all’incrocio delle vie F. Meda – Monte Cervino – L.B. Alberti, situato nel quartiere di Palazzolo Milanese, sono successi in passato numerosi incidenti, fortunatamente senza gravi conseguenze per le persone coinvolte. Le dapprima citate vie sono molto trafficate: si denotano la mancanza di dissuasori di velocità e una segnaletica orizzontale non molto visibile. Queste tre vie, avendo una carreggiata molto stretta, in molti tratti sono privi di marciapiedi e in nessun tratto ci sono paletti di protezione per i pedoni.

  • L’incrocio di cui sopra presenta due stop situati rispettivamente nelle vie L.B. Alberti e Monte Cervino che, il più delle volte, non vengono rispettati dagli automobilisti. Nonostante vi sia uno specchio stradale parabolico, situato però solamente in via L.B. Alberti, vi è una scarsa visuale. Inoltre molti automobilisti che da via Alberti intendono svoltare a destra in via Filippo Meda invadono la corsia di sinistra, vale a dire quella opposta al loro senso di marcia.

  • la via A. Boito, situata nel quartiere di Calderara, ha una carreggiata molto stretta ed è priva di marciapiedi e/o paletti di protezione per i pedoni. Essa è regolamentata a senso unico di circolazione con accesso da via G. Paisiello. Nelle ore di traffico veicolare intenso molti automobilisti, per evitare di percorrere via Erba, si immettono in via A. Boito arrecando così disagio ai residenti e creando pericolosità per i pedoni.

CONSIDERATE:

  • le segnalazioni pervenutemi da alcuni cittadini residenti nelle suddette vie, concernenti il bisogno di messa in sicurezza

Interpella la Giunta e l’Assessore competente per sapere:

  • quali siano gli intendimenti futuri atti a risolvere i problemi di viabilità sopra esposti.

 

Chiedo altresì che la presente interrogazione sia iscritta all’Odg del primo Consiglio Comunale utile, in attesa di sollecita risposta scritta.
Cordiali saluti.

Paderno Dugnano, 05/06/2015
Efrem MAESTRI (Partito Democratico)

 
 
(vai alla risposta dell’assessore Di Maio)

Antonella Caniato: Interrogazione sul taglio degli alberi a Calderara

Il sottoscritto Caniato Antonella , consigliere comunale del PD di Paderno Dugnano, in merito alle notizie relative al taglio degli alberi nel quartiere di CALDERARA

CHIEDE di sapere:

  • Perché gli alberi sono stati tagliati ?
     
  • Sulla base di quale relazione tecnica sono stati dichiarati da abbattere ( si chiede ne venga data lettura ) ;
    erano tutti “malati” o vi è una scelta legata alla sicurezza che non abbiamo capito?
     
  • In molti non sapevano nulla, noi compresi e ci chiediamo perché non sono girati “questionari” come per Via Sant’Ambrogio a Palazzolo?
     
  • I Quartieri hanno pesi diversi?
    Esistono Quartieri più o meno Importanti?
    Non è la prima volta che quest’Amministrazione Comunale, interviene nel Quartiere di Calderara senza informare Cittadini e Consiglieri di Quartiere.
     
  • E’ questa la corretta modalità di procedere al fine di rendere Paderno Dugnano una Realtà Partecipata?
    Speriamo che al di là dell’evolversi del progetto, e ci informeremo, altri alberi vengano ripiantati in tempi brevi, anche se ci vorranno anni prima che questi possano crescere e tornare a regalare ossigeno e bellezza a questo Quartiere.
     
  • Durante il taglio di questi alberi, la via non è stata chiusa e le auto potevano circolare e parcheggiare in ambedue i sensi di marcia liberamente. Perché ?
     
  • Si chiede infine quali scelte questa Amministrazione intenda o meglio, ha inteso fare, in merito alla tutela e all’ampliamento del verde di questa citta e in particolare nei quartieri periferici dove , stante le questione sopra poste e i progetti in Pgt ,tutto sembra andare nella direzione della “ desertificazione”?

Si chiede che la presente interrogazione sia iscritta con urgenza all’o.d.g del prossimo Consiglio Comunale.

Cordiali saluti.
Antonella Caniato

documento di tipo Adobe Acrobat pdf  16 apr 2013 – Antonella Caniato: Interrogazione taglio alberi a Calderara

documento di tipo Adobe Acrobat pdf  3 mag 2013 – Risposta Interrogazione taglio alberi a Calderara

il PD incontra la Città a Calderara

il PD incontra la Città a Calderara

Bilancio e 167

Solidarietà

Forte è la solidarietà del Partito Democratico, riunito in assemblea giovedì scorso dopo l’intimidazione subita da un cittadino di Calderara, cui confermiamo la nostra vicinanza e la nostra ferma condanna per un gesto che non esitiamo a definire criminale.

Eppure non sembra un gesto politico, il cittadino non ha incarichi politici, né sembra un gesto da esaltati, che solitamente agiscono da soli, e nonostante parte dell’”esortazione” sia stata di abbandonare le rimostranze sui riscatti sembra troppo semplice definirlo figlio dell’agitazione dei cittadini.

In queste situazioni la prima domanda che ci si deve porre è: a chi giova ?

Non giova all’Amministrazione, cui basterebbe andare incontro ai cittadini per raccogliere più soldi di quanti ne raccoglierà mantenendo la posizione rigida che ha deciso di mantenere.

Due settimane di posticipo dei termini sono una presa in giro e non si capisce dove stia la “volontà di ascolto” se le assemblee che vogliono convocare non sono fatte “per ascoltare” bensì “per spiegare” le ragioni dell’Amministrazione che sostiene di non poter recedere dai termini indicati, nonostante gran parte dei comuni limitrofi abbia condizioni più vantaggiose.

Certo non giova al cittadino intimidito né ai cittadini coinvolti.

Quindi a chi giova ?

Non spetta a noi il compito di indagare e chi ha questo compito ha da sempre la nostra fiducia.

Noi ci appelliamo a tutti i Cittadini, a tutte le Associazioni e a tutti i Comitati presenti sul territorio, alla Società civile, alle Parrocchie, ai Partiti e all’Amministrazione Comunale affinché  tengano alta la guardia, troppi fatti nell’ultimo periodo sembrano indicare che la legalità nella nostra Città è a rischio.

Teniamo alta l’attenzione, non diamo per scontato che certe situazioni siano accettabili o addirittura permesse, certi “consigli”, certe “esortazioni”, certe “offerte” magari al ribasso, certe “pressioni” magari “per il tuo bene” sono il concime su cui crescono le mafie.

Oscar Figus
Coordinatore Cittadino
Partito Democratico
Paderno Dugnano

COMUNICATO STAMPA – 1 ott 2011 — Solidarieta

Riscatto diritto di superficie

Grandissima partecipazione all’assemblea pubblica organizzata, giovedì 22 settembre, dal Partito Democratico di Paderno Dugnano sul tema del riscatto del diritto di superficie a seguito delle prime lettere con i conteggi e con le modalità di adesione inviate dall’Amministrazione.

Dopo i doverosi ringraziamenti per le centinaia di persone che, a Calderara, hanno affollato la sala del Consiglio di quartiere, i molti che non hanno potuto entrare e tutti coloro che si sono mobilitati in prima persona su questo argomento (che riguarda molti cittadini anche in altri quartieri), facciamo il punto della situazione.

Precisiamo che non è obbligatorio riscattare e non succede nulla se non si riscatta, il riscatto del diritto di superficie è funzionale, ad esempio, alla vendita dell’appartamento, negli altri casi è possibile aspettare in attesa di fare chiarezza sui termini.

Inoltre, sempre per la precisione, qui non si parla di riscatto degli appartamenti ma di trasformazione in piena proprietà delle aree, gli appartamenti sono già di proprietà dei rispettivi proprietari e l’Amministrazione non ha nulla da pretendere su questi.

Il problema principale è invece il valore di riscatto troppo alto, molto più alto di quanto pagato o stimato negli anni passati …

COMUNICATO STAMPA – 25 set 2011 — Riscatto diritto di superficie

Antonella Caniato: Interrogazione su situazione via Boito, quartiere Calderara

La sottoscritta, Caniato Antonella, consigliere comunale del PD di Paderno Dugnano.

  • in relazione all’articolo pubblicato mezzo stampa relativo alla situazione di via Boito, quartiere Calderara (Il Notiziario del 1 luglio 2011 e Il giorno del 2 luglio 2011)
  • sentiti alcuni cittadini, abitanti della suddetta via relativamente al bisogno di messa in sicurezza della via e alle loro proposte
  • preso atto della corrispondenza intercorsa tra gli stessi e l’amministrazione Comunale nel periodo tra la primavera 2010 e il mese di maggio 2011

chiede di sapere:

in che modo l’Amministrazione intenda dare risposte concrete alle sollecitzioni motivate del residenti sia nell’immediato sia in una futura revisione del Piano urbano del Traffico.

Si chiede che la presente interrogazione abbia risposta scritta e sia inserita all’o.d.g. del prossimo Consiglio Comunale.
Cordiali saluti

documento di tipo Adobe Acrobat pdf Interrogazione Caniato 40133 del 12.07.2011

documento di tipo Adobe Acrobat pdf Risposta Interrogazione Caniato 40133

Antonella Caniato: Interrogazione su diversa conduzione del nido Baraggiole per l’anno scolastico 2010/2011

La sottoscritta, Caniato Antonella, consigliere comunale del PD di Paderno Dugnano, in merito alle notizie relative ad una diversa conduzione del nido di Baraggiole per l’anno scolastico 2010/2011,

chiede di sapere:

  1. in che cosa consiste tale cambiamento da un punto di vista organizzativo e pedagogico;
  2. quali sono le motivazioni che inducono a tale cambiamento;
  3. se di tale cambiamento si è data corretta informazione alle famiglie dei bambini frequentanti e quali vantaggi esso comporta;
  4. per quale motivo non si sia ritenuto opportuno iscrivere all’odg della commissione servizi, oltre che alla commissione nidi, tale intervento, in modo da raccogliere anche i pareri della commissione stessa e di recepirne gli indirizzi.

Si chiede che la presente interrogazione sia iscritta all’odg del prossimo consiglio comunale.

Cordiali saluti

documento di tipo Adobe Acrobat pdf Interrogazione Caniato 16697 del 20.03.2010

documento di tipo Adobe Acrobat pdf Risposta Interrogazione Caniato 16697

Boggia, Caniato: Interrogazione su mancata informazione, relativa alla convocazione della Comm.ne Servizi, ai firmatari dell’istanza sulle tariffe per l’utilizzo del Centro Carcatrà

Egregio Signor Sindaco,

in data 20 gennaio 2010 si è svolta la riunione della Commissione Servizi, convocata con carattere di urgenza per discutere un’istanza firmata da un nutrito gruppo di cittadini (circa 720), relativa all’introduzione di tariffe per l’utilizzo della Ludoteca e del centro Carcatrà.
In quell’occasione il Presidente della Commissione Dott. Riboldi ed altri consiglieri di maggioranza hanno stigmatizzato il fatto che nessuno dei 720 firmatari la petizione fosse presente per assistere ai lavori della Commissione stessa e per ascoltare la discussione.
A precisa domanda dei consiglieri del PD, l’Assessore Tagliabue ed il Presidente della Commissione Servizi hanno garantito che i firmatari dell’istanza erano stati informati ed invitati; a sostegno di questa affermazione hanno fatto notare che la riunione della Commissione Servizi si stava svolgendo in Aula Consiliare anziché -come consuetudine -in Sala Giunta.
Nei giorni successivi alla riunione i firmatari della presente si sono attivati per verificare l’avvenuta convocazione della parte istante.
Con grande stupore ci è stato assicurato che nessuna convocazione né informazione è pervenuta da parte dell’Amministrazione ai firmatari della petizione.
La prima firmataria è stata informata sia per mail che in cartaceo, successivamente al 20 gennaio, solo dell’esito della riunione, mentre non ha ricevuto alcuna comunicazione / convocazione / invito per assistere/partecipare o far assistere/partecipare i cittadini firmatari alla riunione stessa.

Considerato

  • che l’articolo 30 punto 4 del Regolamento della Partecipazione Popolare riporta quanto segue: “Di ogni passaggio o decisione deve essere informato il primo firmatario dell’ istanza o petizione ove non sia indicato altro referente”;
  • che la Convocazione della Commissione si configura come uno dei “passaggi” dell’iter dell’istanza;
  • che l’eventuale affissione all’albo pretorio non assolve e non sostituisce il dovere dell’ Amministrazione di informare direttamente il primo firmatario, né garantisce il rispetto del diritto dello stesso ad essere personalmente informato con mezzi diretti,

Chiediamo

  1. Di poter conoscere se e con quali modalità i firmatari dell’istanza sono stati informati dall’Amministrazione Comunale.
  2. Per quale motivo ciò non sia avvenuto
  3. Per quale motivo il Presidente della Commissione Servizi ed altri rappresentanti dell’ Amministrazione e della maggioranza hanno invece affermato formalmente una cosa che si è rivelata non vera o frutto di errata informazione.

Certi di una Sua cortese risposta, chiediamo l’iscrizione della presente interrogazione all’ODG del prossimo Consiglio Comunale.

documento di tipo Adobe Acrobat pdf Interrogazione Boggia Caniato 7051 del 05.02.2010

documento di tipo Adobe Acrobat pdf risposta a interrogazione_Boggia_Caniato 7051

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