Rassegna stampa/web

Massetti: l’8 giugno io voto convintamente Antonella Caniato

Gianfranco MassettiL’esito delle elezioni europee è stato molto positivo per l’Italia e per il PD. Quello delle comunali di Paderno Dugnano un po’ meno. Oggi non è tempo di bilanci. Siamo chiamati ad un ballottaggio tra Centrosinistra e Centrodestra: tra Antonella Caniato e Marco Alparone. E’ il secondo tempo di una partita difficile ma che possiamo vincere.

Innanzitutto perché non è la prima volta che il Centrosinistra si trova ad inseguire un Centrodestra più avanti. E’ già successo nel 1995 e nel 1999 ed entrambe le volte abbiamo recuperato lo svantaggio e vinto al secondo turno.

Inoltre perché il Centrosinistra ed il suo candidato sindaco è più attendibile e credibile del Centrodestra e del suo candidato sindaco che molti chiamano “Alpiacione”. Senza offendere nessuno ma se è possibile vincere una volta perché c’è un vento favorevole (il berlusconismo del 2008 e 2009) e perché si è fotogenici e paternalisti una seconda volta, ad un Sindaco che si ripresenta si deve chiedere cosa ha fatto e che cosa non ha fatto: su questo deve essere valutato. I cittadini padernesi devono verificare bene a chi dare la fiducia perché il Sindaco Alparone non ha realizzato nulla del suo programma elettorale del 2009 (né il Palazzetto dello sport, né il mercato coperto, né la metropolitana milanese a Paderno, nemmeno il recupero della Cascina Uccello…). Perché dovremmo credergli adesso?

Io poi, avendo fatto l’assessore e il Sindaco di questa città, ho un motivo aggiuntivo per votare Antonella Caniato e difendere così la positiva tradizione di buon governo del Centrosinistra padernese. Questa città ha avuto in 15 anni tre giunte di Centrosinistra (dal 1995 al 2009) che hanno trasformato un paese in una grande città mettendola al centro di molte attenzioni, di molti progetti e di programmi anche fortemente innovativi (il patto del Nord Milano).

na tradizione di buon governo che ci ha portato il Parco Grugnotorto, il Parco del Seveso, l’acquisizione del Parco Spinelli, la nuova biblioteca Tilane, il nuovo Cinema Metropolis, l’arena Estiva alla Cava Nord, tre nuovi asili nido, l’ampliamento delle scuola materna di Cassina Amata, il sottopasso viario di Palazzolo, due palazzine di case popolari,25 Km di piste ciclabili con quella splendida del Canale Villoresi…etc… Mi fermo perché non voglio esagerare.

Se penso ai 5 anni di Alparone che cosa resta? Cosa ha fatto per la Città di Paderno Dugnano questa Amministrazione che chiede ancora la fiducia? Io non ricordo nulla di importante. E’ vero che Alparone non ha aumentato l’IMU ma è altrettanto vero che ha raddoppiato l’IRPEF sui redditi dei lavoratori e dei pensionati. Non ha applicato la TASI oggi, ma non potrà non farlo entro la fine del 2014. Si racconta anche dell’azzeramento di presunti debiti del centrosinistra (sprecone). A parte che chi non distingue tra debiti e investimenti merita una sonora bocciatura in una materia di economia elementare. Chiunque sa che senza un mutuo non avrebbe acquistato la sua casa e forse neppure l’automobile. Se oggi molti di noi possiedono sia l’una che l’altra lo debbono ai sacrifici e agli investimenti che hanno fatto e non ai debiti. Così è stato per la città di Paderno Dugnano che oggi si ritrova ricca di servizi alla persona e di verde pubblico; grazie ad un Centrosinistra lungimirante.

Constato invece che con Alparone (e la crisi) la Città si è spenta; si è fermata fino a ritrovarsi immobile e chiusa in se stessa. Per questo faccio appello a quanti in questi anni mi hanno sostenuto ed hanno avuto fiducia in me, nella sinistra padernese e nella sua tradizione di buon governo, ai molti che hanno creduto nel centrosinistra; ai tanti che in queste settimane mi hanno fatto domande: su di me, sul PD, sulla coalizione, sul candidato.

A tutti dico una cosa sola: ritorniamo al buon governo, ripartiamo dal Centrosinistra.
L’8 giugno votiamo Antonella Caniato.

Gianfranco Massetti

L’articolo originale sul sito di Gianfranco Massetti

Padernoforum – Antonella Caniato: “Paderno Dugnano, una grande sfida che mi appassiona”

antorenziSe vincerà il ballotaggio dell’8 giugno sarà la prima donna eletta alla carica di Sindaco nella storia di Paderno Dugnano. “Da quanto tempo ti stai preparando a fare il primo cittadino?”. Antonella Caniato, sorride “Non da tanto tempo. Due anni fa ero ancora incerta per via delle leggi sul conflitto di interesse relative ai funzionari pubblici, poi quando è stata fatta chiarezza e ho visto che nulla ostava alla mia candidatura mi sono decisa, anche grazie al sostegno di amici dentro e fuori il partito che mi hanno convinta ad accettare questo impegno”.
Intervisto Antonella sotto un gazebo nel giardinetto fresco di casa sua a Baraggiole. “Una casa che io e mio marito ci siamo costruiti da soli partendo da zero perché non avevamo alle spalle famiglie in grado di aiutarci. L’ho conosciuto nel 1985 nella storica sede della Democrazia Cristiana in via Nirone quando mi avvicinai alla politica per la prima volta. Attività che tutti e due abbiamo subito abbandonato per una cosa più importante, mettere su famiglia”.
La politica ha ricominciato a farla una ventina di anni dopo. “Ho ripreso nel 2007 quando è nato il PD – dice -. C’era una prospettiva nuova, un partito nuovo e nel 2009 mi sono candidata alle primarie. Poi cinque anni di opposizione in Consiglio Comunale e adesso eccomi qua”. In questi anni molte cose sono cambiate nel PD, in Italia e a Paderno Dugnano. Il partito è molto diverso, più capace di un tempo di guardare alla società nel suo insieme, realtà che è profondamente mutata. A Paderno Dugnano come in Italia sono emersi bisogni nuovi, nuove urgenze, alle quali dare risposte. “E’ una grande sfida che mi appassiona e che accetto con entusiasmo”.
Antonella Caniato ha le idee molto chiare sulle cose da affrontare subito: lavoro, partecipazione, povertà, giovani. “Nella mia azione di sindaco metterò al centro la partecipazione, un metodo di governo necessario per tutelare la salute dei cittadini e del territorio e gestire insieme le criticità alle quali dare soluzione – sottolinea – Io sono molto determinata e per questo a volte sembro dura e antipatica, ma in realtà chi mi è vicino e ha lavorato con me sa che questo è il mio modo concreto di affrontare i problemi e rispondere alle esigenze delle persone, che io conosco benissimo dal momento che sono una donna, una madre di famiglia con tre figli uno studente alle superiori, uno laureato e un laureando che devono fare i conti con il lavoro che non c’è e un futuro pieno di incognite. Io sono un dipendente pubblico, mio marito è dirigente di una piccola azienda. Sappiamo bene cosa ha voluto dire la crisi degli ultimi cinque anni perché l’abbiamo vissuta sulla nostra pelle”.
Come affronterà i punti del suo programma? “Per quanto riguarda la partecipazione troveremo insieme un nuovo modello che sostituisca i vecchi consigli di quartiere. Lo faremo recuperando il meglio della grande esperienza che è stata fatta in passato e gestiremo i nuovi organismi con un assessore o una delega specifica – dice -. In tema di sicurezza del territorio e delle persone creeremo un vero coordinamento tra le forze dell’ordine e i cittadini che vogliono e devono venire coinvolti e responsabilizzati. Per i giovani non creeremo un finto assessorato, ma un programma specifico che preveda la creazione di spazi e momenti di aggregazione da gestire insieme a loro utilizzando in modo nuovo e aperto i centri sociali che non dovranno essere come ora solo dei centri anziani. Le tasse e le tariffe dei servizi ai cittadini che inizieremo subito a ridurre. I soldi li chiederemo a chi ce li ha, non a chi è più povero e ha più bisogno come ha fatto Alparone.”.
Per quanto riguarda la squadra di governo, per ora non vuol far nomi. “Dovrà essere una squadra di persone dotate di competenze, ma anche di grande passione per i problemi che si dovranno affrontare – osserva -. Una squadra politicamente giovane che sappia sfruttare i punti di forza della città a vantaggio di tutti i padernesi. Paderno Dugnano ne ha molti. Il verde, i parchi urbani pubblici e privati da aprire alla città. La cultura e le sue infrastrutture da promuovere e far diventare punti attrattivi che ci qualifichino della città Metropolitana. Le nuove e vecchie attività produttive artigianali e industriali da sostenere con investimenti e una politica innovativa coerente. Tutte cose che la vecchia giunta di destra ha cancellato e lasciato cadere impoverendo la città”.

 

Intervista di Carlo Arcari

 

 

Carola Colnago – consigliere PD – scrive al Sole 24 ore sulla Rho-Monza

Gentile dottor Naso,

mi chiamo Carola Colnago. Sono un consigliere comunale nel Comune di Paderno Dugnano ma, prima di tutto, sono una cittadina dello stesso Comune.

Ho letto con rammarico il Suo articolo “Un anno e mezzo senza se e senza ma” pubblicato il 5 febbraio 2014 sul Sole 24 Ore.

Leggendolo si comprende benissimo che Lei non ha mai incontrato nessuno dei componenti il Comitato per l’interramento della Rho Monza, non ha mai parlato con loro, non ha mai partecipato a loro incontri o manifestazioni.

Il Comitato ma soprattutto tutti gli altri cittadini che lo sostengono è formato da mamme, papà, giovani, nonni, bambini che lottano per la loro salute e per quella delle generazioni future. Poi, è vero, a sostegno del Comitato ci sono anche persone che hanno una loro storia politica e varie forze politiche. E la richiesta di interrare la Rho-Monza è la volontà unanime dell’Amministrazione Comunale e delle forze di opposizione.

Non si chiede di non fare questa strada, ma di riqualificarla tenendo conto del grave impatto sul territorio. Si chiede di rivedere quel progetto scellerato che nel tratto di affiancamento tra Milano-Meda e Rho-Monza arriverebbe addirittura a prevedere 14 corsie a cielo aperto. Il Comitato chiede da più di cinque anni che questa strada venga interrata. Punto.

Nel Comitato poi ci sono anche ingegneri ed architetti che hanno più competenze in materia di me e, non si offenda, credo anche di Lei. Questi signori hanno studiato e lavorato intensamente e hanno elaborato in varie stesure un progetto alternativo in collaborazione con gli uffici tecnici di cinque comuni (Paderno Dugnano, Cormano, Bollate, Baranzate e Novate Milanese). Un progetto concreto che dimostra che l’interramento è possibile e fattibile. E non lo dicono da oggi. Stiamo lottando almeno dal 2009.

Questo non significa essere egoisti o, come dice lei, “NIMBY”, ma persone serie che amministrano il territorio con saggezza e chiedono alle Autorità competenti di fare le cose per bene.

Distinti saluti,

Carola Colnago

LA SCOMMESSA: Oscar Figus (PD): Che cosa vuol dire cambiare ?

Caro Giovanni

Ho letto con grande attenzione il tuo ultimo post “UNIRSI VA BENE, MA L’OBIETTIVO E’ CAMBIARE”.

Ferme restando le legittime posizioni di chiunque vorrei precisare alcune cose e chiarirmi qualche perplessità.

Non c’è (ancora) nessuna unione, tutti noi abbiamo aderito ad un principio, nessuno ha mai pensato ad una grande ammucchiata, anzi, questo deve essere un percorso serio di cui l’adesione all’appello è il punto iniziale, non la fine.

Men che meno il Partito Democratico che non ha chiesto o sta chiedendo adesioni e supporto per se stesso ad alcuno.

Quello che chiediamo è invece un confronto alla pari a quelle forze e a quei contributi più vicini alla nostra sensibilità da cui – legittimamente – poi ognuno prenderà liberamente le proprie decisioni. Perché unirsi funziona solo se ci si trova in accordo non solo adesso ma anche sul poi.

Alcune delle forze in campo stanno facendo da tempo il proprio percorso interno, alcune di queste forze si sono dette disponibili a dare un contributo al percorso comune.

Lo abbiamo fatto noi presentando un documento aperto, lo stesso hanno fatto o faranno Ecocivici, Sinistra per Paderno e, penso, tutte le altre forze vicine all’area di centro-sinistra.

Se ci saranno proposte cosiddette della “società civile” (termine cha a me non piace ma serve a capirsi) saranno non solo legittime ma assolutamente benvenute all’interno di un progetto comune.

Noi, come ho detto, siamo disponibili a parlare con tutti quelli che sono disponibili a parlare con noi.

A tutti diciamo che abbiamo delle proposte e dei potenziali candidati e che siamo disposti a confrontarci  su tutto a partire da contributi concreti.
Se verranno fatti altri nomi o altre proposte li valuteremo insieme a tutti. La partita non è chiusa, neppure al’interno dello stesso Partito Democratico.

Tutto alla luce del sole.

Ho sempre qualche perplessità, invece, sulle generiche argomentazioni di cambiamento.

Se ci sono proposte alternative su come procedere – così come per il resto – siamo disponibili a confrontarci, però vanno approfondite.

Io credo che il cambiamento non possa essere un valore a prescindere dai contenuti e che quindi lo si debba misurare su tutto: nome del candidato sindaco (che dovrà essere il più adatto a giudizio comune non solo per vincere ma anche per governare), proposta politica che viene fatta, programma e priorità di governo e squadra che si intende mettere in campo.

Ad oggi non ho letto nessun commento sulla nostra  proposta (che è comunque ben diversa ad esempio da quella che ha governato negli ultimi anni e che fu presentata come “di cambiamento”) né sulle proposte degli altri aderenti all’appello.

Proposte che sono invece – a mio avviso – il tema più importante, perché delineano che progetto vogliamo per la nostra città da qui agli anni a venire.

Quindi chiedo a tutti, e non per polemica, cosa si intenda per cambiamento, se si vuole un percorso o delle scelte diverse. Ma con chiarezza.

Come ho detto siamo disponibili al confronto, però tutti si devono assumere le proprie responsabilità, anche quella di dialogare con gli altri, dire quali sono gli obiettivi e come si intende perseguirli.

A queste condizioni le porte sono sempre aperte.

Oscar

*   *   *

Caro Oscar,

grazie del messaggio che aiuta ad approfondire e chiarire le posizioni. Mi chiedo se posso pubblicarlo perché mi pare importante. Fammi sapere.

In questo momento non riesco a rispondere adeguatamente a ciò che scrivi, ma sono perfettamente consapevole che il post abbia sollevato domande e perplessità all’interno del partito. L’ho scritto perché l’appello si prestava a un’interpretazione non corretta. Il testo era volutamente generico per avviare una discussione con la consapevolezza che altri elementi sarebbero emersi strada facendo.

Il tema del cambiamento/rinnovamento mi sta molto a cuore e non è la prima volta che lo propongo. Certo la cosa – detta così – è molto vaga e richiede una messa a fuoco che verrà attraverso l’ascolto reciproco.

Colgo però in tante persone il desiderio di una politica che non sia  di apparato, ma che sappia portare aria nuova. A queste persone (che non sono poche) il centro sinistra deve una risposta credibile.

Come ho scritto, ritengo che le prossime elezioni siano un’opportunità straordinaria in questo senso. Non penso che la cosa riguardi solo la composizione delle liste. Sarebbe stato utile che questo percorso si avviasse diversi mesi fa, invece ora il tempo stringe e la macchina elettorale procede con le sue esigenze.

Prossimamente anche sul blog approfondirò ciò che intendo con rinnovamento.

Un caro saluto, con stima e amicizia

Giovanni

*   *   *

 Ciao Giovanni

Puoi pubblicarlo se ritieni, e permettimi di approfondire il mio pensiero.

Non sarei tranquillo nel farmi operare da un medico appena laureato, perché dovrei farmi amministrare da una persona senza esperienza?

Secondo me Il cambiamento/rinnovamento è auspicabile se sostanziale cioè non di facciata o mediatico, non basta cambiare dei nomi o mettere gente sconosciuta quindi – per definizione – nuova. Ci vuole competenza e ci vuole impegno.

Oggi l’idea che passa è che chiunque possa fare il sindaco, l’assessore (o anche il ministro o il premier), perché tanto hai preso i voti, hai i tecnici per lavorano per te, hai la maggioranza in consiglio che ti vota.

In realtà questi ruoli – a mio avviso – richiedono il perseguire un progetto di Città (o di Paese) condiviso con la tua squadra nel rispetto di tutti che – una volta eletto – rappresenti. Questa è la politica.

Lo devi fare amministrando le (in città poche) risorse a tua disposizione, scegliendo tu le priorità e non facendole scegliere ai tuoi tecnici, garantendo anche le minoranze, anche chi non ti ha votato ma scegliendo e – oggi più di ieri – coinvolgendo tutte le forze sane della società.

Non è un compito facile, ci vogliono persone con esperienza politica e/o amministrativa. E ci vuole un progetto.

Il Partito Democratico in base a questo ragionamento, ha chiesto la disponibilità a due persone (le uniche, tra l’altro, che al momento mi sono state suggerite anche da persone esterne al PD) che a nostro avviso hanno – pur con storie, posizionamento e percorsi diversi –  l’esperienza necessaria e le ha messe a disposizione di un percorso comune.

Poi, nella nostra squadra, costruiremo quello che riterremo il giusto mix di persone nuove e di persone con esperienza (che possano insegnare), di esponenti di partito e della società civile (se vorranno) perché siamo un partito aperto (checché se ne dica).

Purché tutti abbiano voglia di impegnarsi e condividano il progetto comune.

Ma l’impegno ritengo debba valere per tutti, firmare l’appello – come ho detto – è solo il primo passo, il più semplice, adesso io chiedo a tutti i firmatari di essere consequenziali e dare la propria disponibilità. Nel modo che credono meglio ma insieme a tutti gli altri e dicendo cosa vogliono fare e come intendono impegnarsi.

Noi la nostra disponibilità l’abbiamo data, abbiamo proposto dei temi, ci confrontiamo con gli altri. Seriamente.

Ci aspettiamo che tutti, non solo le forze politiche che hanno aderito e con cui dialoghiamo, ma anche i cittadini, la società civile, le associazioni portatrici di istanze “verticali”  che vogliono il cambiamento, si impegnino e si misurino con le nostre proposte attraverso loro proposte.

Questo è il mio pensiero e anche questo, se vuoi, puoi renderlo pubblico, non ho segreti per nessuno e – permettimi – credo di avere le idee abbastanza chiare sui motivi e gli scopi del mio agire politico.

Con altrettanta stima e amicizia

Oscar

LA SCOMMESSA: OSCAR FIGUS (PD): CHE COSA VUOL DIRE CAMBIARE?

Incontro del 2 gennaio con Roberto Cornelli Sindaco di Cormano e l’Assessore Tatiana Cocca.

Dal sito del PD di Cormano

PREOCCUPAZIONE AL VILLAGGIO AMBROSIANO PER LE EMISSIONI DI UN’AZIENDA PER IL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI

2 Gennaio 2014, inizia con un incontro con alcuni abitanti del Villaggio Ambrosiano e di Ospitaletto il lavoro del Sindaco di Cormano Roberto Cornelli per il 2014.  All’incontro era presente anche l’assessore Tatiana Cocca. I cittadini hanno segnalato la loro preoccupazione per le emissioni del nuovo impianto di trattamento di rifiuti dell’azienda Leganti Naturali s.r.l. che sono la causa di odore di ammoniaca, bruciore agli occhi e di problemi respiratori per gli abitanti del Villaggio. Nelle scorse settimane l’odore si è sentito anche ad Ospitaletto e per questo motivo il Sindaco Cornelli ha deciso di verificare la situazione.

Il Sindaco di Cormano, durante l’incontro, ha assicurato che avrebbe attivato immediatamente i canali istituzionali di comunicazione col Comune di Paderno Dugnano per verificare la situazione ed entrare nel dettaglio della questione. Cornelli si è detto particolarmente preoccupato per alcune contradizione che sembrano emergere dai documenti di autorizzazione presentati dai cittadini del Villaggio da cui emergono alcune contraddizioni sulla tipologia di rifiuti trattati nell’ impianto, garantendo che l’argomento verrà portato all’attenzione della prossima riunione della Giunta Comunale di Cormano.

 http://democormano.wordpress.com/2014/01/02/preoccupazione-al-villaggio-ambrosiano-per-le-emissioni-di-unazienda-per-il-trattamento-dei-rifiuti/

 

Casati, Cimbro: Rho-Monza, il Ministro Orlando non ha firmato

Roma, 21 novembre 2013 – L’on.le Eleonora Cimbro e l’on.le Ezio Casati hanno incontrato, in questi giorni, due volte il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, il quale li ha resi partecipi della sua volontà in merito alla firma da apporre al decreto ministeriale contenente il parere di VIA sulla strada provinciale 46 Rho-Monza.

Ebbene il Ministro Orlando ha dichiarato la sua disponibilità a firmare il decreto soltanto a fronte dell’impegno formale, firmato dal Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, ad aprire un tavolo che porti alla modifica del progetto sul territorio del comune di Paderno Dugnano.

Tale lettera d’impegno, sottoscritta dal Ministro delle Infrastrutture, è già pervenuta al Ministero dell’Ambiente. Ora, alla luce di questo nuovo impegno, i tecnici ministeriali stanno lavorando per integrare il decreto di conseguenza.

“Guardiamo con speranza e fiducia lo sviluppo della vicenda Rho-Monza – dichiarano gli on.li Casati e Cimbro – Da una situazione di accantonamento del progetto alternativo d’interramento, un progetto fortemente sostenuto da tutti i soggetti dei territori, siamo di fronte ad una nuova fase di apertura. Si tratta di riportare la discussione sulla realizzabilità dell’opera non prescindendo da criteri di modernità e di minore impatto possibile verso i territori e le persone che li abitano”.

“Abbiamo chiesto al Ministro – proseguono i deputati Casati e Cimbro – che il suo dicastero possa rivedere il frutto del lavoro di questo tavolo di approfondimento in modo da essere ancora protagonista delle scelte che riguardano il nostro territorio. Continuerà il nostro lavoro di vigilanza e di proposta che abbiamo svolto fino ad ora con diverse iniziative, la speranza e’ quella di riuscire a bloccare definitivamente un progetto devastante che non vogliamo e che osteggeremo con tutte le forze”.

“In merito alle dichiarazioni dell’assessore regionale Del Tenno, accanito sostenitore del mostro a 14 corsie – concludono gli on.li Casati e Cimbro – gli ricordiamo che dovrà attenersi alla mozione votata dal Consiglio Regionale, che va in tutt’altra direzione, e al costituendo tavolo che si aprirà non potrà remare contro l’organo legislativo della Lombardia”.

Metrotranvia “Milano Limbiate”, il ministero conferma l’opera

L’incontro di ieri tra Provincia di Milano, Regione Lombardia e il Ministero dei Trasporti si è concluso con la firma dell’accordo sull’opera, non saranno dirottati su altre opere i finanziamenti previsti e gli enti locali dovranno provvedere alla copertura del 40% in base alla lunghezza della tratta ed al numero di fermate di competenza.

Il prossimo anno il bando di gara mentre vengono stanziati 100 mila euro anche per lo studio di fattibilità del prolungamento della metropolitana.

Di seguito il link all’articolo di Simone Carcano sul Notiziario:
http://www.ilnotiziario.net/2013/09/18/tramvia-va-porto-il-progetto-dal-2014-il-primo-passo/

Ezio Casati su La Scommessa: Ecco cosa farò nei prossimi giorni

ieri, sul blog  La Scommessa Ezio Casati risponde a Giovanni Giuranna:

Stasera alle ore 21 sarà a Novate Milanese per partecipare all’incontro di tutti i Circoli PD della zona, cioè dei cinque comuni interessati dal progetto Rho-Monza. Obiettivo della riunione: concordare azioni condivise in vista dell’appuntamento di giovedì.

Domani martedì 3 settembre alle ore 12,30 Casati ed altri parlamentari PD hanno chiesto e ottenuto di incontrare il nuovo Prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca per illustrargli i rischi cui il territorio va incontro qualora venisse approvato il progetto presentato da Serravalle e Autostrade per l’Italia.

Domani sera 3 settembre alle ore 21 Casati sarà in piazza, presso il parcheggio Unes in via Battisti, per partecipare all’incontro dei cittadini con il Sindaco Alparone, promosso da alcuni residenti in via Battisti.

Giovedì 5 settembre i deputati Casati e Cimbro (PD) saranno a Milano in occasione della Conferenza dei servizi. Questo appuntamento è infatti di grande importanza e i cittadini sono invitati a partecipare in massa per mostrare la chiara (e saggia) volontà della popolazione di contrastare un progetto insostenibile, che violenta irrimediabilmente il territorio.

Nella conversazione telefonica Casati ha ribadito quanto ha più volte sostenuto nei mesi scorsi: è necessario mantenere la massima unità di intenti tra i cinque Comuni e con i cittadini. Una divisione del fronte pro-interramento potrebbe portare solo conseguenze negative. “La posizione da assumere non può essere che questa: o interramento o niente! Meglio non fare l’opera, se questa deve essere un monumento di inciviltà a futura memoria della nostra pochezza”.

“Se proprio si deve fare qualcosa – prosegue Ezio Casati – si metta mano al terzo lotto dove si riscontrano le principali criticità. Per Paderno Dugnano si aspetti. Non essendo in alcun modo accettabile la soluzione in superficie, si approfondisca lo studio e la ricerca di soluzioni positive per gli abitanti delle aree interessate”.

Infine, Ezio Casati mi ha detto di essere molto colpito dalla sollevazione popolare di questi giorni che, con gesti pacifici ma efficaci, costituisce un esempio per tutti. Soprattutto per quanti ricoprono cariche pubbliche e si impegnano in politica. “I cittadini stanno lottando con i loro mezzi, la politica deve fare la sua parte per dare risposte valide alle problematiche del territorio. In mancanza di una vera soluzione, si creano le premesse per nuovi problemi”.

Ezio Casati su La Scommessa: Ecco cosa farò nei prossimi giorni

Oscar Figus: qualche riflessione personale sulla Rho-Monza

interriamo la Rho-Monza

A questo punto direi che siamo un po’ stufi.

Le richieste dei cittadini organizzati in comitato, di tutte le forze politiche e di tutte le amministrazioni locali di qualsiasi colore continuano a scontrarsi contro il muro di gomma rappresentato dagli interessi di coloro che da anni vogliono fare la riqualificazione della Rho-Monza nel modo più sbagliato possibile: senza ascoltare.

Non credo sia necessario ripercorre la storia, i miei quattro lettori la conoscono, sappiamo bene che l’obiezione principale è sempre stata quella economica e a questa obiezione i comitati hanno proposto diverse soluzioni tra cui, la più ovvia, allungare i tempi della concessione per permettere a Serravalle e a società Autostrade di rientrare dall’investimento aggiuntivo.

Ma la seconda obiezione, l’impossibilità di concludere in tempo per Expo, secondo i tecnici sembra comunque destinata ad avverarsi anche senza gli interventi richiesti e non certo per colpa dei cittadini, che hanno espresso le loro ragioni sempre nelle sedi istituzionali, in modo corretto, al massimo manifestando con gli striscioni.

La vera questione è che in Italia i tempi (e i costi) lievitano sempre, salvo poi essere usati come scusa per non approfondire richieste legittime.

Nel frattempo 55 milioni sono stati stanziati dallo Stato per il terzo lotto (sperando che a quella parte di opera vengano apportate tutte le correzioni richieste dai territori) mentre il commissario Sala giudica inaccettabile la previsione dei tecnici di non riuscire a finirla per tempo e la Regione Lombardia finge che il contributo riguardi tutta la Rho-Monza ed auspica tutte le opere in Lombardia terminate in tempo per Expo.

In tutta questa faccenda – alla fine – l’unica cosa sicura è il muro di gomma.

Non l’affidabilità dei tecnici, qualcuno ricorderà le talpe per l’interramento, solo due al mondo, da far arrivare da un altro continente poi sembra che ne costruiscano anche in Brianza, o i tempi comunque sempre fuori dalle previsioni.

Non la capacità decisionale della politica, lettere al Presidente della Repubblica e alla comunità Europea, coinvolgimento di Parlamentari e Sottosegretari, voti all’unanimità dei consigli regionali e provinciali puntualmente disattesi dalle decisioni dei relativi organi di governo.

Fino all’evidente disturbo dissociativo dell’identità di parte (i consiglieri di centro destra) del Consiglio Provinciale che sul tema una volta votano in un modo una volta in un altro, in Provincia di Milano, cioè l’ente che più di ogni altro dovrebbe poter condizionare l’operare della Serravalle di cui è azionista di maggioranza.

A questo punto mi sembra più che legittima la volontà dei comitati di attuare un cambio di passo.

Molte azioni sono state proposte o sono in discussione (tutte da farsi con la presenza della stampa, a questo punto non solo locale)

  • Occupazione simbolica dell’ufficio del Sindaco o della Sala Consiliare chiedendo al Sindaco di essere presente con la fascia tricolore
  • Presidio davanti alle imprese il giorno della visita dei tecnici per effettuare le rilevazioni
  • Presenza sotto la sede dove si svolgerà il tavolo il 5 settembre

e magari anche

  • Una ulteriore raccolta di firme (ad esempio tramite change.org) stavolta su scala nazionale da aggiungere alle molte centinaia già raccolte contro il mostro

Ma se è indiscutibile che a muovere le cose sia soprattutto (se non esclusivamente) l’interesse e ben sapendo che risulta difficile boicottare in qualche modo Serravalle ed Autostrade (ammesso e non concesso di convincere i cittadini padernesi a non usarle, probabilmente neanche se accorgono)  esiste però un’altra controparte sulla quale si è solo cominciato a fare pressione: l’organizzazione di Expo.

Io credo si debba dire con chiarezza al commissario Sala che i cittadini di Paderno Dugnano

  • protesteremo davanti e durante Expo2015 anche con l’opera compiuta, se fatta senza ascoltarli

e che – se a livello nazionale e/o istituzionale non si riesce a far muover foglia – noi

  • Scriveremo direttamente all’International Exhibitions Bureau (BIE) a Parigi, denunciando il modo con cui sono trattati i cittadini dei territori coinvolti nelle opere per l’Expo
  • e che scriveremo a tutti i governi e i parlamenti dei 121 paesi partecipanti e ai loro principali organi di informazione (metto io a disposizione dei comitati gli strumenti tecnologici)

e se ancora non basta siamo disposti a iniziative più eclatanti (lecite e nonviolente) come il percorrere la Rho-Monza al minimo della velocità permessa o all’incatenarci a bordo strada e fino allo sciopero della fame (io ci sto, ho scorte sufficienti :-))

E’ questo il biglietto da visita che vuole per Expo 2015 ?

Io non credo sia il caso, non è più semplice ascoltarci ?

Oscar Figus
da blog  www.figus.org

Ezio Casati: Combattiamo le ludopatie

Il gioco d’azzardo si sta trasformando per molti italiani in una nuova “droga” dagli effetti devastanti. Si stima che in Italia le persone che frequentano assiduamente le sale da gioco legali siano almeno 35milioni, il fatturato del gioco d’azzardo lecito è di 76 miliardi, ma accanto a questo le Mafie gestiscono il gioco illegale (oltre 10 miliardi di fatturato). Sempre più persone affrontano i giochi in maniera compulsiva e patologica, rovinando i propri patrimoni e se stessi. Secondo le stime ufficiali gli italiani affetti da ludopatia sono 800mila.

Per affrontare questo grave problema sociale, nella scorsa legislatura era stata varata la legge n° 182 del 8-11-2012. Partendo da questo elemento normativo ho aderito ad una proposta di legge che intende dare agli enti locali, le amministrazioni e i sindaci, gli strumenti per meglio controllare il fenomeno delle sale gioco. Si tratta di: una distanza minima di 500 metri fra le sale gioco e luoghi importanti come scuole, ospedali, chiese, centri giovanili e sportivi; la facoltà che il sindaco possa determinare orari di attivazione e disattivazione delle slot machine ed altro ancora.

Consapevole che si tratta di una nuova e grave emergenza sociale, intendo impegnarmi, in questa Legislatura, contro la ludopatia e le sue drammatiche conseguenze.

Ezio Casati

Dal sito di Ezio Casati

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