Antonella Caniato

COMUNICATO STAMPA – Alla ricerca di…un Consiglio comunale non solo luogo di ratifica

COMUNICATO STAMPA

Alla ricerca di…
un Consiglio comunale non solo luogo di ratifica

Consiglio comunale del 26 febbraio: senza maggioranza si ritirano i punti e si va a casa! Una storia infinita di non rispetto delle opposizioni e una dimostrazione dello sfaldamento di una maggioranza che non interviene più, che silenziosa aspetta gli interventi della minoranza, che affronta un Consiglio comunale senza essere certa di poter supportare il voto con i suoi consiglieri, una maggioranza che ieri sera non c’era e che dopo due mesi di silenzio e nessun lavoro di Commissione porta in Consiglio, come dice Bogani, “temi trasversali”,  regolamenti che avrebbero potuto essere rivisti o riscritti con il contributo non solo degli uffici e dei dirigenti ma anche e soprattutto dei consiglieri.

Ieri sera le opposizioni hanno voluto dare un segnale a questa maggioranza: se siete maggioranza, così come avete sempre fatto boriosamente in questi 10 anni, approvate con i vostri numeri Carrefour, consuntivo anno finanziario 2018, nuovi regolamenti o altro!

Noi ci saremo se voi ci sarete!

Il capogruppo del Partito Democratico di Paderno Dugnano
Antonella Caniato

COMUNICATO STAMPA – Biglietto unico integrato

COMUNICATO STAMPA

Biglietto unico integrato: Regione Lombardia non fermi questa importante riforma.

Ottima l’iniziativa bipartisan dei Sindaci.

Perché Bogani non ha firmato?

Paderno Dugnano, 9 gennaio 2019

Il PD di Paderno Dugnano esprime il totale sostegno alla lettera bipartisan con cui 95 sindaci della Città Metropolitana di Milano, e 2 della provincia di Pavia, hanno chiesto a Regione Lombardia e al Comune di Milano di riaprire in tempi brevi la discussione per l’approvazione della tariffa unica integrata per il trasporto pubblico metropolitano di Milano.

In Consiglio regionale il PD era pronto ad approvare già a dicembre questa proposta durante l’ultima sessione di bilancio: purtroppo Regione Lombardia, subendo i diktat di Forza Italia, Lega e Movimento 5 stelle, ne ha per ora bloccato l’approvazione.

Ricordiamo che nel 2016 il Consiglio comunale di Paderno Dugnano votò all’unanimità un Ordine del Giorno sul prolungamento della M3, inizialmente presentato dal centrodestra: come PD apportammo alcune modifiche, proponendo di impegnare l’allora Sindaco Marco Alparone e la Giunta comunale alla promozione di un accordo quadro tra i Comuni della Città Metropolitana, al fine di realizzare l’integrazione tariffaria di tutti i mezzi di trasporto (biglietto unico), la sperimentazione di tagliandi di viaggio innovativi (biglietti modificabili in corsa o tessere a scalare) e l’adozione di un’area più omogenea.

Ci chiediamo perché ora, a distanza di circa 3 anni, il Vice Sindaco Bogani non abbia sottoscritto la lettera assieme ai suoi colleghi. Non solo: il già Sindaco Marco Alparone, ora consigliere regionale che – giustamente! – si è tanto impegnato per la riqualificazione delle metrotranvie e per il prolungamento della M3, che fa? Non fa cambiare idea al suo capogruppo Comazzi? Non dice nulla in merito?

Invitiamo il Vice Sindaco Bogani e il consigliere Alparone a sostenere questo nuovo sistema di tariffazione per cerchi concentrici, già presente in molte metropoli europee, misura che porterebbe notevoli benefici pratici e ed economici ai padernesi: ad esempio, l’attuale abbonamento annuale ATM Area Media passerebbe dagli attuali 685 € a 552 €, mentre il mensile da 79 € a 60 €.

Il biglietto unico sarebbe un elemento veramente importante per convincere sempre di più i cittadini padernesi ad utilizzare i mezzi pubblici a vantaggio della qualità dell’aria e per farli sentire veri e propri cittadini Metropolitani.

Antonella Caniato
segretaria Pd Paderno Dugnano e capogruppo Pd Consiglio comunale

COMUNICATO STAMPA – no a via Almirante a Paderno Dugnano

A Paderno volete una via Almirante? Quo vadis?

“Chi ha ricoperto il ruolo di segretario di redazione del Manifesto per la Difesa della Razza senza mai pentirsene non merita una via come riconoscimento”

Ci chiediamo in quale direzione voglia andare questa amministrazione.

Si dice no con discutibili motivazioni all’approvazione di un ordine del giorno della minoranza consigliare che chiede attenzione e vigilanza sui fenomeni di propaganda fascista e neo fascista e qualche giorno dopo si lascia intendere che ci possa essere la possibilità di intitolare una via a Giorgio Almirante, uomo che ancor prima di essere fondatore del morto Movimento Sociale Italiano, è stato convinto sostenitore della Repubblica di Salò!
Il Pd di Paderno e il suo gruppo consigliare dicono no a questa idea e auspicano che l’amministrazione e in particolare il suo vicesindaco, non vendano la loro anima democratica e antifascista, più volte proclamata, lasciando spazio a promesse elettorali non antifasciste e dimenticando la Storia per un pugno di voti!

Antonella Caniato
Segretaria Partito Democratico di Paderno Dugnano

Congresso PD 2018 – I risultati di Paderno Dugnano

Questa mattina, Domenica 18 Novembre, si è tenuta l’assemblea degli iscritti al PD di Paderno Dugnano per l’elezione del segretario e del coordinamento di circolo, oltre che il congresso per l’elezione del Segretario Metropolitano e infine del Segretario Regionale.

L’assemblea ha votato, tramite voto palese, Antonella Caniato come segretaria di circolo e il relativo coordinamento, composto da Marco Sette, Morena Artusa, Giorgio Grassi, Silvia Zesi, Milo Genovese, Daniela Caputo, Federico Cattaneo, Michela Scorta, Salvatore Monachino, Erica Boiano, Lucio Romani ed Elena Cozzi.
I migliori auguri di buon lavoro ad Antonella e al coordinamento per le prossime sfide che il circolo avrà davanti da ora e per i prossimi mesi.

Comunichiamo infine i risultati del seggio di Paderno Dugnano per l’elezione dei segretari metropolitano e regionale in attesa della fine di tutti gli scrutini e comunicazione degli eletti:

Regionale PADERNO DUGNANO
votanti 62

Vinicio Peluffo: 48
Eugenio Comincini: 13

bianche 1
nulle 0

Metropolitano PADERNO DUGNANO
votanti 47

Silvia Roggiani: 33
Ugo Vecchiarelli: 7
Davide Skenderi: 7

bianche 0
nulle 0

Comunicato stampa – ampliamento Carrefour – Centro Commerciale Brianza

Come pensavamo l’Amministrazione Comunale di Paderno Dugnano, attraverso la maggioranza che la sostiene, si appresta ad approvare la variante urbanistica propedeutica all’ampliamento del Centro Commerciale Brianza.

Ne eravamo certi.

Noi vogliamo però esprimere una contrarietà di merito e di metodo all’operazione proposta, alla luce anche delle dichiarazioni rilasciate su La Calderina da parte del Sindaco Alparone. Abbiamo molto rispetto di tutti i protagonisti che operano sul nostro territorio e quindi anche del Centro Commerciale Brianza, abbiamo qualche riserva in più sul tipo di lavoro offerto e soprattutto sui nuovi contratti: ci piacerebbe che l’eventuale convenzione dicesse qualcosa anche di questo, visto che il Sindaco mette in campo una riflessione sui posti di lavoro.
Chiediamo però la massima trasparenza che, invece, non vediamo.

È vero che il passaggio preliminare è la variante urbanistica: quello che vogliamo vedere chiaramente è cosa succederà al Centro Commerciale ma soprattutto alla Città dopo la sua adozione.
Una riflessione di prospettiva è legata anche alla reale evoluzione del commercio che sicuramente coinvolge almeno tre categorie: il commercio tradizionale di vicinato, la grande distribuzione e quello che
avanza a grandi passi, cioè l’e-commerce.

È chiaro che mancano luoghi di confronto oltre quello del Consiglio Comunale  dove però dovrebbe giungere il risultato finale frutto di un dibattito della Città e non solo tra le forze politiche.
Una riflessione dovrebbe arrivare anche da come è stata approvata la variante RE3, ossia con soli 10 voti: di fatto, la NON maggioranza del Consiglio Comunale.

Quello che chiediamo è di dire subito che attività troveranno casa nel Centro Commerciale, se le stesse porteranno un arricchimento alla Città o solo alla parte proponente.
Si parla insistentemente di un nuovo multisala, ma è un’offerta che risponde alle esigenze della collettività o a questa domanda esistono già risposte tramite la multisala già presente e soprattutto lo spazio pubblico del Cinema Metropolis?

A quanto ammontano gli oneri ed eventuali extra oneri frutto della convenzione che si andrà a stipulare ?

Quali sono le opere finanziate e quale è la vera prospettiva, noi ricordiamo solo un “pizzino” presentato in una delle prime commissioni territorio che elencava una serie di cose, cessioni di aree, palazzetti dello sport, passerelle (ma non c’è n’è già una?) parcheggi e altro.

Le associazioni che rappresentano i commercianti hanno presentato osservazioni, Il Sig. sindaco non può liquidare questa discussione solo con blande dichiarazioni su La Calderina, non si possono procedere senza un dibattito pubblico.

Assieme alla variante urbanistica vengano presentati tutti i documenti conseguenti ed allora sarà possibile fare un bilancio e prendere consapevolmente una decisione altrimenti la certezza è di una decisione che influisce sul futuro della città che non può essere amministrata soltanto facendo qualche asfaltatura, qualche rifacimento di marciapiedi e un po’ di strisce bianche.

La città vuole contribuire alla formazione delle decisioni altrimenti ci sorge il sospetto che non si faccia l’interesse collettivo ma solo di quelli che hanno più forza.

I Partiti sono un importante pezzo del dibattito democratico; quello che veramente manca è la condivisione con i cittadini.

Antonella Caniato
Capogruppo PD
Consiglio Comunale di Paderno Dugnano

Paola Cattin
Segretaria PD
Circolo di Paderno Dugnano 

Conferenza Stampa – Ampliamento Carrefour: il PD discute nel merito

Martedì 22 maggio
alle ore 11.00
in via Gramsci 56, presso la sede del Circolo PD – Paderno Dugnano

Il gruppo consigliare PD e il circolo PD di Paderno Dugnano vogliono una discussione partecipata, aperta e anticipata, rispetto alla variante urbanistica dell’ampliamento del Centro Commerciale.

I grandi temi da approfondire – sui quali l’amministrazione ex-Alparone latita – sono:

Contratti dei lavoratori
Variante urbanistica
Evoluzione del commercio. Dai negozi di vicinato all’e-commerce
Un nuovo cinema multisala
Oneri della convenzione e opere finanziate

Il Partito Democratico chiede all’amministrazione comunale un confronto serio, nel merito, coinvolgendo la cittadinanza, le associazioni e le categorie commerciali. L’ampliamento Carrefour, quale impatto avrà sul futuro complessivo di Paderno Dugnano? E poi sarà approvato con soli 10 voti di maggioranza? Vedi approvazione della variante RE3.

Antonella Caniato – capogruppo PD Consiglio comunale
Paola Cattin – segretario Circolo PD Paderno Dugnano

Comunicato Stampa – RE3: che tristezza!

La cosa che deve essere chiara è che ieri sera, in seconda convocazione, dopo la mancanza del numero legale del giorno prima la maggioranza non c’era e mancava su un argomento delicatissimo come la variante urbanistica RE3: 60 appartamenti del parco di via Gorizia, circa 15000 metri cubi “regalati” grazie allo scellerato Piano di Governo del territorio approvato dalla maggioranza guidata dal Sindaco Alparone.

È scandaloso che un argomento così delicato venga approvato in seconda convocazione e con soli 10 voti: in seconda convocazione si fanno le riunioni di condominio!
Poco equilibrata è stata la gestione della serata da parte del Presidente del Consiglio, il pubblico sfavorevole non è mai gradito e, come sempre, la serata finisce sempre con qualche espulsione!

Una cosa è certa, pesanti sono le assenze del gruppo di Forza Italia che nascondono un profondo malessere nella maggioranza, peccato che a farne le spese sia la nostra comunità che vede approvata una variante che apre la strada allo sconvolgimento del territorio.

Adesso come si farà a dire di no ad operazioni analoghe? Noi vogliamo sottolineare la negatività del merito e del metodo. Ci abbiamo provato come opposizioni, come associazioni, come cittadini (3000 firme )!

Non si doveva fare questa operazione e non si doveva fare in questo modo e soprattutto in questo momento con un Sindaco che ormai occupa una poltrona che è incompatibile con la sua nuova carica di Consigliere Regionale.

La comunità deve reagire, non rinunciare a percorrere strade che blocchino l’attuazione. Occorre prendere atto della mancanza di numeri che si è verificata, occorre essere consapevoli  che non si può lasciare ad una maggioranza arrogante e raffazzonata la gestione della politica padernese nell’ultimo anno.

Non staremo a guardare !

Per il gruppo consiliare del Partito Democratico del Comune di Paderno Dugnano
la Capogruppo
Antonella Caniato

COMUNICATO STAMPA – Carrefour, RE-3, Migranti. Tre questioni vitali per il futuro di Paderno Dugnano.

Ampliamento Carrefour

Su questa vicenda occorrono la massima trasparenza e chiarezza. Il Partito Democratico s’interroga sul senso generale di questo ampliamento del centro commerciale. Nulla contro l’ipermercato, ma qual è il senso generale dell’ampliamento? Cosa si realizza? Un nuovo multisala cinematografico? A Paderno esistono il multisala le Giraffe e Area Metropolis. Qual è il ritorno per la città? Avremmo bisogno di uno studio, un progetto, una valutazione economica ed un cronoprogramma. Ed invece cosa abbiamo? Niente di tutto questo, solo il fogliettino scarabocchiato dell’assessore Bogani.

Per come abbiamo compreso l’ampliamento, questa “mega passerella” trasformerà il centro commerciale in un nuovo centro naturale della città. Ha senso portare al Carrefour il centro cittadino svuotando piazze e quartieri del centro storico? Ribadiamo, non abbiamo nulla contro Carrefour, ma l’ampliamento della galleria negozi senza un piano dei servizi, senza la concreta certezza di un vantaggio a lungo termine per la città non ci convince affatto. Ed ancora, come pensa di muoversi l’amministrazione Alparone sull’autorizzazione commerciale regionale? La chiederà oppure no? Perché a noi pare un requisito fondamentale.

Alle spalle di tutta l’operazione non c’è una visione della città futura ma solo megalomania, il desiderio di concretizzazione degli obbiettivi di mandato della Giunta Alparone (palazzetto dello sport, palazzo Asl…). Non vediamo nel “foglietto” presentato dall’Assessore Bogani alcuna visione coerente della città. Il documento, presentato in Commissione territorio, che alleghiamo, è un lungo elenco dei “sogni” da realizzare in cambio della “desertificazione” del centro cittadino, che sarà il frutto avvelenato dell’ampliamento del centro commerciale.

Ed ancora sul “foglietto” dell’Assessore Bogani. È un lungo elenco di opere, cose e servizi da realizzare, senza uno straccio di studio, senza l’indicazione dei costi ed una cronologia dei tempi di realizzazione. Chi pagherà le opere “sognate” sul “foglietto”? Gli oneri di urbanizzazione oppure una convenzione a carico dell’operatore? Perché se le opere sono finanziate con gli oneri, allora li paga la collettività. A chi è venuto in mente il palazzetto dello sport, quali sono i progetti di uso e i costi di gestione?

Deve essere chiaro che il Pd è per i “centri commerciali” naturali, ovvero i centri storici, le piazze e le vie della nostra città. Una vetrina chiusa è una città meno accogliente e sicura. Siamo anche per non fermare lo sviluppo, ma ci vuole un equilibrio garantito. Tralasciamo, infine, la questione di come segnalare i nominativi per le assunzioni, siamo al voto di scambio?

 

Intervento edilizio RE-3 – parchetto di via Gorizia.

Su questo intervento occorre una profonda riflessione. Una domanda sorge spontanea, se viene delocalizzato quel volume è perché lì, a meno di una cementificazione selvaggia, non ci sta. E poi sul Parco del Seveso non ci si prenda in giro, se si vuole il Parco del Seveso sia fatto uno studio su tutto l’alveo del torrente e si intervenga con un progetto complessivo, vincolante e con un calendario, altrimenti è il “lenzuolo” per coprire le vergogne.

La delocalizzazione dei volumi impone una riflessione. È opportuno delocalizzare tutto svuotando il centro per portare la residenza fuori, disperdendo così un centro cittadino che ha già difficoltà a sopravvivere? A nostro avviso, in un ragionamento più ampio, libero, un buon inserimento locale potrebbe essere per una parte compensato. Quante sono le aree dismesse sul territorio comunale? Se proprio bisogna delocalizzare partiamo da lì e non da un’area di immenso valore ambientale come il parchetto di via Gorizia.

Parliamo della nuova localizzazione, scelta che grida vendetta, un bosco urbano realizzato trent’anni fa anche grazie ad associazioni ambientaliste nazionali che abbiamo già allertato. Già vediamo la pubblicità dell’intera operazione “VENDESI PRESTIGIOSE RESIDENZE, VARIE METRATURE, NEL CUORE DI UN PARCO, VICINISSIMO AL CENTRO E AI SERVIZI”. E no caro Sindaco così non va, quel verde è della città e dei suoi cittadini e non di un operatore che si aggiudicherà l’operazione!

Altra valutazione. Questo sciagurato intervento, trasportato in via Gorizia, si somma ad un altro intervento, quello delle aree ex-Scaltrini. Intervento di altra natura che questa volta opera in un’area veramente dismessa. I volumi però gravano vicinissimi. Occorre uno studio sui bisogni di tutto quel comparto compreso fra via Gorizia, via Cardinal Riboldi e via Cherubini. Mancano tutti i servizi e si portano altri abitanti? Non c’e parcheggio e si portano nuovi veicoli? Non c’e un percorso protetto e non se ne parla, non solo nel nuovo intervento, ma anche per l’esistente.

Non parliamo poi della viabilità. I geniali professionisti, senza che il Comune dica ancora niente, hanno pensato ad una viabilità che graviti direttamente su via Generale Dalla Chiesa. Probabilmente il Sindaco e l’Assessore non la percorrono mai, altrimenti si sarebbero accorti che per molte ore è impossibile immettersi ed uscire. Sottolineiamo che per arrivare dal parco di via Gorizia a via Dalla Chiesa si attraversa una preziosa area a verde piantumata e non.

 

Migranti

Parliamo infine del terzo tema: i migranti. Noi siamo contenti della firma che il Sindaco Alparone ha apposto in Prefettura sulla convenzione, vorremmo però saperne di più. Come principale forza di opposizione in Consiglio comunale vorremmo essere coinvolti, vorremmo che la città potesse conoscere, perché se le cose le conosci riesci a capirle meglio!

Vorremmo sapere se la questione procede oppure se le divergenze, o meglio le divisioni politiche dentro la maggioranza porteranno a ripensamenti o a conferme. Ci piacerebbe capire i progetti, noi siamo per un inserimento e per trattare con la Prefettura affinché i migranti assegnatici siano socialmente e attivamente inseriti con progetti che diano un ritorno alla città.

Noi ci siamo e vogliamo parlarne, abbiamo visto che sull’ultimo numero del notiziario comunale “la Calderina” si è fatta la solita propaganda ma dei tre temi più importanti di questo ultimo periodo nemmeno una parola!

 

Antonella Caniato, capogruppo Pd – Consiglio Comunale
Paola Cattin – segretaria Pd – Paderno Dugnano

Il valore delle case economiche e popolari 167 secondo la maggioranza di centrodestra

Articolo pubblicato sul blog del Comitato Cara Terra Mia – Condomini 167 – Trasformazione del Diritto di Superficie,

 

Il valore delle case economiche e popolari 167 secondo la maggioranza di centrodestra:

“diventato proprietario può vendere questo appartamento, però lo vende a prezzo di mercato. A 2200, 2300, 2500.”

Poniamo l’attenzione sulla trascrizione degli interventi in Consiglio Comunale relativi al dibattito sull’adeguamento delle modalità di determinazione dei corrispettivi per la cessione in proprietà delle aree già concesse in diritto di superficie del 21 marzo 2016.
Quanto riportato è la trascrizione integrale della trascrizione, evidenziando e commentando alcuni significativi passaggi.

 

Presidente

Grazie capogruppo Abbati. Prego capogruppo Riboldi.

Consigliere Riboldi

Fabrizio Riboldi
(Lega Nord – Lega Lombarda)

Sì. E’ una riflessione. E’ chiaro che noi qui stasera dobbiamo votare per permettere alla Giunta, al Consiglio, esprime l’approvazione, a una modifica per rendere possibile la continuazione della conversione del diritto si superficie. Perché con l’intervento delle Sezioni riunite della Corte, noi dobbiamo adeguarci a quello che è stato deciso. Quindi questo è un atto dovuto in un certo senso. Tutto il resto invece è una valutazione. Una valutazione da fare nell’interesse dei cittadini, ma anche nel l’interesse di chiarezza e giustizia, perché mi pongo questa riflessione. Oggi uno ottiene, oltre che la riduzione fino al 50%, la valutazione che dice non più a 1500 ma a 800, quello che si vuole, 15 giorni dopo, diventato proprietario può vendere questo appartamento, però lo vende a prezzo di mercato. A 2200, 2300, 2500. Quindi con una plusvalenza ed un guadagno veramente sicuro (*).
Allora detto questo io non sto dicendo che sarà così o no. Oggi, stasera non è in discussione questa valutazione, che verrà fatta con la disponibilità dell’assessore che è stata dimostrata…l’interesse che nessuno deve essere tartassato oppure venga succhiato il sangue ai cittadini, per l’amor di Dio. Qui dobbiamo solamente adeguarci ad una regola che dice non più il 40%, non più la possibilità del 50% cioè vendere fatto 100 a 30, ma una massimale di 50. Questa è la delibera ed il voto che dobbiamo dare. Tutto il resto è una valutazione che si farà ma non è in discussione di stasera.

(*) Ogni cittadino, e non solo proprietario di un’abitazione economica e popolare 167, cosciente del reale valore di mercato della propria abitazione, è in grado di misurare la ragionevolezza dei dati esposti nella “riflessione”. Ogni commento è superfluo.

 

 

Presidente

Grazie capogruppo Riboldi: Prego capogruppo Caniato

Antonella Caniato
(Partito Democratico)

Io faccio un paio di passaggi. Avessimo votato questa delibera la settimana scorsa, io non avrei partecipato al voto.
Come, se non ricordo male, non abbiamo partecipato, come Partito Democratico nella precedente deliberazione quella del 7 aprile 2014. E come credo abbiamo votato contrario nella precedente ancora, probabilmente era il 2012, non ricordo. Perché su questo tema abbiamo già votato tre volte se non ricordo male. Una prima volta in cui c’era tutto uno studio e c’era stata una scelta di questa stessa Amministrazione di applicare alcuni parametri, di mandare le prime comunicazioni, se vi ricordate, era il 2010, 2011. Per noi una serata in via Armstrong, per chiarirci quali erano stati i meccanismi, molto partecipata.
Per voi un braccio di ferro rispetto alle prime lettere arrivate sei anni fa.
Poi siamo tornati, e anche all’epoca quando la delibera è stata votata c’erano dubbi interpretativi o comunque scelte fatte rispetto ad una interpretazione piuttosto che ad un altra. I termini della discussione bisognerebbe andare a riguardarli nei verbali molto dettagliati dell’epoca, ma ricordo che fu una discussione abbastanza vivace. Nel 2014 abbiamo rivotato perché abbiamo riparametrato in base ad un’altra interpretazione o comunque a nuovi indicazioni arrivate. Oggi ci ritroviamo a votare un’altra volta. E nulla vieta che fra sei mesi, un anno ad altra interpretazione ci si possa ritrovare a votare. Allora qua è schizofrenica la situazione. Schizofrenica per il cittadino che in questi anni ha ricevuto più volte comunicazioni rispetto a: questi sono i conteggi; questo è quello che mi devi dar; questo è quello che porterai… Io mi domando, questo ragionamento per arrivare a dirmi, ma perché oggi ci adeguiamo? Abbiamo questa fretta di prendere l’interpretazione della Corte dei Conti, che è una cosa del marzo 2015, oggi siamo a marzo 2016? Abbiamo avuto la fretta, poi magari mi sbaglio, mi chiedo da cittadino e da consigliere che capisce poco, la fretta di chiudere tutte le possibilità di aderire a proposte vecchie il 29 di febbraio in commissione capigruppo?
Perché riteniamo come vincolante ed obbligatorio un parere espresso in audizione parlamentare? Perché nella delibera viene riportata questa cosa. Come se tra le motivazioni di una delibera come atto amministrativo, il parere di un Ministro o di una risposta parlamentare sia un parere vincolante, normativamente non contestabile, dal punto di vista di chi potrebbe impugnare la delibera. Allora io non sono un tecnico. Sono meno brava dei vostri dirigenti, però dei dubbi rispetto alle motivazioni che vengono riportate in delibera ce li ho. Allora mi fermo rispetto a questa cosa, perché poi, ritorno a quello che dicevo all’inizio, non uscirò dall’aula, a differenza di Maestri, non perché non volesse partecipare ma perché secondo il suo punto di vista, va spiegata l’assenza di Maestri, c’è un conflitto di interessi rispetto ad una sua posizione personale di proprietà della famiglia rispetto a questa questione della 167, per cui correttamente è uscito dall’aula e non partecipa alla discussione .
Noi non usciamo, probabilmente ci asterremo, anche se tendenzialmente io vorrei non votarla questa delibera, avrei voluto e mi fa piacere l’incontro con l’assessore che però è arrivato a metà della settimana dopo la convocazione del primo Consiglio comunale, per cui ben venga che abbiamo prolungato i lavori e forse c’è stata l’opportunità. Forse doveva venire dopo la Commissione Capigruppo, quindi prima del 15, è sempre una questione di metodo, ma mi sarebbe piaciuto che questa sera non venisse dibattuta, dopo l’incontro e si venisse a dire, proviamo a farci una riflessione un pochino più meditata rispetto a quelli che possono essere i punti di accordo che avete trovato comunque le ipotesi di lavoro futuro, invece di una delibera che, va bene, prende atto, ci obbliga a dire siamo d’accordo o non siamo d’accordo, ci asteniamo, ma che non ha approfondito, chiarito, se non nelle intenzioni , come ci si intende muovere, quindi applichiamo un parere. Applichiamo delle questioni. Per cui io ripeto, tendenzialmente io avrei voluto uscire, sentito il gruppo, staremo all’interno del consiglio, ci asterremo, non voteremo contro, ma non ci piace questa modalità di lavoro. Non votiamo contro perché si è aperta, perché altrimenti il voto era contrario o saremmo usciti dall’aula.

(*) Esemplare il comportamento del consigliere Maestri, conforme al disposto del Regolamento del Consiglio Comunale, in particolare all’articolo 12 che impone l’astensione obbligatoria e anche l’obbligo di allontanarsi dalla sala delle adunanze durante la trattazione di detti affari. Tale obbligo non è stato rispettato il 7 aprile del 2014 da alcuni consiglieri di maggioranza, risultando indispensabili per l’approvazione di una, da subito, contestata deliberazione sulla questione 167.

 

Presidente

Grazie capogruppo Caniato. Se non ci sono altri interventi chiudo la discussione e do la parola all’assessore Tonello.

Assessore Tonello

Assessore Andrea Tonello
(Forza Italia)

Grazie Presidente. Ringrazio il Consigliere Riboldi perché con il suo intervento ha riportato il tema della serata rispetto a quello che doveva essere la discussione in Consiglio Comunale, quindi di fatto della modalità di adeguamento dei corrispettivi in riferimento ad un parere espresso dalla Corte dei Conti riunitasi in Sezioni congiunte, appunto, non è una questione di voglia. Ricevo qualunque cittadino. La questione è che devo essere anche interpellato per poter ricevere i cittadini ed i comitati.
Sicuramente non negherò mai un appuntamento su un tema così importante. Mentre per quanto riguarda l’altro tema che è stato sollevato questa sera, rispetto a quello che è il valore venale, faccio una premessa: la stima qualsiasi stima, un qualunque metodo di stima, deve arrivare ad uno stesso valore. Nel senso che se questo vale 100, possiamo partire da qualsiasi parametro, da qualsiasi riferimento, ma ad un certo punto tutti quanti dobbiamo arrivare a dire che questo vale 100. Perché se no vuol dire che c’è la possibilità discrezionale di mettere parametri, pesi e contrappesi per pilotare il risultato (*). Sicuro che serve la trasparenza e, quindi questi è un impegno che prendo, rispetto ai cittadini. Perché i cittadini quando in maniera trasparente può rifare il calcolo perché dotato degli strumenti ed è dotato del metodo, può correggere un errore materiale. Su quello sono d’accordo se ci sono errori materiali, questi errori materiali verranno corretti. E’ superficiale riferirsi a valore OMI, OSMI o a un altro valore se non si conosce la formula del valore di trasformazione. Perché il valore di
trasformazione non è altro che un valore dell’ immobile, quindi del terreno costruito, quindi del suo immobile, dove ad un certo punto vado a dedurre dei costi che sono stati sostenuti per realizzare l’immobile, quindi il costo di costruzione, gli oneri di urbanizzazione, gli oneri finanziari, la progettazione, le spese generali, fatta questa sottrazione, devo attualizzare rispetto a quello che è il periodo che serve per costruire tale immobile. Quindi ho il valore del terreno, per dire se questo valore è troppo alto qualcuno potrebbe decidere di non costruire perché non è disposto a spendere per fa stara in piedi l’operazione immobiliare. E’ chiaro che il valore del terreno non dipende da cosa ci vado a costruire sopra. Nel senso che il valore del terreno intrinseco dipende dalla sia localizzazione. Fatto 100 il valore di costruzione a Paderno Dugnano, costruire a Milano è sempre 100. Cioè la sabbia, il cemento, i mattoni, le tegole sempre quello è il prezzo di riferimento. Il costo della manodopera a Milano e a Paderno Dugnano è paragonabile, a meno che ci si debba arrivare con l’elicottero a Milano. Sto parlando di aree omogenee. Allora cosa significa.
Significa Paderno Dugnano ha un valore del terreno inferiore a Milano, perché è meno servito, è più lontano, non è in una situazione comoda, non ha la metropolitana.
Quindi la stima è un metodo che è scientifico quindi noi dobbiamo trovare l’accordo o capire quale è il metodo utilizzato. Dopo di che, partire da un costo di costruzione nuovo, applicare un degrado, partire da un valore… io vi dico che alla fine di tutte le normative c’è sempre la stessa frase: “il costo dell’area così determinato”, quindi rispetto agli algoritmi proposti da sempre,” non può essere maggiore di quello stabilito dal Comune per le aree cedute di rettamente in diritto di proprietà al momento della trasformazione di cui al comma 47 dell’articolo 31. Cosa vuol dire che se il Comune decide di vendere dei terreni per fare case ha già stabilito qual’è il valore del terreno quindi non devo neanche procedere con una stima con il metodo di trasformazione. Potrei utilizzare direttamente i l valore venale del terreno, perché lo conosco. Noi utilizziamo il metodo ”valore di trasformazione“ perché non conosciamo il valore venale del terreno, perché il terreno a sua volta è stato espropriato con una normativa che teneva conto del prezzo dell’agricolo, rivalutato con le rendite domenicali, piuttosto che di altre cose. Oggi il Consiglio comunale si trova ad esprimersi a favore, o contro o astenersi, rispetto a quello che è un adeguamento di un calcolo che viene dopo tutto il discorso della stima. E c’è un’assunzione di responsabilità. Non è solo un atto dovuto e ci mancherebbe perché è il Consiglio comunale che ha la facoltà di decidere qual’è la riduzione da applicarsi fino al 50%. Allora è chiaro. Perché la si porta oggi. Perché alcuni consiglieri nel Consiglio comunale del 2014 non hanno partecipato al voto. E allora mi dica il Consiglio Consiglio comunale quale delibera proporre. Una delibera che non tiene conto del parere della Corte dei Conti riunitasi in Sezioni congiunte? Perché è solo un parere? Consiglio Comunale vuole una delibera dove ad un certo punto la riduzione è fissata al 40%? In modo tale da dire ad un certo punto, non entro nel merito della questione, la vecchia normativa faceva riferimento al 60% del valore venale, quindi riduco del 40. Poi quel 25% di riduzione è perché mi sono preparato. Sicuramente l’incontro del 17 mi ha portato all’attenzione e mi sono andato a vedere la delibera del 2014, dove già allora spariva, non c’era. Spariva quel 25% perché la Legge di Stabilità del 2014, toglieva quella possibilità. Poi Per carità faremo un approfondimento tecnico normativo, però nel momento in cui sparisce, non siamo in un caso di…. della norma dove rimangono in vigore due cose e non si sa quale usare. In quella legge di stabilità sparisce, quindi già delibera di Consiglio Comunale del 2014, teneva conto che non c’era più quella riduzione del 25% e l’Amministrazione di allora propose infatti il 50 applicato su un valore al 60, quindi, a conti fatti, il famoso 30. E oggi a conti fatti si arriva al 50. Sono contento ci sia stata una dichiarazione quanto meno di astensione, perché significa comunque assumersi una responsabilità è poter proseguire. Rimane l’impegno di questa Amministrazione nel, come dire, sull’altro piano, sull’altro tema, quello del valore venale di rendere chiaro, trasparente, il metodo di stima nel senso che è solamente condividendo il metodo di stima che possiamo andare ad identificare il valore venale corretto e possiamo partire dalle stime OSMI o dall’altra stima dell’Agenzia delle Entrate, sono due valori differenti, ma la forma non tiene conto solo di questi due valori, tiene conto anche di tutto il resto che vi ho raccontato.

 

Intervento senza microfono.

 

Il problema non è OMI o OSMI, il problema non è quello. Il problema non è quello, il problema è il risultato finale. Nel momento in cui si dovesse scegliere il valore inferiore è naturale che a questo punto si debba prendere il costo di costruzione riferito alla tipologia di costruzione che è una tipologia costruttiva di 30 anni fa e non quella di oggi.
Cioè va tutto di pari passo. Un conto è costruire una doppia parete coibentata, sono due muri di mattoni, di forati con dentro una coibentazione ed un conto invece è costruire una singola parete. Capiamo tutti quanti che il costo di costruzione è influenzato dalla tecnologia e dal modo con cui si costruisce ma non è un tema di Consiglio comunale. E’ un tema di quel tecnico, che si prenderà la responsabilità tecnica, che firmerà la stima, ma la stima dovrà essere capita, comprensibile con un algoritmo chiaro, in modo che qualsiasi cittadino possa in contraddittorio rifare il calcolo. Però va da sé che qualsiasi metodo di stima utilizzato debba portare allo stesso valore perché cambiando i valori non è più scientifica la stima. Ecco ma io adesso ho fatto questa digressione rispetto alla delibera, come dire, il consigliere Riboldi ha detto bene, qui si tratta di votare un adeguamento rispetto ad un parere della Corte dei Conti. Perché? Perché il Consiglio comunale ha una responsabilità. Ha anche una responsabilità verso i cittadini che vogliono continuare a trasformare per poter poi fare delle vendite e quant’altro (**). Grazie.

 

(*) Il procedimento adottato è di per se discrezionale. Ad esempio sulla scelta di utilizzare i valori OSMI e non OMI, nel considerare le case nuove e non con la loro reale vetustà, nel considerare valori del 2010 e non gli attuali che sono sensibilmente più bassi, nell’applicare sui valori OSMI solo una parziale riduzione e non la completa agevolazione prevista.
(**) Appare sempre più evidente, anche per l’Amministrazione comunale, che i cittadini hanno un reale interesse alla trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà, in particolare alle condizioni proposte dal 2011 ad oggi, solo in caso di vendita.

 

Presidente

 

VOTAZIONE

 

Grazie Assessore. Pongo in votazione l’ultimo punto all’ordine del giorno che è l’Adeguamento modalità di determinazione dei corrispettivi per la cessione in proprietà delle aree già concesse in diritto di superficie – art. 31 Legge 23/12/1998 n. 448.
I Consiglieri comunali favorevoli sono pregati di alzare la mano: 14 favorevoli. Astenuti 5. Contrari nessuno. Il punto è approvato.

N.B. Hanno espresso parere favorevole in votazione, pur senza esprimere alcuna opinione, i gruppi consiliari della maggioranza di Forza Italia (capogruppo Nicola Turano) e Progetto Paderno Dugnano (capogruppo Mario Giovanni Mosconi).

 

Per la visione completa del dibattito consigliare rinviamo alla pagina:

http://caraterramia.blogspot.it/2016/05/condomini-in-consiglio-comunale-se-ne.html

Mentre per la parte 1 e 2, di 3:

http://caraterramia.blogspot.it/2016/05/verbale-di-deliberazione-del-consiglio.html
http://caraterramia.blogspot.it/2016/06/il-verbale-di-deliberazione-del.html

COMUNICATO STAMPA – Amarezza e delusione per candidatura Ruzzon

Il circolo PD di Paderno Dugnano prende formalmente le distanze dalla decisione della Federazione della città metropolitana del Partito Democratico di inserire la sig.ra Lidia Ruzzon nella lista per le elezioni del Consiglio Comunale della città di Milano nella prossima consultazione elettorale.

Esprimiamo amarezza e delusione per questa scelta, in particolare per la procedura utilizzata. I dirigenti hanno preferito raccogliere informazioni sommarie ed informali piuttosto che chiedere una precisa valutazione politica dell’operato della sig.ra Ruzzon alla segreteria del Circolo sul cui territorio la candidata ha svolto attività politica per oltre 16 anni.

Il Circolo manifesta anche perplessità a proposito della piena e convinta adesione della candidata ai valori, agli ideali e al progetto politico del Partito Democratico avendo sostenuto ed esaltato il sindaco Alparone (Forza Italia) ancora nelle ultime elezioni amministrative di Paderno Dugnano.

È possibile, in pochi mesi, trasformarsi da determinata detrattrice del centrosinistra a sostenitrice e, infine, a rappresentante del PD per la principale istituzione della più importante città italiana?

Rispettando la scelta della Federazione nella composizione della lista, precisiamo che il circolo PD di Paderno Dugnano non sosterrà in alcun modo, sia oggi sia in futuro sul proprio territorio, eventi e/o manifestazioni che vedano protagonista questa candidata o altri che non abbiano, con la loro attività e le loro scelte, manifestato in modo inequivocabile l’adesione al progetto politico del Partito Democratico.

Augurando a Beppe Sala buon lavoro, speriamo che scelte così avventate, poco chiare, se non addirittura ambigue, non compromettano il risultato elettorale e non inquinino, in futuro, l’operato del Partito Democratico – ogni giorno e ogni ora – per la costruzione e il governo della città di Milano.

 

Paola Cattin                                                                                                                           
segretario Circolo PD Paderno Dugnano                                                                                                               

Antonella Caniato
capogruppo PD Consiglio Comunale Paderno Dugnano

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