Le difficoltà delle società sportive padernesi

Questa primavera è stato approvato dall’Amministrazione comunale il piano di politica sportiva con regole e bando per assegnazione ed utilizzo degli impianti sportivi della città, la scelta amministrativa addossa alle società sportive ulteriori gravosi oneri economico-finanziari di gestione.

A nulla è valsa la nostra opposizione che prevedeva, come sta accadendo, gravi difficoltà e ritiri di Società sportive Padernesi, che ha costretto l’amministrazione a ripresentare il bando di gara.

Se questa è la politica sportiva che dovrebbe prevedere il sostegno, anzi l’allargamento, delle società – ricordiamo dilettantistiche – del territorio per ampliare la pratica sportiva soprattutto fra i giovani, ebbene il risultato sarà opposto a quello di una proficua ed incisiva attenzione.

Conosciamo tutti le difficoltà di gestione, l’impegno e magari anche i finanziamenti personali dei dirigenti sportivi impegnati in questo settore: anziché riconoscere e sostenere questo impegno, l’attuale amministrazione comunale ne penalizza ed aumenta le difficoltà. Nella nostra società l’ottica e la pratica sportiva sono fondamentali e non comprimarie per una sana ed oculata attenzione allo sviluppo della vita di una comunità. Vediamo però che questo non è il programma di questa amministrazione.

Il valore delle case economiche e popolari 167 secondo la maggioranza di centrodestra

Articolo pubblicato sul blog del Comitato Cara Terra Mia – Condomini 167 – Trasformazione del Diritto di Superficie,

 

Il valore delle case economiche e popolari 167 secondo la maggioranza di centrodestra:

“diventato proprietario può vendere questo appartamento, però lo vende a prezzo di mercato. A 2200, 2300, 2500.”

Poniamo l’attenzione sulla trascrizione degli interventi in Consiglio Comunale relativi al dibattito sull’adeguamento delle modalità di determinazione dei corrispettivi per la cessione in proprietà delle aree già concesse in diritto di superficie del 21 marzo 2016.
Quanto riportato è la trascrizione integrale della trascrizione, evidenziando e commentando alcuni significativi passaggi.

 

Presidente

Grazie capogruppo Abbati. Prego capogruppo Riboldi.

Consigliere Riboldi

Fabrizio Riboldi
(Lega Nord – Lega Lombarda)

Sì. E’ una riflessione. E’ chiaro che noi qui stasera dobbiamo votare per permettere alla Giunta, al Consiglio, esprime l’approvazione, a una modifica per rendere possibile la continuazione della conversione del diritto si superficie. Perché con l’intervento delle Sezioni riunite della Corte, noi dobbiamo adeguarci a quello che è stato deciso. Quindi questo è un atto dovuto in un certo senso. Tutto il resto invece è una valutazione. Una valutazione da fare nell’interesse dei cittadini, ma anche nel l’interesse di chiarezza e giustizia, perché mi pongo questa riflessione. Oggi uno ottiene, oltre che la riduzione fino al 50%, la valutazione che dice non più a 1500 ma a 800, quello che si vuole, 15 giorni dopo, diventato proprietario può vendere questo appartamento, però lo vende a prezzo di mercato. A 2200, 2300, 2500. Quindi con una plusvalenza ed un guadagno veramente sicuro (*).
Allora detto questo io non sto dicendo che sarà così o no. Oggi, stasera non è in discussione questa valutazione, che verrà fatta con la disponibilità dell’assessore che è stata dimostrata…l’interesse che nessuno deve essere tartassato oppure venga succhiato il sangue ai cittadini, per l’amor di Dio. Qui dobbiamo solamente adeguarci ad una regola che dice non più il 40%, non più la possibilità del 50% cioè vendere fatto 100 a 30, ma una massimale di 50. Questa è la delibera ed il voto che dobbiamo dare. Tutto il resto è una valutazione che si farà ma non è in discussione di stasera.

(*) Ogni cittadino, e non solo proprietario di un’abitazione economica e popolare 167, cosciente del reale valore di mercato della propria abitazione, è in grado di misurare la ragionevolezza dei dati esposti nella “riflessione”. Ogni commento è superfluo.

 

 

Presidente

Grazie capogruppo Riboldi: Prego capogruppo Caniato

Antonella Caniato
(Partito Democratico)

Io faccio un paio di passaggi. Avessimo votato questa delibera la settimana scorsa, io non avrei partecipato al voto.
Come, se non ricordo male, non abbiamo partecipato, come Partito Democratico nella precedente deliberazione quella del 7 aprile 2014. E come credo abbiamo votato contrario nella precedente ancora, probabilmente era il 2012, non ricordo. Perché su questo tema abbiamo già votato tre volte se non ricordo male. Una prima volta in cui c’era tutto uno studio e c’era stata una scelta di questa stessa Amministrazione di applicare alcuni parametri, di mandare le prime comunicazioni, se vi ricordate, era il 2010, 2011. Per noi una serata in via Armstrong, per chiarirci quali erano stati i meccanismi, molto partecipata.
Per voi un braccio di ferro rispetto alle prime lettere arrivate sei anni fa.
Poi siamo tornati, e anche all’epoca quando la delibera è stata votata c’erano dubbi interpretativi o comunque scelte fatte rispetto ad una interpretazione piuttosto che ad un altra. I termini della discussione bisognerebbe andare a riguardarli nei verbali molto dettagliati dell’epoca, ma ricordo che fu una discussione abbastanza vivace. Nel 2014 abbiamo rivotato perché abbiamo riparametrato in base ad un’altra interpretazione o comunque a nuovi indicazioni arrivate. Oggi ci ritroviamo a votare un’altra volta. E nulla vieta che fra sei mesi, un anno ad altra interpretazione ci si possa ritrovare a votare. Allora qua è schizofrenica la situazione. Schizofrenica per il cittadino che in questi anni ha ricevuto più volte comunicazioni rispetto a: questi sono i conteggi; questo è quello che mi devi dar; questo è quello che porterai… Io mi domando, questo ragionamento per arrivare a dirmi, ma perché oggi ci adeguiamo? Abbiamo questa fretta di prendere l’interpretazione della Corte dei Conti, che è una cosa del marzo 2015, oggi siamo a marzo 2016? Abbiamo avuto la fretta, poi magari mi sbaglio, mi chiedo da cittadino e da consigliere che capisce poco, la fretta di chiudere tutte le possibilità di aderire a proposte vecchie il 29 di febbraio in commissione capigruppo?
Perché riteniamo come vincolante ed obbligatorio un parere espresso in audizione parlamentare? Perché nella delibera viene riportata questa cosa. Come se tra le motivazioni di una delibera come atto amministrativo, il parere di un Ministro o di una risposta parlamentare sia un parere vincolante, normativamente non contestabile, dal punto di vista di chi potrebbe impugnare la delibera. Allora io non sono un tecnico. Sono meno brava dei vostri dirigenti, però dei dubbi rispetto alle motivazioni che vengono riportate in delibera ce li ho. Allora mi fermo rispetto a questa cosa, perché poi, ritorno a quello che dicevo all’inizio, non uscirò dall’aula, a differenza di Maestri, non perché non volesse partecipare ma perché secondo il suo punto di vista, va spiegata l’assenza di Maestri, c’è un conflitto di interessi rispetto ad una sua posizione personale di proprietà della famiglia rispetto a questa questione della 167, per cui correttamente è uscito dall’aula e non partecipa alla discussione .
Noi non usciamo, probabilmente ci asterremo, anche se tendenzialmente io vorrei non votarla questa delibera, avrei voluto e mi fa piacere l’incontro con l’assessore che però è arrivato a metà della settimana dopo la convocazione del primo Consiglio comunale, per cui ben venga che abbiamo prolungato i lavori e forse c’è stata l’opportunità. Forse doveva venire dopo la Commissione Capigruppo, quindi prima del 15, è sempre una questione di metodo, ma mi sarebbe piaciuto che questa sera non venisse dibattuta, dopo l’incontro e si venisse a dire, proviamo a farci una riflessione un pochino più meditata rispetto a quelli che possono essere i punti di accordo che avete trovato comunque le ipotesi di lavoro futuro, invece di una delibera che, va bene, prende atto, ci obbliga a dire siamo d’accordo o non siamo d’accordo, ci asteniamo, ma che non ha approfondito, chiarito, se non nelle intenzioni , come ci si intende muovere, quindi applichiamo un parere. Applichiamo delle questioni. Per cui io ripeto, tendenzialmente io avrei voluto uscire, sentito il gruppo, staremo all’interno del consiglio, ci asterremo, non voteremo contro, ma non ci piace questa modalità di lavoro. Non votiamo contro perché si è aperta, perché altrimenti il voto era contrario o saremmo usciti dall’aula.

(*) Esemplare il comportamento del consigliere Maestri, conforme al disposto del Regolamento del Consiglio Comunale, in particolare all’articolo 12 che impone l’astensione obbligatoria e anche l’obbligo di allontanarsi dalla sala delle adunanze durante la trattazione di detti affari. Tale obbligo non è stato rispettato il 7 aprile del 2014 da alcuni consiglieri di maggioranza, risultando indispensabili per l’approvazione di una, da subito, contestata deliberazione sulla questione 167.

 

Presidente

Grazie capogruppo Caniato. Se non ci sono altri interventi chiudo la discussione e do la parola all’assessore Tonello.

Assessore Tonello

Assessore Andrea Tonello
(Forza Italia)

Grazie Presidente. Ringrazio il Consigliere Riboldi perché con il suo intervento ha riportato il tema della serata rispetto a quello che doveva essere la discussione in Consiglio Comunale, quindi di fatto della modalità di adeguamento dei corrispettivi in riferimento ad un parere espresso dalla Corte dei Conti riunitasi in Sezioni congiunte, appunto, non è una questione di voglia. Ricevo qualunque cittadino. La questione è che devo essere anche interpellato per poter ricevere i cittadini ed i comitati.
Sicuramente non negherò mai un appuntamento su un tema così importante. Mentre per quanto riguarda l’altro tema che è stato sollevato questa sera, rispetto a quello che è il valore venale, faccio una premessa: la stima qualsiasi stima, un qualunque metodo di stima, deve arrivare ad uno stesso valore. Nel senso che se questo vale 100, possiamo partire da qualsiasi parametro, da qualsiasi riferimento, ma ad un certo punto tutti quanti dobbiamo arrivare a dire che questo vale 100. Perché se no vuol dire che c’è la possibilità discrezionale di mettere parametri, pesi e contrappesi per pilotare il risultato (*). Sicuro che serve la trasparenza e, quindi questi è un impegno che prendo, rispetto ai cittadini. Perché i cittadini quando in maniera trasparente può rifare il calcolo perché dotato degli strumenti ed è dotato del metodo, può correggere un errore materiale. Su quello sono d’accordo se ci sono errori materiali, questi errori materiali verranno corretti. E’ superficiale riferirsi a valore OMI, OSMI o a un altro valore se non si conosce la formula del valore di trasformazione. Perché il valore di
trasformazione non è altro che un valore dell’ immobile, quindi del terreno costruito, quindi del suo immobile, dove ad un certo punto vado a dedurre dei costi che sono stati sostenuti per realizzare l’immobile, quindi il costo di costruzione, gli oneri di urbanizzazione, gli oneri finanziari, la progettazione, le spese generali, fatta questa sottrazione, devo attualizzare rispetto a quello che è il periodo che serve per costruire tale immobile. Quindi ho il valore del terreno, per dire se questo valore è troppo alto qualcuno potrebbe decidere di non costruire perché non è disposto a spendere per fa stara in piedi l’operazione immobiliare. E’ chiaro che il valore del terreno non dipende da cosa ci vado a costruire sopra. Nel senso che il valore del terreno intrinseco dipende dalla sia localizzazione. Fatto 100 il valore di costruzione a Paderno Dugnano, costruire a Milano è sempre 100. Cioè la sabbia, il cemento, i mattoni, le tegole sempre quello è il prezzo di riferimento. Il costo della manodopera a Milano e a Paderno Dugnano è paragonabile, a meno che ci si debba arrivare con l’elicottero a Milano. Sto parlando di aree omogenee. Allora cosa significa.
Significa Paderno Dugnano ha un valore del terreno inferiore a Milano, perché è meno servito, è più lontano, non è in una situazione comoda, non ha la metropolitana.
Quindi la stima è un metodo che è scientifico quindi noi dobbiamo trovare l’accordo o capire quale è il metodo utilizzato. Dopo di che, partire da un costo di costruzione nuovo, applicare un degrado, partire da un valore… io vi dico che alla fine di tutte le normative c’è sempre la stessa frase: “il costo dell’area così determinato”, quindi rispetto agli algoritmi proposti da sempre,” non può essere maggiore di quello stabilito dal Comune per le aree cedute di rettamente in diritto di proprietà al momento della trasformazione di cui al comma 47 dell’articolo 31. Cosa vuol dire che se il Comune decide di vendere dei terreni per fare case ha già stabilito qual’è il valore del terreno quindi non devo neanche procedere con una stima con il metodo di trasformazione. Potrei utilizzare direttamente i l valore venale del terreno, perché lo conosco. Noi utilizziamo il metodo ”valore di trasformazione“ perché non conosciamo il valore venale del terreno, perché il terreno a sua volta è stato espropriato con una normativa che teneva conto del prezzo dell’agricolo, rivalutato con le rendite domenicali, piuttosto che di altre cose. Oggi il Consiglio comunale si trova ad esprimersi a favore, o contro o astenersi, rispetto a quello che è un adeguamento di un calcolo che viene dopo tutto il discorso della stima. E c’è un’assunzione di responsabilità. Non è solo un atto dovuto e ci mancherebbe perché è il Consiglio comunale che ha la facoltà di decidere qual’è la riduzione da applicarsi fino al 50%. Allora è chiaro. Perché la si porta oggi. Perché alcuni consiglieri nel Consiglio comunale del 2014 non hanno partecipato al voto. E allora mi dica il Consiglio Consiglio comunale quale delibera proporre. Una delibera che non tiene conto del parere della Corte dei Conti riunitasi in Sezioni congiunte? Perché è solo un parere? Consiglio Comunale vuole una delibera dove ad un certo punto la riduzione è fissata al 40%? In modo tale da dire ad un certo punto, non entro nel merito della questione, la vecchia normativa faceva riferimento al 60% del valore venale, quindi riduco del 40. Poi quel 25% di riduzione è perché mi sono preparato. Sicuramente l’incontro del 17 mi ha portato all’attenzione e mi sono andato a vedere la delibera del 2014, dove già allora spariva, non c’era. Spariva quel 25% perché la Legge di Stabilità del 2014, toglieva quella possibilità. Poi Per carità faremo un approfondimento tecnico normativo, però nel momento in cui sparisce, non siamo in un caso di…. della norma dove rimangono in vigore due cose e non si sa quale usare. In quella legge di stabilità sparisce, quindi già delibera di Consiglio Comunale del 2014, teneva conto che non c’era più quella riduzione del 25% e l’Amministrazione di allora propose infatti il 50 applicato su un valore al 60, quindi, a conti fatti, il famoso 30. E oggi a conti fatti si arriva al 50. Sono contento ci sia stata una dichiarazione quanto meno di astensione, perché significa comunque assumersi una responsabilità è poter proseguire. Rimane l’impegno di questa Amministrazione nel, come dire, sull’altro piano, sull’altro tema, quello del valore venale di rendere chiaro, trasparente, il metodo di stima nel senso che è solamente condividendo il metodo di stima che possiamo andare ad identificare il valore venale corretto e possiamo partire dalle stime OSMI o dall’altra stima dell’Agenzia delle Entrate, sono due valori differenti, ma la forma non tiene conto solo di questi due valori, tiene conto anche di tutto il resto che vi ho raccontato.

 

Intervento senza microfono.

 

Il problema non è OMI o OSMI, il problema non è quello. Il problema non è quello, il problema è il risultato finale. Nel momento in cui si dovesse scegliere il valore inferiore è naturale che a questo punto si debba prendere il costo di costruzione riferito alla tipologia di costruzione che è una tipologia costruttiva di 30 anni fa e non quella di oggi.
Cioè va tutto di pari passo. Un conto è costruire una doppia parete coibentata, sono due muri di mattoni, di forati con dentro una coibentazione ed un conto invece è costruire una singola parete. Capiamo tutti quanti che il costo di costruzione è influenzato dalla tecnologia e dal modo con cui si costruisce ma non è un tema di Consiglio comunale. E’ un tema di quel tecnico, che si prenderà la responsabilità tecnica, che firmerà la stima, ma la stima dovrà essere capita, comprensibile con un algoritmo chiaro, in modo che qualsiasi cittadino possa in contraddittorio rifare il calcolo. Però va da sé che qualsiasi metodo di stima utilizzato debba portare allo stesso valore perché cambiando i valori non è più scientifica la stima. Ecco ma io adesso ho fatto questa digressione rispetto alla delibera, come dire, il consigliere Riboldi ha detto bene, qui si tratta di votare un adeguamento rispetto ad un parere della Corte dei Conti. Perché? Perché il Consiglio comunale ha una responsabilità. Ha anche una responsabilità verso i cittadini che vogliono continuare a trasformare per poter poi fare delle vendite e quant’altro (**). Grazie.

 

(*) Il procedimento adottato è di per se discrezionale. Ad esempio sulla scelta di utilizzare i valori OSMI e non OMI, nel considerare le case nuove e non con la loro reale vetustà, nel considerare valori del 2010 e non gli attuali che sono sensibilmente più bassi, nell’applicare sui valori OSMI solo una parziale riduzione e non la completa agevolazione prevista.
(**) Appare sempre più evidente, anche per l’Amministrazione comunale, che i cittadini hanno un reale interesse alla trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà, in particolare alle condizioni proposte dal 2011 ad oggi, solo in caso di vendita.

 

Presidente

 

VOTAZIONE

 

Grazie Assessore. Pongo in votazione l’ultimo punto all’ordine del giorno che è l’Adeguamento modalità di determinazione dei corrispettivi per la cessione in proprietà delle aree già concesse in diritto di superficie – art. 31 Legge 23/12/1998 n. 448.
I Consiglieri comunali favorevoli sono pregati di alzare la mano: 14 favorevoli. Astenuti 5. Contrari nessuno. Il punto è approvato.

N.B. Hanno espresso parere favorevole in votazione, pur senza esprimere alcuna opinione, i gruppi consiliari della maggioranza di Forza Italia (capogruppo Nicola Turano) e Progetto Paderno Dugnano (capogruppo Mario Giovanni Mosconi).

 

Per la visione completa del dibattito consigliare rinviamo alla pagina:

http://caraterramia.blogspot.it/2016/05/condomini-in-consiglio-comunale-se-ne.html

Mentre per la parte 1 e 2, di 3:

http://caraterramia.blogspot.it/2016/05/verbale-di-deliberazione-del-consiglio.html
http://caraterramia.blogspot.it/2016/06/il-verbale-di-deliberazione-del.html

Elezioni amministrative e renzismo

Dopo i risultati del primo turno alle amministrative, in attesa dei ballottaggi, ho letto molto, ho ascoltato tante persone ed ho riflettuto sul risultato elettorale e sulle prospettive future, innanzitutto del Paese e poi del mio partito, il Partito Democratico. Sono contento del risultato? No assolutamente no.

 

Non ritengo corretti però i “de profundis”, a volte cantati e a volte sperati dentro e fuori il PD, nè condivido chi dice è andata malissimo o male. Partiamo dal dato elettorale di Milano. Il PD prende in percentuale più voti delle passate amministrative, la lista Sala va bene, chi sta sotto le aspettative è invece la lista Arancione, uscita ridimensionata dalla divisione con la componente di Basilio Rizzo, il quale dopo le primarie decise di non sostenere il candidato Beppe Sala.

 

In campo avverso il candidato Parisi ottiene un buon risultato, frutto di un centrodestra unito che mette insieme tutte le forze politiche che governano la Regione Lombardia. I disastri dell’attuale Palazzo Lombardia a guida Maroni mi paiono assolutamente evidenti a tutti.

 

Ricordiamoci che a Milano, prima della positiva esperienza amministrativa di Giuliano Pisapia, si veniva da venti anni di governo leghista e di centrodestra. Quale sarebbe quindi la prospettiva di crescita e sviluppo che questo centrodestra potrebbe dare all’area Metropolitana di Milano? A mio avviso il nulla e comunque Beppe Sala sta davanti. A Bologna, invece, la competizione si gioca fra Merola sostenuto dal PD e dal centrosinistra – avanti di 17 punti – e la leghista Bergonzoni con una coalizione di centrodestra.

 

L’analisi sul risultato elettorale di Roma non può prescindere da due elementi: la disastrosa esperienza di governo dell’amministrazione di centrodestra del sindaco Alemanno e l’opportunità sprecata dal sindaco Marino, che con un’ampia maggioranza di centrosinistra ha fallito. Le sue responsabilità personali e l’inadeguatezza del ruolo sono stati evidenti. Per chi frequenta Roma quattro giorni la settimana, vi posso garantire, le carenze amministrative e nella gestione sono sotto gli occhi di tutti. Va poi aggiunta la vicenda di mafia capitale che ha travolto, con intrecci fra delinquenza, mafia e mala-politica, varie persone, associazioni ed anche esponenti dei partiti. Nel gestire una situazione complicata come quella del Sindaco Marino, difeso dal PD per lungo tempo, sono stati fatti parecchi errori ma il sindaco ce ne ha messo di suo.

 

Ora, vicini ai ballottaggi, il sistema politico nazionale sembra delinearsi, con scenari diversi da città a città, in maniera tripolare: PD, M5S e Centrodestra. Roma è l’unica città dove i Grillini sembrano prevalere, Giachetti ha comunque ottenuto un secondo posto meritevole; mentre a Torino l’ottimo sindaco Piero Fassino ha un vantaggio di 11 punti sulla sfidante grillina. Cagliari è l’esempio della serietà del PD. Quando noi sosteniamo un sindaco lo facciamo davvero e non poniamo distinguo, se non nei programmi. Questo, mi si consenta, non lo riscontro nelle parcellizzate forze della sinistra più radicale che tra l’altro non ottengono grandi risultati. Nella nostra Lombardia e in tutta Italia, infine, sono centinaia i sindaci targati PD o sostenuti da liste civiche di centrosinistra ad aver vinto subito al primo turno.

 

Che cosa bisogna fare adesso? Per chi crede nel PD e nel progetto del centrosinistra occorre mettere in campo le risorse per una campagna elettorale senza polemiche interne e con convinzione. Parlando con le persone e  cercando di spiegare loro le ragioni della nostra cultura amministrativa e delle nostre capacità di buon governo. Illustrando a tutti i progetti che proponiamo per ogni città o comune. Solo così possiamo vincere i ballottaggi.

 

Il rischio evidente, nei ballottaggi, è che per dare addosso al Governo Renzi tutti si coalizzino contro il PD. E’ possibile ma esprime, a mio avviso, un profilo basso della politica. Per dare una lezione al governo nazionale ci si coalizza contro, persino con alleanze “innaturali” dove, in funzione anti PD, si arriva a sostenere anche un proprio avversario. Mi dispiace, ma questa non è la mia logica!

 

Va tutto bene nel PD? No, occorre fare il punto politico e programmare il futuro. Per questo il segretario Matteo Renzi ha messo a disposizione il Congresso anticipato. Lo statuto del PD prevede che i ruoli di premier e segretario sono ricoperti dalla stessa persona. Ed anche ieri, quando le disastrose elezioni politiche del 2013 videro il segretario Pierluigi Bersani ottenere un incarico (poi fallito) per formare il Governo, la linea premier-segretario era la stessa. Con parecchia incoerenza, oggi, molti esponenti PD negano tutto questo. Pare che Renzi debba essere sempre sotto esame, tutte le cose che fa o propone sono da mettere sotto la lente d’ingrandimento.

 

Per concludere: il centrosinistra, senza un PD unito, non ha prospettive ed io penso che dobbiamo essere grati a Matteo Renzi per aver dato una scossa al PD e all’Italia. Valorizziamo il lavoro fatto e concentriamoci su quello da fare, con la certezza di avere competenze, progetti e idee nuove per il futuro delle città e dell’Italia intera. Mettendo sempre al centro dei progetti i cittadini, le famiglie e le imprese. 

 
On.le Ezio Casati

Rho-Monza – E adesso parliamo di mitigazioni ambientali

Comunicato presente sul blog CCIRM – Comitato Cittadini Interramento Rho-Monza

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Respinto e archiviato nelle aule giudiziarie il sogno dell’interramento, il Comitato ha deciso, nell’assemblea pubblica del 27 Ottobre scorso,  di continuare la sua attività perché ha valutato che  c’era ancora lavoro da fare. Il rispetto delle norme, contenute nei decreti e nel progetto esecutivo, continuano ad essere, anche in questi giorni, un optional, nonostante esposti dei cittadini e verbali dell’ Osservatorio Ambientale abbiano sempre certificato con precisione le responsabilità di Serravalle &C.

RISPETTO DELLE REGOLE E MITIGAZIONI AMBIENTALI. Questi i due temi su cui il Comitato intende concentrare ancora le sue energie.

L’analisi di ciò che il Progetto di Serravalle prevede sul fronte delle mitigazioni  ci ha convinto che la città di Paderno Dugnano e i suoi cittadini meritano di più e di meglio dopo lo sconquasso e le ferite inferte al territorio  dalla riqualifica della Rho Monza.

Per essere concreti, come è sempre stato nel costume del Comitato,  si è proceduto alla elaborazione progettuale di una ipotesi migliorativa  che verrà presentata nel corso di una assemblea pubblica fissata per il prossimo 20 Giugno. 

Le probabilità che questa proposta abbia successo, si fondano sulla condivisione di tutte le forze politiche della città, nessuna esclusa. Per spiegare le ragioni di questa iniziativa, in vista dell’assemblea pubblica, abbiamo chiesto un incontro ai rappresentanti locali di tutte le forze politiche presenti nel nostro territorio. Forza Italia  e  Progetto Paderno Dugnano hanno ignorato la nostra richiesta. Lega nord-Lega Lombardia, dopo un iniziale approccio possibilista ha lasciato cadere silenziosamente nel vuoto il nostro invito. Con tutti gli altri, invece, ha avuto luogo l’incontro.

Il tema che ci apprestiamo a sviluppare e che riguarda i concetti di salute e bellezza per la città, chiama in causa e coinvolge  tutti.  O almeno così dovrebbe essere. Nell’assemblea pubblica ognuno si assumerà le proprie responsabilità.

CCIRM – Comitato Cittadini Interramento Rho-Monza

Chi e perché ha ucciso Aldo Moro – La democrazia violata

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L’intervento dell’onorevole Gero Grassi, esponente PD, venerdi sera in aula consiliare (27 maggio 2016 – n.d.r) non si può nemmeno lontanamente riassumere in quattro righe. Gero Grassi ha studiato a fondo gli atti ufficiali del sequestro e dell’omicidio di Aldo Moro e ci ha dimostrato di essere in grado di parlare ininterrottamente per più di due ore del caso Moro, fornendo una sintesi politica, storica e sociale dei fatti del tutto lucida e appassionata.

Per chi volesse approfondire e recuperare la mole di informazioni inerenti l’omicidio dello statista democristiano può accedere al sito del parlamentare – gerograssi.it.

Quello che a me resta da fare è cercare di trasmettere il senso di una serata come quella a cui ho partecipato, uscendone ancora più consapevole che cercare la verità sui fatti oscuri del nostro passato (dalle stragi di stato al terrorismo, dai delitti eccellenti – Moro e Mattei – alle ombre criminali che ancora si aggirano tra noi) significa difendere e rafforzare la nostra democrazia, troppo spesso violata.

Per questo, di Moro, sacrificio umano sull’altare di interessi occulti nazionali e sovranazionali, “non si può resuscitare il cadavere ma occorre rendergli giustizia”. Perché il caso Moro è il caso Italia.

Gero Grassi non ha avuto remore a ricostruire i fatti partendo proprio dai tanti nodi che si sono intrecciati intorno alla vicenda umana e politica di Aldo Moro.

Ha parlato di più livelli di complicità intercorsi tra soggetti lontani tra loro sia dentro lo scenario nazionale (l’Arma dei carabinieri che nei suoi vertici “tifava” per una soluzione greca o cilena della crisi di quegli anni insieme agli esecutori materiali del delitto, le Brigate Rosse) sia dentro lo scenario internazionale (Usa e Urss che si combattevano ovunque in Italia si ritrovano sullo stesso fronte per bloccare la politica di apertura ai comunisti a cui Moro stava lavorando e con successo).

IMG_8438Ora su questo punto credo occorra alzare la nostra attenzione: il progetto politico di Aldo Moro non era né avventuristico né tattico (come invece fu per chi ne usurpò il ruolo, quell’Andreotti che di fatto usò il compromesso storico per imbrigliare i comunisti italiani e bloccare il sistema Paese).

La sua visione era quella di uno statista vero, profondo difensore delle sue radici democratiche e cristiane – quelle che lo avevano spinto a promuovere la riforma della scuola italiana per togliere l’analfabetismo dal Paese e che considerava la scuola un ascensore sociale per quei soggetti meritevoli che non avevano avuto la fortuna di nascere in famiglie abbienti, ad esempio – e che per questo riteneva che “i diritti vanno riconosciuti alla persona, e non concessi dallo Stato”.

Un uomo di governo che scelse di nazionalizzare l’energia elettrica contro gli interessi particolari di allora che mettevano un freno allo sviluppo di intere aree del Paese, e così facendo debellando parte della miseria diffusa soprattutto nel mondo agricolo.

Una personalità scomoda per chi ha sempre ritenuto che gli interessi italiani dovessero restare nella mani di pochi e subalterni alle volontà extraterritoriali (non a caso nel 1974 ricevette il primo avvertimento da parte di Henry Kissinger, segretario di Stato americano, che gli prospettò la “rimozione” dai suoi compiti se non smetteva di porsi in contrasto con gli interessi a stelle e strisce).

Per non parlare dei servizi segreti italiani, deviati e non, e dell’allora segrete strutture parallele ai livelli dello stato (P2 e Gladio, che tanto per essere chiari conducevano a Licio Gelli e Francesco Cossiga), nemici giurati di qualsiasi progetto che potesse sconvolgere l’ordine costituito su scala internazionale, dietro cui si celava la volontà di detenere il potere al di là dell’espressione popolare, con ogni mezzo e al fine di trarne il più particolare vantaggio.

In questo scenario, le Brigate Rosse, la cui matrice rivoluzionaria di stampo comunista si trova in rotta di collisione con l’allora guida del PCI (incarnata da un altro statista il cui rilievo gli sarà attribuito solo dopo la morte, Enrico Berlinguer), capace di intercettare il sogno di Moro: collaborare per un Paese libero dalla logica della guerra fredda che ne frena lo sviluppo e l’equità sociale, per inserire l’Italia in un consesso europeo avanzato, dentro un’Europa capace di competere con le due superpotenze (Usa e Urss) e di promuovere una democrazia più larga, inclusiva delle masse lavoratrici.

Aldo_MoroPer Moro l’idea guida stava nel democratizzare ancor più il sistema Paese e sbloccarlo da una logica di potere i cui guasti (corruzione, privilegio, malaffare) erano già tutti ben visibili.

Non era una semplice “apertura a sinistra”, di più: era lo sblocco di una democrazia incompiuta, che includesse nel processo anche il più grande partito comunista d’occidente perché il risultato avrebbe rafforzato la democrazia italiana e non l’avrebbe messa in pericolo (anche perché da tempo il PCI dava segni di emancipazione dalla sovranità sovietica – tanto che Berlinguer dovette subire un “incidente” automobilistico a Sofia in cui perse la vita il suo autista).

Le Brigate Rosse si trovarono così sulla stessa sponda rivoluzionaria di chi voleva impedire il pieno sviluppo democratico del Paese e finirono per essere il braccio armato di chi voleva una democrazia bloccata.

Ma di certo non avevano quella “potenza di fuoco” di cui tanto si parlò allora. In via Fani, dove avvenne il rapimento di Moro e l’uccisione della sua scorta, il “gruppo di fuoco” in realtà si basava su un tiratore particolarmente abile da cercarsi fuori dal contesto brigatista, mentre altre presenze ritratte nelle foto dell’epoca danno da pensare : ci sono profili di appartenenti alla banda della Magliana, alla ‘ndrangheta, ai servizi segreti di Paesi diversi – quelli in guerra tra loro da tutte le parti del mondo ma in questo scenario tacitamente alleati.

Una serie di “convergenze parallele” per usare un’espressione che rese celebre proprio Aldo Moro, al cui rapimento (che poi dovesse morire era già scritto) assistettero coscienti, ognuno perseguendo un proprio interesse ma ciascuno traendo un proprio vantaggio (ai brigatisti servì in un secondo momento, calato il sipario sugli anni di piombo, per costruirsi una nuova vita di consulenze ministeriali e approdi professionali al riparo da ogni giudizio di verità).

A questo punto davvero sembra mancare l’ossigeno.

Ciò che ci dà la forza di ricordare, ricostruire e difendere la memoria di quegli anni è la consapevolezza di farlo per poter vivere in un Paese più libero, democratico e giusto.

E perché il sacrificio di Aldo Moro davvero non sia invano.

Per ultimo vi dirò chi, secondo Gero Grassi che lo ha fortemente motivato, fosse il capo delle Brigate Rosse: Giovanni Senzani, uno che lavorava di giorno per il Ministero di Grazia e Giustizia e di notte per le BR, ma che non fu mai giudicato per il delitto Moro perché la sua appartenenza alle BR – riconosciuta – è datata novembre 1978, sei mesi dopo il delitto dello statista. Lo ha stabilito un tribunale il cui giudice era il padre dell’avvocato difensore di Giovanni Senzani.

Purtroppo non è una barzelletta.

Daniela Caputo – INTERROGAZIONE: cassonetti abiti usati abusivi o autorizzati? dl chi sono i cassonetti? Facciamo conoscere a tutti i cittadini la filiera della solidarietà

Paderno Dugnano, 16 maggio 2016

Alla C.A. dell’Assessorato competente
Del Sindaco
Del Segretario del Consiglio Comunale
Del Presidente del consiglio comunale
del Comune di Paderno Dugnano

 

INTERROGAZIONE: CASSONETTI ABITI USATI ABUSIVI O AUTORIZZATI? DI CHI SONO I CASSONETTI?
FACCIAMO CONOSCERE A TUTTI I CITTADINI LA FILIERA DELLA SOLIDARIETÀ

La sottoscritta Consigliera Comunale Daniela Caputo del Gruppo consiliare PD

Premesso Che

  • Sul territorio di Paderno Dugnano sono presenti dei contenitori di stoccaggio e raccolta di abiti dismessi, si fa ad esempio cenno a quello installato in Via Trento (di cui si offre fotografia) e quello presente nel quartiere di Cassina Amata installato sul marciapiede che porta alla scuola materna di Via Corridori;

  • il settore Opere per il Territorio e per l’Ambiente è dotato di un protocollo per il servizio di raccolta differenziata di manufatti tessili e non, quali indumenti, corredi e scarpe usati, attuato mediante conferimento in raccoglitori collocati su aree demaniali appositamente concesse in uso;

  • il regolamento, di cui sopra, aveva previsto il bando di gara con offerta entro il 24.01.2013 a pena di esclusione;

  • Nel piano del Diritto allo studio del 2014-2015 si era, altresì, inserito un progetto quello relativo alla Caritas chiamato “Dona Valore” facendo ospitare neicortilidelle nostre scuole i cassonetti gialli per la raccolta di Tessuti-abiti-scarpe etc. per ovviare ad una grossa miticità riscontratasi anche sul nostro territorio;

  • Guardando all’oggi, viene riferito da numerosi cittadini che ci sono nuovi cassonetti installati da pochissimo quali ad es. di Via Trento posizionato il 27 gennaio 2016;

  • I cassonetti installati non riportano, inoltre, il logo dell’appaltatore, che si è aggiudicato il bando per la raccolta autorizzata sul Nostro territorio Comunale, o comunque della società, tanto meno quello del Comune di Paderno Dugnano, che sarebbe buona regola ai fini della trasparenza e per evitare confusione, cosa che servirebbe ad incentivare la partecipazione alla solidarietà;

  • I cassonetti sono spesso contornati da sacchi e merce di ogni tipo al di fuori degli stessi, creando accatastamenti e stoccaggi per giorni e giorni che recano pregiudizio alla stessa buona iniziativa di solidarietà dei nostri cittadini;

  • anche il decoro urbano passa dalla cura del servizio offerto sarebbe quindi importante curarne la periodicità di raccolta del servizio;

Considerato che

La solidarietà è un valore umano importante che ci deve trovare uniti e collaboranti.
Così come, uniti e collaboranti dobbiamo essere innanzi alla veicolazione della cultura della legalità che abbraccia in sé, anche, il valore della cooperazione e della solidarietà tra esseri umani

Questa Consigliera Comunale Interroga la Giunta ed il Sindaco per conoscere e sapere:

  1. Se conoscono dell’esistenza di questi cassonetti e se quindi siano autorizzati dalla Nostra Amministrazione Pubblica?

  2. Se abbiano fatto ingresso attraverso il bando di gara di cui nelle premesse o attraverso altra norma e se sì quale?;

  3. Ma cosa più importante, come mai i cassonetti non riportano alcun logo riferibile al loro progetto o al loro Appaltatore e nessuna menzione al Comune di Paderno Dugnano, ingenerando purtroppo confusione nel Cittadino che rischia di confonderli con quelli a volte menzionati dalla cronaca, ovvero quelli non legali?

  4. Possiamo mettere il logo del Comune di Paderno Dugnano e della società a cui appartengono così da renderli facilmente riconoscibili?

  5. Quante volte passa l’appaltatore autorizzato a raccogliere il materiale stoccato da smaltire e se se ne conosce la filiera di smistamento si chiede di enunciarla ed a chi vengono assegnati?

Si allegano foto per presa visione da parte dell’Amministrazione dei cassonetti di cui in oggetto, le foto sono da ritenersi parte integrante del presente atto.

Con osservanza.

Paderno Dugnano, 16 maggio 2016

Consigliera Comunale
Daniela Caputo

Seminario Partito Democratico Zona Nord-Est

Iniziativa a cura del
PD Zona Nord-Est

VENERDÌ 27 MAGGIO 2016, ore 21.00
presso Coop Agricola Cinisello
Balsamo – Via Mariani 11

SABATO 28 MAGGIO 2016, ore 9.30
presso Hotel Villa Torretta
via Milanese 3 – Sesto San Giovanni

 

Locandina Seminario di Zona - definitiva

Chi e perché ha ucciso Aldo Moro

Iniziativa promossa dal
Circolo PD di Paderno Dugnano
Venerdì 27 maggio 2016, ore 20:45
Aula Consiglio Comunale
via Grandi 15 – Paderno Dugnano

(ingresso da Piazza della Resistenza)

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Efrem Maestri – INTERPELLANZA – Registro comunale per il diritto del minore alla bigenitorialità

– Al sig. Sindaco di Paderno Dugnano,
Marco Alparone;

– Al sig. Presidente Consiglio
Comune Paderno Dugnano,
Umberto Torraca

– Al sig. Assessore delegato in materia;

E, p.c. :

– Ai sigg. Capigruppo consiliari

Oggetto: INTERPELLANZA – Registro comunale per il diritto del minore alla bigenitorialità

Il sottoscritto consigliere comunale

PREMESSO CHE:

  • durante la seduta consiliare del 27 aprile 2015 è stato presentato l’Ordine del Giorno, prot. n. 10534 del 02/03/2015, sulla “Istituzione del registro comunale della bigenitorialità”;

  • l’OdG summenzionato è stato approvato all’unanimità dei consiglieri presenti (21 su 24);

CONSIDERATA:

  • l’importanza dell’istituzione di tale registro, in quanto entrambi i genitori avranno la possibilità di registrare la propria diversa domiciliazione legandola al nominativo del proprio figlio, in modo che le tutte le istituzioni che si occupano del minore possano conoscere i riferimenti di entrambi i genitori e renderli partecipi delle comunicazioni che lo riguardano;

 

Interpella il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  • gli esiti, qualora siano stati già avviati, del confronto con le Amministrazioni Comunali che hanno già provveduto all’attivazione del Registro comunale per il diritto del minore alla bigenitorialità, al fine di istituirlo nella nostra Città;

  • a che punto sia l’iter per l’approvazione del Regolamento comunale per la tenuta del Registro di cui all’oggetto e, qualora fosse iniziato, quali sono le cause del ritardo;

  • se è intenzione presentare il predetto Regolamento comunale, nelle sedi competenti, entro la fine dell’anno 2016;

  • se è intenzione promuovere presso la cittadinanza, prima della sua introduzione, il Registro comunale per il diritto del minore alla bigenitorialità attraverso un’adeguata campagna di sensibilizzazione.

Chiedo altresì che la presente interpellanza sia iscritta all’OdG del primo Consiglio Comunale utile, in attesa di sollecita risposta scritta.

Cordiali saluti.

Paderno Dugnano, 12/05/2016                                                                        

Efrem MAESTRI
(Partito Democratico)

È un giorno di festa per tanti, oggi.

milano_manif_unioni_civili

Questo quanto scritto su Facebook dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, a proposito della legge sulle unioni civili che entro stasera verrà approvata definitivamente dalla Camera.

È un giorno di festa per tanti, oggi.

Per chi si sente finalmente riconosciuto.

Per chi vede dopo anni che gli vengono restituiti diritti talmente civili da non aver bisogno di altri aggettivi
Per chi stanotte ha fatto fatica a prendere sonno, per chi da giorni ci scrive chiedendo dove festeggiare, per chi semplicemente non sta più nella pelle.

È un giorno di festa per tanti, oggi.

In queste ore decisive tengo stretto nel mio cuore il pensiero e il ricordo di Alessia. E questo mi basta.
Perché le leggi sono fatte per le persone, non per le ideologie. Per chi ama, non per chi proclama.

Scriviamo un’altra pagina importante dell’Italia che vogliamo.

Lo facciamo mettendo la fiducia perché non erano possibili ulteriori ritardi dopo anni di tentativi falliti.

Lo facciamo con umiltà e coraggio. Ma lo facciamo adesso perché in Italia non è più possibile continuare a rinviare tutto.

Matteo Renzi

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